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MUSEI: A ROMA QUELLO DELL'EMIGRAZIONE ITALIANA © ADNKRONOS - giugno 2009
Nasce il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana. Sara' inaugurato il 25 settembre ed allestito negli spazi della Gipsoteca del Vittoriano. Il Museo, promosso dal ministero degli Esteri con la collaborazione del ministero per i Beni culturali, nasce alla vigilia di un appuntamento importante come il 150° anniversario dell'Unita' dell'Italia ed intende rappresentare l'emigrazione nel corso di un intenso secolo di storia nazionale. ''Si tratta di una idea nata da molto tempo su cui aveva lavorato il sottosegretario agli Esteri, Franco Danieli, e portato a compimento da questo governo''. Spiega Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri, durante la presentazione del progetto avvenuta oggi a Roma, al Vittoriano. ''Con questo Museo - aggiunge Mantica - vogliamo reinserire nella storia d'Italia quella storia sconosciuta delle nostre comunita' all'estero. Sara' quindi un luogo della memoria, la casa degli italiani e un luogo che ricorda quanto sia stata difficile e complicata l'Unita' d'Italia''.
''Vorrei che fosse il Museo dell'italianita'; non il Museo della vergogna e della nostalgia, bensi' dell'orgoglio italiano, della partecipazione e del dialogo con le comunita' italiane all'estero''. Sottolinea Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, a cui fa eco Louis Godart, consigliere Culturale del Presidente della Repubblica Italiana. ''Sara' un Museo dell'italianita' ma anche un viaggio nel dolore e nella speranza perche' e' incontestabile che chi lascia la sua patria per andare altrove a cercare lavoro provi dolore. Ma - aggiunge - sara' anche un viaggio nella speranza pensando al contributo che gli emigrati hanno dato nei paesi che li hanno ospitati e come la loro presenza e la loro operosita' abbia contribuito a fare amare l'Italia all'estero''. Per la prima volta nella storia italiana viene messo a sistema l'immenso patrimonio storico e culturale italiano inerente l'emigrazione. ''Senza l'emigrazione la storia d'Italia e' incompleta - spiega Lorenzo Prencipe, presidente del Centro studi emigrazione di Roma (Cser) - Per capire come la nostra nazione sia cresciuta e si sia sviluppata e' necessario capire la storia di milioni di italiani che hanno lasciato le loro regioni per andare all'estero e ritrovarsi in una identita' piu' ampia, cioe' quella di 'italiani all'estero'. Questo Museo vuole squarciare il velo di silenzio che ha accompagnato la storia dell'emigrazione italiana in tutti questi anni''.
Il Museo dell'emigrazione sara' costituito da tre sezioni principali: quella storica di riferimento, espositivo regionale, un viaggio interattivo nell'emigrazione italiana. Il periodo storico rappresentato va dall'Unita' d'Italia fino ai nostri giorni. Si tratta di 150 anni di storia in cui la storia del nostro Paese si e' modificata e in cui l'emigrazione ha avuto un ruolo determinante sia nel definire l'unita' che l'identita' nazionale. Il percorso storico si sviluppa in cinque sezioni attraverso materiale di diverse tipologie che comprendono la letteratura, cinematografia, documentari, musica, testimonianze audio, foto, giornali e riviste d'epoca, frasi significative, oggetti caratteristici, date salienti. Ampio spazio alle presenze regionali attraverso la partecipazione degli assessorati, delle istituzioni e delle associazioni regionali legate al tema dell'emigrazione, oltre all'approfondimento delle caratteristiche migratorie peculiari di ogni singola regione. Proprio per questa sua vocazione regionale il Museo diventera' presto itinerante, in ogni singola regione portera' documenti, storie, immagini che rappresentano quel territorio. Intanto, a settembre, dopo l'inaugurazione, il Museo dell'Emigrazione Italiana fara' la sua prima uscita partecipando in Germania alla riunione con gli altri musei del mondo che si occupano di emigrazione. |
| Acceso ai Servizi fotografici Adnkronos |
![]() Brasile. Bambini e ragazzi che lavorano in un cotonificio presso San Paolo. 1900 circa. Fonte: Archivio CSER |
![]() Brasile. Rio Grande do Sul. Cavatori di pietra italiani nel 1910. (Archivio CSER) |
![]() Francia, Parigi. Operaie italiane che lavorano in un'impresa di recupero stracci. 1925. Fonte: Luigi Taravella/CSER |
![]() Francia, Fontenay-sous-Bois. Emigrati piacentini davanti a un ristorante-bar italiano. 1926. Fonte: Luigi Taravella/CSER |
![]() Francia, accanto alla statua di Santa Barbara (protettrice dei minatori) in occasione della sua festa. Fonte: Archivio Museo Pietro Conti |
![]() Francia, Villerupt, 1900. Un gruppo di uomini intenti nel lavoro in miniera. Fonte: Museo Pietro Conti |
![]() Lussemburgo, Esch-sur-Alzette, 1902. Un gruppo di lavoratori italiani nella miniera dell'impresa Hoel. Fonte: Archivio Museo Pietro Conti |
![]() Francia, Thionville, 1920-30. Giuseppe Biagioli, l'ultimo a destra, in posa in uno studio fotografico con una famiglia di amici emigrati dall'Italia. Fonte: Archivio Museo Pietro Conti |
![]() Parigi, Francia. Gruppo di emigrati umbri con la torre Eiffel sullo sfondo nel 1960. Fonte: Archivio Museo Pietro Conti |
![]() Valigie alla Stazione di Wolfsburg nella metą degli anni sessanta. Foto di Attilio Bernacchi, da Ivano Polastri. Fonte: Archivio Centro Altreitalie |
![]() Buenos Aires. Hotel des Immigrantes. Fonte: Archivio Centro Altreitalie |
![]() Sezione femminile di una scuola italiana a New York (presso Blecker Street). 1892 Fonte: Archivio CSER |