| L’Airone
vola ancora alto: Tortona ricorda Coppi © ADNKRONOS - dicembre 2009
Una mostra fotografica, una di dipinti di Claudio Pesci e la proiezione di un filmato dal titolo ‘L’Airone alto nel nostro cielo’: è così che Tortona celebra il novantesimo anniversario della nascita di Fausto Coppi, mitica figura del ciclismo di tutti i tempi. C’è tempo fino al 10 gennaio per assistere, presso il Palazzo Guidobono, alle due esposizioni e al cortometraggio di Amilcare Fossati il cui sottotitolo, ‘I Tortonesi raccontano di Fausto’, sottolinea il legame del ‘Campionissimo’ con la città piemontese dove Coppi visse a lungo. Le immagini forniscono al visitatore un ottimo spaccato dell’epoca, di una Tortona appena uscita dalla guerra e per la quale Coppi rappresentava il desiderio di rinascita e un esempio da seguire. Dopo aver fatto tappa a Castellania, luogo natale di Coppi, con la rassegna “Le case di Castellania raccontano il Campionissimo” il progetto “L’Airone alto nel nostro cielo” si sposta dunque a Tortona. La mostra mette in evidenza il rapporto tra Coppi, i tortonesi e la città , partendo dai primi anni in cui ancora giovane ciclista militava nelle fila dell’Opera Nazionale del Dopolavoro di Tortona sotto la guida di Giovanni Cuniolo, famoso ciclista tortonese tre volte campione italiano agli inizi del ‘900.
A Tortona Fausto Coppi conobbe i primi importanti successi, per questo fu molto amato dai cittadini che lo seguirono già nelle prime corse anche in località distanti. La città lo accolse il 10 giugno 1940, quale fresco vincitore del suo primo Giro d’Italia, in modo trionfale. Le foto esposte sono in gran parte messe a disposizione da tifosi tortonesi e, in particolare, dalla moglie di Giovanni Chiesa che accompagnò Fausto durante tutta la sua carriera ciclistica fino alla morte.A completare la mostra fotografica, una serie di gigantografie installate in vari punti della città che raffigurano Coppi testimonial, Coppi interprete, Coppi campione e rappresentano il ‘peso’ dell’uomo storico, anche se uomo dello sport legato al costume popolare: si è pensato infatti di rappresentarne l'attualità, la modernità e la positività di chi raggiunge i propri obiettivi. E, nel farlo, non si è dato spazio a nostalgie ma si è voluto rappresentare lo “spessore” concreto del campione. Emblematico è lo sguardo penetrante “che guarda avanti” del Coppi ragazzino (passaggio portici verso Via Carducci): sta a rappresentare la sua forza interiore, forza che si traduce in forza esteriore, esplosiva, nelle sue imprese sportive.
Sui palazzi (Largo Borgarelli, Corso Romita, Agenzia delle Entrate, Palazzo Guidobono) foto dinamiche, quasi pubblicitarie, come ad esempio “il bacio della valletta a Coppi vincitore”, “il gesto dell’acqua lanciata in alto mentre pedala in velocità”. Nel centro storico (passaggio dei portici all’incrocio con Via Carducci) foto documentali “il bacio di serse”, “il ragazzino che guarda avanti” con dei rappresentativi ritratti di persone dell’epoca che da soli raccontano di quegli anni.Queste gigantografie non descrivono tutto quello che di Coppi si può raccontare, ma sotto ogni istallazione è stato posizionato un espositore didascalico (evidenziato dal colore azzurro, caratteristico della bicicletta Bianchi), dove è presente la foto completa da cui si ricava il particolare della gigantografia, con la relativa didascalia.La realizzazione del progetto “L’Airone alto nel nostro cielo” è stato reso possibile grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, l’Associazione Fausto e Serse Coppi, i Comuni di Castellania e di Tortona, con il patrocinio della Comunità Montana Valli Curone-Grue-Ossona, della Provincia di Alessandria e della Regione Piemonte. A ricordo degli eventi celebrativi di Castellania e di Tortona, la Fondazione C.R. Tortona ha messo gratuitamente a disposizione dei visitatori un certo numero di copie del filmato in DVD e una serie di immagini fotografiche della vita sportiva del Campionissimo. |
| Acceso ai Servizi fotografici Adnkronos |
![]() Fausto Coppi in una foto del 1949 |
![]() Fausto Coppi durante il Giro di Lombardia nel 1951 |
![]() Riunione in pista ad Ardenza (Livorno) nel 1954 |
![]() 1951, Fausto Coppi degente per la frattura della clavicola sinistra, a seguito della caduta nella corsa Milano-Torino |
![]() Fausto Coppi in posa con amici |
![]() Fausto Coppi in acrobazia nel 1955 durante il Giro dell’Appennino |
![]() Tortona, Fausto Coppi al centro, con amici in una riunione conviviale, (primi anni Cinquanta) |
![]() 1949, Serse Coppi (a sinistra), vincitore della Parigi-Roubaix viene complimentato dal fratello Fausto |
![]() Fausto Coppi vincitore di tappa, al Giro d’Italia |
![]() Fausto Coppi al G.P. Vanini nel 1952 a Lugano |
![]() Fausto Coppi al Tour, Francia 1953 |
![]() Fausto Coppi nelle fasi finali di una tappa |
![]() Serse Coppi (1923-1951), fratello di Fausto perito nel 1951 in seguito ad una caduta al Giro del Piemonte |