Notiziario speciale per la Presidenza del Consiglio


SARTORIO ARTISTA 'RINASCIMENTALE'

Grande antologica del pittore amico di D'Annunzio, che si impegnò su diversi fronti creativi


© ADNKRONOS - aprile 2006

ADNKRONOS.
Roma, Chiostro del Bramante, Mostra
antologica "Giulio Aristide Sartorio":
particolare dell'olio su tela intitolato
"Pico re del Lazio" del 1904

Aristide Sartorio, uno dei più grandi protagonisti dell'arte italiana tra Ottocento e Novecento, torna a essere protagonista grazie alla prima antologica a lui dedicata dopo quella del 1933: "Giulio Aristide Sartorio 1860 - 1932", mostra allestita al Chiostro del Bramante di Roma città i cui colori e atmosfere ispirarono all'artista gli straordinari e toccanti paesaggi della campagna romana e di Fregene, quelli luminosi di Terracina e del Circeo, gli scorci del lago di Nemi degli ultimi anni della sua vita. Aristide Sartorio torna, dunque, nella città natia, non solo attraverso le opere, ma anche attraverso il prezioso fondo di documentazione del pittore rendendo, grazie al quale scoprire il Sartorio intellettuale, critico, scrittore, fotografo e cineasta. Poliedrico e sperimentatore, il fascino di Sartorio, al di là della sua pittura opulenta, consiste nel suo ruolo di rinnovatore della tradizione italiana, inserito com'era nei fermenti culturali e artistici della sua epoca, come dimostrano le frequentazioni con personalità di spicco: i veristi, i preraffaelliti, Gabriele D'Annunzio e le numerose amicizie artistiche e letterarie. Abilissimo nel disegno e maestro nel colore, Sartorio si presenta come vero uomo del Rinascimento per quella sua capacità di impegnarsi su diversi fronti creativi: dalla letteratura alla saggistica, dalla decorazione al cinema.

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra
antologica "Giulio Aristide Sartorio":
"Gambina ferita" olio su tela del 1929

Rinascimentale nel senso pieno della definizione, la sua curiosità, l'impegno intellettuale tutto volto alla conoscenza, all'indagine e all'interpretazione, sono alla base del profondo amore per la vita che Sartorio espresse più di una volta, non solo attraverso le sue opere intense, vibranti e di grande spessore, ma anche a parole. "Noi viviamo nei sensi, oltre i sensi sta il buio insondabile, e l'arte che raffigura i sensi è la migliore esortatrice della vita, la fa tollerare ed amare - scrisse il pittore in 'Flores et Humus. Conversazioni d'Arte', nel 1922 - per dirla con una modernissima frase, l'arte rende la vita degna d'essere vissuta". A questo suo amore per la vita, filtrato attraverso gli innumerevoli interessi artistici che egli usò per comprendere la realtà, la mostra, pur seguendo un andamento cronologico, dedica le sezioni tematiche cui spetta i compito di indagare i vari aspetti della sua attività artistica. Ecco i ritratti, quelli con cui Sartori rappresenta se stesso, come quello realizzato nel 1915 e che presenta un uomo sereno e appagato dal successo, e quelli "della nonna" e "del padre", ritratti giovanili realizzati dal pittore appena diciassettenne, in cui è già evidente la piena padronanza del disegno e della tecnica pittorica.

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra
antologica "Giulio Aristide Sartorio":
"Le sirene" olio su tela del 1928

Ecco le influenze preraffaellite che invadono la sua arte alla ricerca di valori saldi e universali, dando vita a opere quali la "Madonna degli Angeli" (1895) che, presentata alla I Esposizione Internazionale di Venezia, riscosse un grande successo di critica. La "madonna degli Angeli" ritrae, nei panni della Vergine, Maria Hardouin, moglie di D'Annunzio, al cui volto il pittore si ispirò anche per realizzare "Le Vergini Savie" e le "Vergini Stolte" (1890 -1891). D'altra parte, proprio grazie all'amicizia con D'Annunzio, iniziata nel 1883, Sartorio aveva scoperto i preraffaelliti: "Sai, caro Sillani, chi fu il primo a parlarmi dell'opera del Rossetti? Gabriele D'Annunzio che allora, ospite di Michetti, scriveva 'Il Piacere'…", racconta il pittore in una lettera del 1930 inviata al critico Tommaso Sillani. All'amicizia con D'Annunzio si devono anche le tavole realizzate per illustrare l'opera dello scrittore "Isaotta e Guttadauro", una delle quali ritrae Dante e Beatrice in una scena che l'artista replicò sulla superficie di un ventaglio eseguito su commissione del pittore spagnolo Villegas. Il Sartorio decoratore, quello che realizza il "Fregio di Saint Louis", capostipite di una lunga serie di decorazioni parietali, del quale manca completamente la documentazione, del "Fregio per la Sala del Lazio all'Esposizione di Belle Arti di Milano" (1906), del "Fregio per il parlamento" (1908 - 1912)



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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "La Madonna
degli Angeli" presentata alla I Esposizione
Internazionale di Venezia del 1895

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Mare tranquillo",
olio su tela del 1928



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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Madre e figlio"
olio su tela del 1926

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Bozzetto per il
fregio per la decorazione del Parlamento
italiano", olio su tela del 1908



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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Le tre parche",
olio su tavola del 1891-1894

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Testata del Ponte Elio
scoperta durante la sistemazione del Lungotevere"
olio su tela del 1898



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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": Una foto di
Sartorio sulla nave Duilio nel 1929

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "La gioia
di vivere" olio su tela



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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Rondini
di mare" olio su tela

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Il Tevere
a Ripa grande" olio su tela



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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Elena
e Cassandra" olio su tela del 1928

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Roma, Chiostro del Bramante, Mostra antologica
"Giulio Aristide Sartorio": "Il risveglio"
olio su tela