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'IL RATTO DELLE SABINE' RACCONTATO AL VITTORIANO DI ROMA La mostra è articolata in quattro sezioni di Cristiano Camera © ADNKRONOS - luglio 2005
Raccontato, studiato, spettacolarizzato il 'Ratto delle Sabine' diventa il fulcro della mostra "I Sabini popolo d'Italia, dalla storia al mito" ospitata al Vittoriano di Roma . Oltre 120 opere esposte tra reperti archeologici, antiche carte geografiche, codici, manoscritti, miniature disegni, oli su tela e sculture che indagano per la prima volta il celeberrimo episodio del ratto delle Sabine nell'arte dall'epoca dei Romani, attraverso il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco, il Neoclassicismo fino alle testimonianze dell'arte contemporanea. Molti dei reperti esposti sono solitamente conservati nei piccoli musei della Sabina, questa mostra "consente di portarli ad un pubblico più vasto", spiega Fabio Melilli, presidente della provincia di Rieti alla presentazione della mostra avvenuta nella sede espositiva del Vittoriano di Roma. Inoltre, per la prima volta sono esposti un trono in terracotta e un lituo, strumento utilizzato dai re-sacerdoti sabini per fare le previsioni basandosi sul volo degli uccelli, entrambi recentemente ritrovati nella necropoli di Saletta all'Amatrice, in provincia di Rieti.
La mostra, introdotta da un filmato di Michele Placido, è articolata in quattro sezioni distinte tra loro, tanto da essere ognuna una mostra indipendente. Parte dalla narrazione del popolo dei Sabini e l'incontro con i Romani e il ruolo nella fondazione della città di Roma. La seconda sezione è dedicata all'archeologia sabina, reperti rinvenuti nei principali siti archeologici della provincia di Rieti. La successiva sezione è invece dedicata alla pittura dedicata al celebre episodio del rapimento delle Sabine. Infatti, l'arte di tutti i tempi ha scelto di rappresentare questo episodio. Tra le opere esposte quelle di Sodoma, Giambologna, Poussin, Luca Giordano, Tiepolo fino agli artisti più recenti come Arturo Martini, Primo Conti e Franco Gentilini.
La quarta e ultima sezione tiene conto della rappresentazione del mito del Ratto nel teatro, nella letteratura e nel cinema. Infatti, la leggenda del rapimento ha ispirato numerosi drammi musicali rappresentati nel corso del XVII e XVIII secolo, dall'adattamento di Giacomo Francesco Bussani al celebre Romolo ed Ersilia di Metastasio. Non solo. Il Ratto delle Sabine si è prestato anche a innumerevoli riletture in dialetto romanesco, da Trilussa a Mario dell'Arco. Anche il cinema non ha mancato di trarne ispirazione, e non solo quello di casa nostra. Alle riprese esplicite, come nel caso di Mario Bonnard, con protagonista Totò, e di Ricard Pottier, si aggiungono racconti mitologici come 'Sette spose per sette fratelli' di Stanley Donen e 'Sotto il segno dello scorpione' dei fratelli Taviani. Alla mostra viene affiancato un catalogo edito da Gangemi Editore. |
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![]() "Il ratto delle Sabine" olio su tela di Giovan Battista Tiepolo del 1718-19 |
![]() "Il ratto della Sabina" scultura in bronzo di Arturo Martini del 1935 |
![]() "Ratto delle Sabine" olio su tela dipinto da Luca Giordano nella prima metà del XVIII secolo |
![]() "Sabina", acquaforte di Giovanni Maggi del 1617 |
![]() "Il ratto delle Sabine", arazzo in tessuto di scuola fiamminga del XVI secolo |
![]() "Il ratto delle Sabine" olio su tavola di Giovan Battista Bazzi detto il Sodoma |
![]() Cassone dipinto da Ser Giovanni detto Lo Scheggia con la raffigurazione della Riconciliazione tra Romani e Sabini(1450-1460) |
![]() "Cures Sabini", sostegno del 730-700 a.C. ritrovato a Fara Sabina |
![]() Pendente in oro del 650 a.C. circa rinvenuto in una tomba a Montelibretti |
![]() Trono del "Re di Eretum" rinvenuto a Fara Sabina |
![]() "Il ratto delle Sabine", miniatura in Historiae di Tito Livio del XIII secolo di anonimo |
![]() "Il ratto delle Sabine" olio su tela di Pietro da Cortona del 1629 |
![]() Manifesto del film "Il ratto delle Sabine" di Mario Bonnard del 1945 interpretato da Totò |