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MOSTRE, A ROMA IL MITO DI EROS RIVIVE AL COLOSSEO Il dio dell'amore raccontato nei diversi aspetti della sua figura © ADNKRONOS - marzo 2007
Il dio Eros sarà protagonista degli spazi espositivi del Colosseo, in una mostra che racconta i diversi e, a volte contrastanti, aspetti della sua figura. "Eros è un soggetto molto rappresentato e frequentemente presente - ha spiegato Angelo Bottini, soprintendente archeologo di Roma - e le opere che lo raffigurano sono quindi tante". Ma, per quanto sia stato rappresentato innumerovoli volte, Eros è forse, tra gli dei greci, quello meno chiaramente definito nella sua essenza divina. Eppure, "nell'origine della civiltà greca - ha continuato Angelo Bottini, soprintendente archeologo di Roma - Eros era la continuità, la forza generatrice, l'amore primogenio, l'entità cosmica primordiale, il pricipio animatore e ordinatore dell'universo". I Greci conoscevano Eros e anche il suo contrario Anteros, persente in mostra nella Pisside Attica a figure rosse, proveniente dal Wagner Museum di Wurzburg. La mostra al Colosseo indaga anche il legame tra Eros e Afrodite: "Il concetto di forza erotica è rappresentato in maniera maschile - ha continuato Bottini - ed Eros è proprio la personificazione maschile dell'amore e non c'è, invece, una personificazione femminile, a parte la figura di Afrodite che, però, rappresenta ed evoca l'unione e il godimento sessuale, mentre Eros è il desiderio di amore". Infatti, al riguardo, la poetessa Saffo diceva "...scuote l'anima mia Eros, come vento sul monte che irrompe entro le querce".
A questa forza impetuosa non possono resistere nenanche le divinità: lo stesso Zeus, signore dell'Olimpo, viene colpito dalle frecce di Eros e, sotto il suo dominio, si innamora e, dalle sue numerose avventure, prendono vita una serie di miti, come Leda e lo Zeus cigno, in mostra raccontato nel gruppo dei Musei Capitolini; Europa e lo Zeus toro, qui rappresentato nel cratere apulo del Musei Vaticani e Danae e il dio trasformato in pioggia d'oro per raggiungere l'amata, rappresentato nel cratere del Museo del Louvre. Eros è rappresentato anche dai ceramisti attici, che ne mostrano la centralità all'interno di una società dove le relazioni erotiche ricoprono un valore importante anche nella formazione etico sociale dell'individuo, in particolare attraverso l'istituzione della relazione pederastica e quella del matrimonio. A testimonianza di questi due momenti centrali nella vita dell'uomo e della donna greci, in mostra sono visibili numerose raffigurazioni su vasi con scene di simposi e palestre, luoghi in cui si realizza il rapporto omofilo, i ginecei e i matrimoni, come le due kylikes attiche a figure rosse, provenienti dal Museo Archeologico di Firenze.
"Eros è quindi rappresentato in tutte le sue manifestazioni e prospettive - ha affermato Angelo Bottini - Alcune immagini sono prettamente sessuali e raccontano sia rapporti tra uomo e donna, che quelli omoerotici". Da questi e altri esempi, è chiaro come i Greci vivessero in maniera libera e spontanea la sessualità, anche se questo non significava perdita di controllo. Nel IV secolo a.C., la figura di Eros assume un significato diverso, "acquistando una dimensione più filosofica e spirituale, fino ad arrivare al concetto di amore in senso filosofico". Ecco che Eros viene quindi rappresentato come l'adolescente perfetto nel rapporto omosessuale, fino ad arrivare alla teoria platonica che lo vede un intermediario tra gli dei e gli uomini. Inoltre, il percorso espostivo racconta anche il rapporto tra Eros e Psiche, come allegoria del percorso dell'anima fino all'unione con l'amore divino. Ne sono esempi Amore e Psiche del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps e un piccolo Eros che abbraccia Psiche dal Museo del Louvre. Dal IV secolo a.C. in poi si assite invece ad una trasformazione del concetto della divinità: infatti, mentre nei poeti romani rimane forte l'antica idea della sua potenza e il significato astratto prevalente sarà di tipo filosofico religioso, figurativamente il giovane efebo diviene bambino, ovvero, il Putto presente in scene e contesti diversi, spesso con valenza decorativa, come nel caso del sarcofago nilotico del Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano. |
| Acceso ai Servizi fotografici Adnkronos |
![]() Piccoli Eroti al lavoro, affresco con Amorini. Da Ercolano, Casa dei Cervi (45 d.C.-79 d.C.). |
![]() Afrodite al bagno da Roma, via Palermo. Replica di età flavia o antonina (metà III sec. a, C.). Scultura in marmo. |
![]() Pittore di Amykos (fine del V secolo a.C.), Ceramica lucana a figure rosse: anfora panatenaica Da Oria. |
![]() Pittore del Primato (360-50 a.C.) Ceramica lucana a figure rosse: lekythos. Da Paestum |
![]() Coppa attica a figure rosse con Eros musico. Da Spina. V secolo a.C. |
![]() Eros che incorda l'arco. Da Tivoli, Villa d'Este. Copia della prima età imperiale da originale di Lisippo (IV sec. a.C.) |
![]() Eros dormiente Provenienza sconosciuta. II secolo d.C. |
![]() Torso di Eros Da Roma, Palatino |
![]() Ganimede. Da prototipo della II metà del IV sec.a.C. |
![]() Pelike attica a soggetto erotico. Da Tarquinia 500-480a.C. |
![]() Piatto apulo a figure rosse con scena di matrimonio. Dalla Collezione Castellani Fine IV - inizi III sec. a.C. |
![]() Rythòn attico a figure rosse del Gruppo di Sirisco. Da Civita Castellana. 480-470 a.C. |