Notiziario speciale per la Presidenza del Consiglio


In Versilia il mondo contadino nell'arte italiana


© ADNKRONOS - luglio 2009

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Guido Ferroni "Colonica Toscana",
1920 - 1921 ca Olio su tela.

Più di 100 opere di grandi artisti come Fattori, Lega, De Grada, Viani, Vagaggini e Rosai oltre ai capolavori ritrovati di Ferroni e Tommasi sono esposti fino al 29 settembre nelle sale del Palazzo Mediceo di Seravezza, a Lucca, nell'ambito della mostra "Cultura della terra in Toscana, mezzadri e coltivatori diretti nell'arte dell'Ottocento e Novecento" promossa dal Comune di Seravezza e curata da Enrico Dei in collaborazione con Andrea Baldinotti. La mostra è stata realizzata grazie al contributo della Provincia di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Banca di Credito Cooperativo della Versilia e della Lunigiana e i patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Toscana. Si tratta di un viaggio nella mezzadria e nel mondo contadino attraverso stili diversi che vanno dalla macchia, al naturalismo fino all'espressionismo - ha spiegato il curatore Enrico Dei - ma il filo conduttore che lega tutti questi artisti è la sensibilità verso il lato umano e lo sforzo, tipico dell'arte toscana di quel periodo, per dare dignità ai personaggi che sono raffigurati nelle opere. Un'altra novità - ha concluso Dei - è la rivalutazione di un certo tipo di scultura lontana dai canoni di quella di tipo monumentale più in voga oggi".

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Andrea Markò "Bufalari della Reale tenuta
di San Rossore", 1889 Olio su tela.

La rassegna si propone con 90 quadri, tra cui alcuni veri propri capolavori, 20 opere grafiche e 10 scultore di raccontare la campagna italiana e in particolare quella toscana nel secondo Ottocento e primo Novecento contraddistinta dalla mezzadria, un termine latino che deriva dal tardo latino e che indica "colui che divide a metà". Le opere in mostra raccontano in modo diverso e talvolta antitetico la campagna rurale illustrando la vita, i costumi e le abitudini delle popolazioni nei diversi, talora conflittuali, filoni iconografici. Tra queste due capolavori ritrovati; "Le ultime vangate" di Angiolo Tommasi, imponente opera macchiaiola (oltre due metri per tre) del 1892 di cui si erano perse le tracce dal 1927 e di proprietà della Cassa di Risparmio di Firenze, e "Ritorno dalla Fiera" di Egisto Ferroni del 1863, anche questo quadro ritrovato dopo decenni. Il percorso espositivo si snoda partendo dai "macchiaoli" fino ad attraversare la crisi di questo movimento e l'approdo alla pittura naturalistica, finalizzato a descrivere oggettivamente, in tele spesso di grandi dimensioni, la vita delle classi rurali in tono rassicurante.

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Memo Vagaggini " Traghetto in Maremma ", 1939

Il cuore della raccolta è dedicato ai principali momenti della vita quotidiana delle campagne: le feste campestri, i battesimi, i matrimoni, i funerali, le occasioni di religiosità, gli strumenti e i diversi momenti del lavoro nei campi, gli animali e i paesaggi rurali. E in questa parte incontreremo artisti come Giovanni Fattori con un grande capolavoro come "Casa colonica con la Porta Rossa" (1862 ), Lorenzo Viani, "Campagna contadina e versiliese", Raffaele De Grada con " "La fuga in Egitto" (1920), Memo Vagaggini con "Traghetto in Maremma" (1939). Un' altra parte della mostra riguarda l'iconografia statuaria grazie ad artisti come Ugo Guidi e Quinto Martini mentre la sezione grafica raccoglie bozzetti originari approntati dai vari artisti (tra cui Francesco Gioli, Giovanni Fattori, Vittorio Corcos), per la prima edizione illustrata delle "Veglie nere" di Renato Fucini (1889).



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Angiolo Tommasi "Le ultime vangate",
1892 .Olio su tela

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Giuseppe Piombanti Ammanat
i "Carro a riposo", 1927. Olio su cartone



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Ardengo Soffici "La Potatura", 1907.
Olio su cartone riportato su tela

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Benvenuto Benvenuti "Voce remota", 1925



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Lorenzo Viani "La Tosatura delle pecore",
1927 - 1928. Olio su compensato

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Ferruccio Pagni "La capanna di falasco",
1900 ca. Olio su tela



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Giovanni Fattori "La porta rossa" del 1862

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) Ottone Rosai "Paesaggio invernale" del 1920



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Paride Pascucci "Eroi in Maremma", 1895. Olio su tela

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Arturo Faldi "Contadinella con mezzina",
1895 ca. Olio su tela



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Carlo Passigli "Raccolta fieno" del 1920

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Raffaele De Grada "Fuga in Egitto" del 1920



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Niccolò Cannicci "Inverno triste" del 1899