Notiziario speciale per la Presidenza del Consiglio


G8, I LEADER SPIRITUALI A ROMA DETTANO I 'DIECI COMANDAMENTI' AI GRANDI DEL MONDO


© ADNKRONOS - giugno 2009

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Farnesina, Summit dei leader religiosi in vista
del G8. Foto Cristiano Camera/Adnkronos

I leader delle varie religioni dettano ai Grandi del G8 i 'dieci comandamenti'. In occasione del summit interreligioso intitolato 'Le sorgenti spirituali del bene comune' organizzato dalla Cei e dal Ministero degli Affari esteri che, a Roma, ha visto riunirsi per due giorni un gruppo di esponenti delle varie religioni (cristiani, ebrei, musulmani, buddisti), i leader dettano le loro 'ricette' sulle grandi questioni che affliggono il mondo. O meglio, per dirla con le parole contenute nel documento finale approvate all'unanimita', "i consigli ai capi degli stati e ai responsabili dei governi perche' in questa stagione di crisi per l'economia mondiale affrontino con audacia e intelligenza le grandi questioni che affliggono l'umanita' del nostro tempo". Il summit interreligioso, dunque, nel suo primo punto che fara' pervenire ai Grandi del G8 che si riuniranno a L'Aquila a luglio, segnalano "l'urgenza di consolidare e diffondere il senso di una comune responsabilita' di fronte alle sfide dello sviluppo e della poverta', che si traduca in scelte politiche adeguate". Partendo dal presupposto che "non c'e' sicurezza se non c'e' valore della vita umana; non c'e' sicurezza se condizioni dignitose di vita sono assicurate ad alcuni e non ad altri", i capi religiosi chiedono ai Grandi del G8 di assumersi l'impegno di garantire "pari diritti a tutte le persone: dal cibo alle cure gratuite, all'acqua senza dimenticare l'istruzione". Altra realta' che sta a cuore ai leader religiosi e' rappresentata dall'Africa, "gia' duramente colpita dalla crisi finanziaria mondiale che potrebbe seriamente danneggiarne gli sforzi nella lotta contro la poverta' con un impatto negativo sulla crescita economica nei Paesi piu' fragili". Da qui l'auspicio che la "comunita' internazionale ponga l'Africa al centro delle politiche di aiuto allo sviluppo, trovando nuove fonti di finanziamento alla cooperazione e favorendo il coinvolgimento degli stati e delle societa' civili dei Paesi africani in una prospettiva di rinascita dell'interno continente".

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Da sinistra Andrea,
il vescovo Vincenzo Paglia, Abuna e il cardinale
Jean Louis. Foto Cristiano Camera/Adnkronos

Da uomini di fede, il summit interreligioso si appella ai Grandi del G8 "per la difesa della dignita' e del valore sacro della vita umana che e' prima di tutto un dono di Dio. In quanto tale la vita va sempre custodita, difesa e sostenuta in ogni suo aspetto e momento. Sia essa il valore piu' alto in ogni circostanza, dal concepimento fino all'ultimo respiro e alla morte naturale". I leader religiosi invitano i capi del G8 a porre attenzione anche al clima in quanto, scrivono nel documento, "i cambiamenti climatici cui assistiamo rendono sempre piu' urgente e attuale un impegno per la salvaguardia del Creato. Occorre intervenire per modificare gli stili di vita affinche' si invertano le tendenze distruttive degli equilibri ambientali che osserviamo con crescente preoccupazione". Si augurano quindi che "la Terra sia lasciata integra ai suoi figli". Quinto punto fermo che dovranno tenere presente i Grandi al vertice del G8 e' che "nessuna guerra e' inevitabile: la pace e' sempre possibile. Sia questa la nuova consapevolezza di tutti perche' la pace e' la prima ed essenziale giustizia di ogni popolo della Terra". Inoltre non va dimenticata "la costruzione del bene comune" soprattutto "di fronte alle minacce e alle sfide di un difficile tempo di crisi per le nostre societa'". Ecco perche' di fronte a tanti problemi non si puo' prescindere dal dialogo "un'arte -dicono i leader religiosi- che tutti devono praticare e coltivare in quanto il dialogo non e' la scelta dei paurosi e non indebolisce l'identita' di nessuno ma e' una medicina che cura le ferite e che apre all'unico destino possibile che e' quello della convivenza dei popoli". In un tempo di crisi economica in cui crollano tante sicurezze il summit interreligioso "avverte con maggiore acutezza" la necessita' di caldeggiare "il bisogno di un orientamento spirituale che risponda alle domande di futuro e di senso di tanti nostri contemporanei". Il rischio da allontanare e' quello di un "materialismo che rende le persone prigioniere del vuoto". Decimo e ultimo caposaldo che i leader del G8 dovranno tenere presente riguarda le condizioni di vita dei piu' deboli.

