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A Siena 'Tutte le anime della mummia' racconta le sepolture dei faraoni Al Museo Civico Archeologico di Chianciano fino al 6 gennaio 2010 © ADNKRONOS - agosto 2009
Un centinaio di oggetti provenienti dalle maggiori collezioni egiziane d'Italia e la ricostruzione parziale di una delle sepolture faraoniche piu' grandi della Valle dei Re sono il cuore pulsante della mostra ''Tutte le anime della mummia. La vita oltre la morte ai tempi di Sety I'', promossa da Museo Civico Archeologico di Chianciano e Museo Civico Archeologico di Bologna in collaborazione con il Museo Egizio di Firenze e i Musei Vaticani grazie al contributo di Fondazione. Lo scopo dell'esposizione, aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2010 presso il Museo Civico Archeologico di Chianciano (Siena), e' quello di illustrare il rituale funerario egiziano in eta' ramesside, mettendo a confronto lo straordinario contesto sepolcrale del faraone Sety I (Nuovo Regno: XIX dinastia, 1290-1279 a.C.), dal quale provengono una quarantina di statuette e un rilievo riuniti per la prima volta a Chianciano, con un ideale corredo funerario di privato della stessa epoca. Oltre al corpo e alla mummia, i raffinati oggetti esposti in mostra raccontano quali ''elementi incorporei'' costituiscono la persona, e cioe' quante sono le ''anime'' di un egiziano, da proteggere con cura nella tomba perche' il defunto abbia una vita eterna dopo la morte.
Due eleganti vasi canopi in terracotta, uno etrusco e uno egiziano, ideali ''case dell'anima'', introducono alla prima sezione espositiva, dedicata a cio' che gli Egiziani valutano indispensabile alla vita oltre la morte. Ogni egiziano deve garantire immortalita' agli ''elementi'' che lo costituiscono: corpo, cuore, ombra, nome, Ka, Ba e Akh. La mostra dedica a ognuno di questi ''elementi'' una sottosezione, ricca degli oggetti del corredo funerario che hanno la funzione magica di proteggerli. Il primo tema trattato e' la conservazione del corpo (khat) del defunto attraverso la mummificazione che illustrano bene una mummia donata a Bologna da Papa Lambertini, Benedetto XIV, il sarcofago della defunta Nebtaui e quattro vasi canopi con coperchi che raffigurano le teste dei figli di Horo, la testa umana di Amset, la testa di cinocefalo di Hapi, la testa di canide di Duamutef e la testa di falco.
L'elemento centrale dell'individuo, sia da un punto di vista fisico che emotivo, e' il cuore (ib). Sede dell'intelletto, della memoria e della sfera morale, il cuore e' lasciato nel torace del defunto durante l'imbalsamazione e protetto da formule del Libro dei Morti, da amuleti, da scarabei, da pettorali, numerosi in mostra. L'ombra (shut), che gli Egiziani considerano il doppio immateriale di ogni forma e raffigurano di rado, e' il collegamento ideale tra il corpo e gli elementi incorporei dell'individuo. Il primo di questi, il nome (ren), nasce con la persona e l'accompagna oltre la morte. La trasmissione del nome, inciso o dipinto alle pareti della tomba, su sarcofago, vasi canopi, statua e statuette ushabti e molti degli oggetti del corredo funerario in mostra, e' condizione fondamentale per manifestare la sopravvivenza eterna del defunto, distinguendolo da chiunque altro. Il Ba e' l'elemento spirituale che corrispondente alla ''personalita''' dell'individuo. Ha forma di uccello a testa umana, dotato talvolta di mani e di braccia. |
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![]() Ushabti di Sety I. Nuovo Regno: XIX dinastia, regno di Sety I (1290-1279 a.C.). Faïence. Museo Civico Archeologico di Bologna |
![]() Ushabti di Sety I. Nuovo Regno: XIX dinastia, regno di Sety I (1290-1279 a.C.). Faïence. Museo Civico Archeologico di Bologna. |
![]() Bassorilievo con la dea Maat dalla tomba di Sety I. Nuovo Regno: XIX dinastia, regno di Sety I (1290-1279). Calcare, pittura policroma su intonaco bianco. Museo Egizio di Firenze |
![]() Busto di statuetta di Sety I. Nuovo Regno: XIX dinastia, regno di Sety I (1290-1279). Arenaria. Museo Egizio di Firenze |
![]() Zappetta. Nuovo Regno: XVIII dinastia, regno di Hascepsut (1479-1458 a.C.). Legno e fibre vegetali. Museo Egizio di Firenze |
![]() Amuleto cuore. Nuovo Regno: XVIII-XX dinastia (1539-1075 a.C.)(?). Pietra. Museo Civico Archeologico di Bologna |
![]() Ushabti di anonimo. Nuovo Regno: inizi XIX dinastia (1539-1292 a.C.). Dolerite. Museo Civico Archeologico di Bologna |
![]() Gruppo statuario a nome di Merimaat e Nefertari. Nuovo Regno: fine XVIII-inizi XIX dinastia. Calcare dipinto. Museo Civico Archeologico di Bologna |
![]() Vassoio in fibre vegetali con melagrane. Fibra vegetale e frutta essiccata. Museo Egizio di Firenze |
![]() Collana con melagrane. Nuovo Regno:XVIII-XX dinastia (1539-1075 a.C.). Corniola e oro. Museo Civico Archeologico di Bologna |
![]() Amuleto cuore su cui l'uccello benu. Nuovo Regno: XVIII-XX dinastia (1539-1075 a.C.) (?). Pietra dura e oro. Museo Civico Archeologico di Bologna |
![]() Amuleto raffigurante il nodo di Isi tit. Nuovo Regno: XVIII-XX dinastia (1539-1075 a.C.). Diaspro rosso. Museo Civico Archeologico di Bologna |
![]() Amuleto raffigurante il pilastro djed. Datazione incerta. Corniola. Museo Civico Archeologico di Bologna |