Notiziario speciale per la Presidenza del Consiglio


DA 'LASCIA O RADDOPPIA?' AL 'MALLOPPO': IN UN LIBRO 50 ANNI DI TELEQUIZ


di Cristiano Camera © ADNKRONOS - gennaio 2006

ADNKRONOS.
Mike Bongiorno alla Rai in occasione della
presentazione del libro "La vita è tutta un quiz"
scritto da Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti.
(foto Sandra Onofri/adnkronos)

L'Auditel non era stato ancora inventato, ma nel 1955 non era difficile capire se una trasmissione televisiva avesse successo o meno. Bastava passare per un cinema o un teatro e vederli desolatamente vuoti. La gente infatti se ne restava in famiglia, chiusa nelle poche case di chi aveva gia' un televisore, dove si riunivano anche i vicini, o nei bar, a guardare sul piccolo schermo 'Lascia o raddoppia?' a dispetto delle proteste degli esercenti cinematografici. Ma un quiz e' un quiz, un argomento serio e non un gioco, come precisa 'La vita e' tutta un quiz', il libro pubblicato da Rai Eri in occasione del cinquantenario della trasmissione condotta da un giovanissimo Mike Bongiorno. Persino Edoardo De Filippo prese la cosa con la massima scrupolosita', dovendo venire a patti con il successo incontrollabile del quiz di Mike. Era il 1956 e il regista napoletano procastino' alle 21,45 l'inizio del suo spettacolo, all'Odeon di Milano, per consentire al pubblico di non perdere 'Lascia o raddoppia?' e anzi di seguirlo dai televisori sistemati appositamente nel teatro. Si', perche' la verita' era che, altrimenti, gli spettatori quella sera avrebbero disertato la sala per vedere il programma in tv. Insomma, in Italia il telequiz ebbe successo fin dal suo esordio con il format importato dall'America. Da allora sono passati cinquant'anni, non soltanto di storia del genere 'quiz televisivo', ''ma anche di storia del nostro paese, come afferma Mike Bongiorno nella prefazione del libro di Barbara Scaramucci e Claudio Ferretti, che con 'Lascia o raddoppia?' ha cominciato a parlare la stessa lingua dalle Alpi a Lampedusa. Un paese che con un altro programma di successo come 'Rischiatutto' ha fatto comprendere alla gente comune che si poteva diventare 'campioni' , protagonisti di un successo nazionale''. Una storia che rivive anche grazie a un dvd che accompagna il libro e attraverso cui e' possibile rivedere o piu' spesso vedere per la prima volta i programmi del passato. Il dvd infatti ha privilegiato il materiale di repertorio delle Teche Rai piu' trascurato, perche' trasmesso magari una sola volta e molto tempo fa, come, per citarne una sola, la partecipazione al 'Musichiere' di Nat King Cole. Il volume invece ripercorre il mezzo secolo del quiz nella televisione italiana, servendosi di dati, notizie, descrizione dei format, racconti, fotografie, aneddoti e testimonianze dei protagonisti delle trasmissioni. 'Lascia o raddoppia?' fu un programma di enorme popolarita', ma non fu il primo quiz in assoluto. Negli anni '30 Edoardo De Filippo conduceva alla radio un gioco che cambiava titolo in continuazione: da 'Chi e' al microfono?', a 'Insomma, lei chi e'?', a 'Insomma, voi chi siete?', e che aveva per oggetto domande molto facili o indovinelli. Sempre alla radio, nel primo dopoguerra a tenere banco e' 'Botta e risposta', condotto da Silvio Gigli. Una trasmissione che aveva la caratteristica, fino allora ad inedita, di coinvolgere il pubblico e che riservava premi ancora popolari, come saponette, schiume da barba, profumi, bamboline o tabacco. Nello stesso periodo la tv trasmette quattro quiz: 'Attenti al fiasco' di Dino Falconi, 'Duecento al secondo' di Garinei e Giovannini, presentato da Mario Riva, 'Cosa fa il signor X?' e 'Fortunatissimo' condotto da Mike Bongiorno.