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Il ministro degli Esteri Franco Frattini.
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"Si stanno sempre piu' allargando le differenze tra una minoranza di privilegiati e una maggioranza di poveri -segnalano i leader religiosi- Si diffondono comportamenti e talora anche politiche ispirate a xenofobia, discriminazione, razzismo. Un terreno di coltura per violenze, conflitti, guerre, terrorismo. Talvolta -dicono- le religioni sono tentate dalla spirale della violenza ma siamo convinti che le religioni possano guarire il cuore di tanti parlando di Dio". "Credo che il mondo politico abbia bisogno delle energie spirituali delle religioni e che le religioni possano stimolare il nostro impegno politico affinche', oltre ai mercati, vengano globalizzati i diritti umani". E' quanto dichiarato da Franco Frattini, ministro degli Esteri italiano, intervenendo a Villa Madama al IV vertice dei Leader Religiosi mondiali. Parlando di fronte ad una platea dei numerosi delegati che hanno partecipato al summit, il ministro ha poi insistito sul concetto di sviluppo sostenibile e sicurezza. "Il ruolo dell'Italia -ha spiegato Frattini- e' farsi carico delle questioni come la crisi idrica, la crisi alimentare, le emergenze sanitarie e l'Africa". Per quanto riguarda le strategie economiche che l'Italia deve promuovere per raggiungere questi obiettivi, "č necessario -secondo il ministro- mettere delle regole in campo economico", ovvero una maggiore "trasparenza nell'attivita' finanziaria, lotta al protezionismo e coordinamento delle politiche economiche". Un invito, quello di Frattini, a seguire la green economy proposta da Barack Obama, il presidente americano, che secondo il nostro ministro "puo' aprire nuovi scenari". Fondamentale, in questo contesto, il dialogo multilaterale, "il solo metodo da utilizzare nelle relazioni internazionali", come mostrato dallo stesso Obama, che, "nel suo discorso al Cairo si e' fatto testimone straordinario di questo metodo, respingendo solo chi e' portatore di estremismo". Il ministro rivendica, inoltre, il ruolo del governo italiano nelle relazioni internazionali, e in particolare nel rapporto tra Africa e mondo occidentale. Un rapporto che e' sempre stato all'insegna del dialogo. "In questi anni -conclude Frattini- il ruolo globale dell'Africa si e' rafforzato e ha dato spesso e forza al suo ruolo politico, aspirazione che noi condividiamo, a contare di piu' nella governance mondiale".



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Il vescovo Vincenzo Paglia. Foto
Cristiano Camera/Adnkronos

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Da sinistra: Andrea Riccardi, il vescovo Vincenzo
Paglia, Abuna Paulos e il cardinale
Jean Louis Tauran. Foto Cristiano Camera/Adnkronos



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Mohammed Amine Smaili (teologo musulmano
dell'Universitą Mohammed V - Marocco).
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Nichiko Niwano (presidente del movimento
laico buddista Rissho Kosei-Kai)
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Din Syamsuddin (presidente del Consiglio
Centrale del Muhammadiyah)
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Il vescovo Vincenzo, e Aram I.
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Sul Palco, Rabbi Mordechai Piron.
Al tavolo, da sinistra, Andrea Riccardi,
Abuna Paulos e il cardinale Jean Louis
Tauran. Foto Cristiano Camera/Adnkronos

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Aram I (Catholicos di Cilicia degli Armeni).
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Andrea Riccardi (fondatore Comunitą di Sant'Egidio).
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Da sinistra, Andrea Riccardi, il vescovo Vincenzo
Paglia, Abuna Paulos e il cardinale Jean
Louis Tauran. Foto Cristiano Camera/Adnkronos



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Da sinistra, il cardinale Jean Louis Tauran
(presidente della Commissione per le Relazioni
Religiose con i Musulmani). Foto Cristiano
Camera/Adnkronos

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Abuna Paulos (Patriarca e Catholicos di Etiopia).
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La platea durante gli interventi dei capi
spirituali. Foto Cristiano Camera/Adnkronos