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MOSTRE: 'TERRA E MARE, PAESAGGI DEL SUD' DA GIUSEPPE DE NITTIS A GIOVANNI FATTORI' L'esposizione allestita alla 'pinacoteca de nittis' di barletta © ADNKRONOS - Giugno 2009
L'uomo, la natura e il lavoro, dalla magia dei paesaggi alla societa' preindustriale. Prima ancora che il turismo moderno scoprisse le masserie e i trulli, artisti, come Giuseppe De Nittis, avevano tributato ai campi di grano, agli ulivi, ai cardi selvatici, alle spiagge, ma soprattutto al cielo cosi' mutevole, un omaggio appassionato. E proprio questi scenari e queste atmosfere si trovano racchiuse nella mostra "Terra e mare. Paesaggi del Sud, da Giuseppe De Nittis a Giovanni Fattori" organizzata dalla Pinacoteca "Giuseppe De Nittis" di Barletta (Ba), in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano, e presentata oggi nella sede della Regione Puglia a Roma. Per noi - ha sottolineato il presidente della regione Puglia, Niki Vendola - non e' fondamentale inseguire le attivita' culturali come una specie di palcoscenico dell'effimero, come la costruzione dell'evento clamoroso, ma strutturare le politiche culturali come: promozione delle genialita' del territorio e costruzione di strutture produttive di cultura. Un'idea della cultura - ha spiegato Vendola - come incivilimento, ricerca di elevazione spirituale e insieme di attivita' produttive". "Sviluppare territori colti - ha continuato Vendola - di forte densita' di iniziative culturali, significa sviluppare territori che non siano prigionieri della grande fabbrica in cui talvolta penso che siamo tutti quanti precipitati", perche': "contro la volgarita' dei tempi che viviamo, solo l'economia della bellezza, che non e' effimero ma conoscenza, strutturazione dei saperi e padronanza critica della propria storia, ci puo' far vincere la crisi".
"La cultura e' uno degli obiettivi primari del nostro programma di mandato" ha sottolineato il sindaco di Barletta, Nicola Maffei, che ha precisato: "in questo particolare momento di crisi riteniamo che la cultura possa davvero essere il motore di sviluppo di una ripresa economica, che stenta a emergere. La nostra Puglia - ha proseguito - con l'offerta culturale, la promozione enogastronomica, la promozione turistica, la ricchezza che possiede, sicuramente potrebbe davvero contribuire ad alimentare questo motore dui sviluppo dell'economia". "Le nostre - ha affermato l'assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli - non sono mere ottiche di marketing territoriale. Abbiamo in mente - ha spiegato - un percorso di valorizzazione dei nostri territori, della storia, dei prodotti artistici e dei talenti, sia in senso diacronico, sia in senso contestuale, certamente con l'idea che da questo ci sia un vantaggio e una derivazione economica: sotto il profilo dell'affluenza turistica, ma - ha concluso - anche e soprattutto, come valore in se' agli effetti della promozione del territorio, del suo sviluppo, della sua civilta' e della sua cultura". Dall'Adriatico al Tirreno, dai buoi bianchi della Maremma ai "ciuchi" napoletani, percorrendo boschi di nodosi ulivi e campi di fascine, camminando su spiagge ancora deserte.
Attraverso il confronto delle opere dei maggiori paesaggisti del Centro e del Sud Italia, come, tra gli altri: Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis, Francesco Paolo Netti, Filippo Palizzi e Francesco Lojacono, si delinea la grande pittura di paesaggio meridionale, dove la suggestione della natura si congiunge alle problematiche sociali ed economiche. La battaglia per la liberta' artistica, che eleva il paesaggio a genere dominante contro le scene storiche e classiche, si affianca alle lotte per la modernizzazione del Paese, come si osserva nelle opere in mostra dove i due grandi pilastri dell'impianto stilistico e tematico sono: la presenza del lavoro (contadini e pescatori) e la grande bellezza della natura che indora ogni elemento. Il progetto gravita sul grande tema del paesaggio osservato nella sua cruciale evoluzione, quando dalla seconda meta' dell'Ottocento si compie il passaggio dalla veduta al genere, dal genere all'osservazione precisa e puntuale del dato naturale e da questa soglia realista al suo sfaldarsi nelle prime prove della modernita'. L'esposizione, tuttavia, non privilegia l'analisi delle varie correnti stilistiche - la "macchia toscana, il naturalismo napoletano, la scuola siciliana - ma, piuttosto, mira a cercare una sintesi tra tutte queste esperienze. |
| Acceso ai Servizi fotografici Adnkronos |
![]() "Fanciulla sulla roccia a Sorrento" opera di Filippo Palizzi |
![]() "Da Frisio a Santa Lucia" opera di Edoardo Dalbono |
![]() "Spiaggia di Viareggio" dipinto da Vincenzo Cabianca |
![]() " Il richiamo" opera di Antonio Leto |
![]() "All'abbeverata" opera di Filippo Palizzi |
![]() "Il carro rosso" dipinto da Giovanni Fattori |
![]() "Vento in montagna" opera di Francesco Lojacono |
![]() "Mietitura" dipinto da Plinio Nomellini |
![]() "La raccolta delle olive" dipinto da Antonino Leto |
![]() "Strada nei pressi di Napoli" dipinto da Giuseppe De Nittis |
![]() "Pozzo orto Cozzoli Poli" opera di Raffaele Girondi |
![]() "Giardino fiorito" dipinto da Francesco Romano |