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Mike Bongiorno, tra Pippo Baudo e Renzo Arbore,
taglia la torta preparata per festeggiare il
cinquantenario di "Lascia o raddoppia?"
(foto Adnkronos)

Poi il fenomeno 'Lascia o raddoppia?', quiz allo stato puro che puo' far vincere fino a 5.120.000 lire in gettoni d'oro, una cifra enorme per gli anni Cinquanta, quando poteva essere considerato ottimo uno stipendio di 100mila lire. Un meccanismo semplice per il telequiz: otto domande, la prima sera, su argomenti di competenza dei partecipanti. La prima domanda vale 2.500 lire e se la risposta e' esatta il concorrente passa a una domanda successiva che raddoppia il premio vinto, e cosi' via fino a un massimo, in caso di vittoria, di 320mila lire nella prima puntata. Se il concorrente invece sbaglia, perde tutto. Ma sono previsti anche premi di consolazione: una Seicento per i concorrenti che perdono dopo aver superato quota 640mila lire e una 1400 per chi cade nell'ultima serata. Ma la fortuna del telequiz e poi di tanti altri programmi di Bongiorno la si deve in gran parte anche alla spontaneita' e autenticita' del presentatore. Al suo non essere in rapporto di superiorita' con il pubblico, ma di trattarlo alla pari: Mike in trasmissione e' serio mentre fa le domande ai concorrenti, ma sa prendersi in giro quando sbaglia a pronunciare un nome; non nasconde e non si vergogna di non sapere le risposte delle domande che pone e commette numerose 'gaffe' su cui a volte mette l'accento e scherza perche' errare e' umano; e si commuove di cuore, e non artificiosamente, quando un partecipante dopo tanti sacrifici vince una bella somma o perde tutto. Dopo 'Lascia o raddoppia?' e' la volta del 'Musichiere di Garinei e Giovannini'. Siamo nel 1958 e i concorrenti devono semplicemente indovinare un motivo che stanno ascoltando. Alla conduzione del nuovo telequiz c'e' un fuori classe che si chiama Mario Riva. Espressivo e dotato di una grande comunicativa, e' simpaticissimo col suo forte accento romanesco e intrattiene con nulla i telespettatori: celebre il suo duetto, fatto di monosillabi, improvvisato con Gary Cooper, dove il conduttore dice qualcosa in romanesco e l'attore americano gli risponde in inglese ovviamente senza che i due si capiscano. Ma lo spettacolo va avanti e il pubblico da casa e' entusiasta. E lo e' anche quando Riva fa cantare 'Come pioveva' alla coppia Gino Bartali e Fausto Coppi, con il primo campione che corregge il secondo ogni qual volta che questi sbaglia una nota. Sempre negli anni '50 spopola 'Telematch' condotto da Enzo Tortora assieme a Silvio Noto, bravissimo nel fare il mimo, e Renato Tagliani, elegante e assoluto padrone dell'italiano, porta il programma in giro per le piazze d'Italia in cerca di qualcuno in grado di indovinare che cos'e' l'oggetto misterioso. A Tortora invece il compito di condurre da studio, con giochi come il 'Braccio e la mente' e 'Le anime gemelle', entrambi basati su coppie concorrenti. E' degli anni Sessanta, invece, un altro successo di Bongiorno: 'Campanile sera', che fa del campanilismo il suo punto di forza mettendo spesso l'una contro l'altra una localita' italiana del nord e una del sud, con gli spettatori nelle piazze a tifare collettivamente per il loro concittadino in gara nello studio televisivo. Suscita un vasto consenso, in questo periodo, anche 'L'amico del giaguaro', condotto dall'irresistibile terzetto formato da Gino Bramieri, Raffaele Pisu e la cantante Marisa Del Frate e con la partecipazione di Corrado. Nel '66 trova la sua consacrazione Pippo Baudo con 'Settevoci', gara condotta a colpi di applausometro fra cantanti famosi e esordienti, a cui partecipera' anche Loretta Goggi.

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Mike Bongiorno con Maria Giovannini tra
i concorrenti di "Lascia o raddoppia?"
Enrico Vecchi e Lando Degoli nel 1955.
(foto Rai Teche)

Poi arrivano gli anni Settanta, che vedono Mike Bongiorno ritornare alla grande con 'Rischiatutto', tre anni dopo il non molto fortunato 'Giochi in famiglia', in onda il giovedi' ma questa volta sul Secondo canale invece che sul Nazionale. Il '68 non e' passato invano e ora le vallette portano addirittura la mini gonna (si pensi a quelle vertiginose di Sabina Ciuffini) o scoprono l'ombellico, come Raffaella Carra', e finalmente 'pensano' e parlano un po' di piu' in televione. Molte le novita' rispetto ai primi telequiz: c'e' l'innovazione tecnologica, al passo con i tempi, del tabellone elettronico con la casella del jolly e del rischio, le cabine con il pulsante, i filmati da idovinare. Insomma, sara' un grande successo di ascolti il cui 'indice di gradimento' e' scientificamente rilevato per telefono dal Servizio Opinioni della Rai. Un successo raggiunto grazie soprattutto alla personalita' dei partecipanti ai quiz, di 'campionissimi' (che si trasformano in vere star tanto da diventare testimonial in caroselli, pubblicita' o attori di cinema), come la ''signora Longari'', il sacrestano Gianfranco Rolfi, il tabaccaio Ernesto Marcello Latini, Anna Mayde Casalvolone (un carattere molto forte che si scontra quasi sempre con quello di Bongiorno), l'ironico fiorentino Andrea Fabbricatore, il super vincitore, con oltre 47 milioni, Massimo Inardi, medico che risponde per otto settimane a domande di musica classica e che per primo devolve la vincita di una puntata a un bambino bisognoso di un trapianto di rene. Dagli anni Ottanta a oggi e' ormai storia recente. A fine '70 c'era stato 'Secondo voi' con Tullio Solenghi, Pippo Baudo, Juana Steffan e Beppe Grillo, 'Portobello' di Enzo Tortora, 'Buonasera con Jet quiz'. Ora c'e' il colore che rende i programmi piu' 'vicini' ai nostri tempi. E il duopolio della Rai e Canale 5. Bongiorno, che conduce 'Flash' sulla tv di Stato, passa nell''82 alla neonata rete di Berlusconi con 'Superflash'. La Rai tarda a 'comprendere' il nuovo modello che si affaccia sulla scena televisiva e che ormai e' una realta': molto piu' commerciale e dove cio' che davvero interessa e' la vendita di prodotti reclamizzati anche con le televendite. Con la 'neotelevisione' cambiera' tutto: da 'Loretta Goggi in quiz' a 'Ok il prezzo e' giusto', da 'Parola mia' a 'Tandem', da 'Paroliamo' all''Apriscatole', fino a 'Pronto Raffaella?' e a tutti i presentatori che ancora sono sul piccolo schermo: Fabio Fazio, Carlo Conti, Serena Dandini, Neri Marcore', Amadeus e Pupo, la Rai, pur rivisitando il genere molte volte, non abbandonera' mai il quiz televisivo.



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Mike Bongiorno e Mario Riva
a "Il musichiere" nel 1958. (foto Rai Teche)

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Mario Riva e Gorni Kramer durante una puntata
de "Il musichiere" nel 1958. (foto Rai Teche)



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Febo Conti, presentatore dello spettacolo
di quiz "Chissà chi lo sa" nel 1970.
(foto Rai Teche)

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Il presidente della Rai Claudio Petruccioli,
in occasione del cinquantenario di "Lascia
o raddoppia", ha regalato a Mike Bongiorno
lo storico microfono della famosa trasmissione
televisiva di quiz. (foto Sandra Onofri/adnkronos)



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Mike Bongiorno presenta "Il rischiatutto",
gioco a quiz in onda dal 1970 al 1974.
(foto Gianni Napoli/adnkronos)

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Renato Tagliani in "Campanile sera"
nel 1960. (foro Rai Teche)



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Mike Bongiorno e la sua valletta Sabina Ciuffini
nell'edizione del 1970 del "Rischiatutto".
(foto Rai Teche)

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Patrizio Roversi, Bruno Gambarotta e Fabio Fazio
in "Porca miseria" in onda nel 1992 su Raitre.
(foto Sandra Onofri/adnkronos)



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Pippo Baudo ritorna in Rai nel 2000 con "Novecento,
giorno dopo giorno" con un quiz pomeridiano
che passerà poi nelle mani di Giancarlo Magalli.
(foto Sandra Onofri/ Adnkronos)

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Giancarlo Magalli con il suo telequiz
"Giorno dopo giorno" in onda nel 2000.
(foto Adnkronos)



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Amadeus conduce tutte le sere, dal 2002
su Raiuno il telequiz "L'eredità".
(foto Cristiano Camera/adnkronos)

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Pupo presenta "Il malloppo" in onda dal
lunedì al venerdì alle 20,30 su Raiuno
nell'estate del 2005. (foto Adnkronos)