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Mostre: a Mantova 'Quando scatta Nuvolari'

A Palazzo Te la passione per la fotografia del pilota


© ADNKRONOS - settembre 2009

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Tazio Nuvolari con la sua macchina
fotografica in un'immagine del 1938

Tazio Nuvolari non fu soltanto un asso del volante, capace di raggiungere velocità e traguardi inimmaginabili. Fu anche un asso della fotografia, arte che coltivò in gioventù senza grande impegno ma alla quale si avvicinò dapprima nel 1936 e successivamente - dopo un'interruzione dovuta alla morte del primo dei suoi due figli, Giorgio, e a un serio incidente di corsa - nel 1938, durante una lunga traversata in piroscafo verso l'America. A dimostrarlo è l'esposizione "Quando scatta Nuvolari…Storie, velocità, passioni" in programma a Mantova alle Fruttiere di Palazzo Te, fino al 18 dicembre. La mostra segue due percorsi diversi: il primo dedicato al pilota e il secondo dedicato al fotografo. Si tratta di percorsi solo idealmente disgiunti dato che sono molti i casi in cui Nuvolari fotografa proprio momenti e protagonisti del mondo internazionale delle due e delle quattro ruote. Le immagini, mai prima esposte al pubblico, appartengono ad un "corpus" di 2575 negativi recentemente ritrovati, studiati e digitalizzati per intervento della Fondazione Banca Agricola Mantovana che promuove anche la grande mostra alle Fruttiere di Palazzo Te. A curare l'esposizione sono due grandi specialisti di storia dell'automobilismo, Gianni Cancellieri e Adolfo Orsi.

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Nuvolari a Indianapolis il 5 maggio del 1938

Dell'imponente "tesoretto" di immagini dovute all'obiettivo di Nuvolari, la mostra propone, un percorso che ha come titolo "Lo sguardo di Tazio", una selezione di 315 scatti. In queste foto il grande pilota rivela non soltanto un'ottima tecnica di ripresa (senso dell'inquadratura, studio degli effetti di luce e via dicendo) ma anche una curiosità e un'attenzione alla realtà circostante che danno a questo piccolo patrimonio iconografico un valore di testimonianza inatteso e di grande interesse. Molte di queste foto svelano l'anima profonda di Nuvolari e la sua sensibilità, profondamente toccata dalla morte dei due figli (a quella di Giorgio, nel 1937, fece seguito quella di Alberto, nel 1946, l'uno e l'altro diciottenni). Dolori che Tazio cercò di superare proprio grazie alla fotografia catturando nella pellicola la vita nei suoi singoli momenti, cercando così di sottrarla alla morte. Sono immagini datate soprattutto tra il 1937 e i primi anni della Seconda guerra mondiale, in un percorso tra pubblico e privato, immagini della moglie, dei figli, del mondo delle corse, dei viaggi, sempre però in un'ottica privata, da osservatore più che da protagonista, mai o raramente autocelebrativa.

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Una foto scattata da nuvolari alla moglie
Elisa Zorzi nella campagna mantovana

Accanto a questo splendido "diario", la grande mostra di Palazzo Te propone il Nuvolari più conosciuto, l'epopea emozionante del "mantovano volante", mitico e non dimenticato pilota da corsa di notorietà mondiale, l'asso che fra moto e auto collezionò 141 vittorie (di cui 70 assolute e 71 di classe), 5 primati internazionali di velocità, 1 titolo di Campione d'Europa e 7 di Campione d'Italia. Pezzo pregiato in esposizione sarà la famosa coppa Vanderbilt, vinta da Nuvolari in un circuito vicino a New York e messa a disposizione dal Museo Nicolis di Villafranca (Verona). Questa sezione non poteva che avere per titolo "L'asso degli assi", a ricordo di un uomo che volle, sino all'ultimo, piegare la vita alla passione per i motori e per i primati. In questa parte della mostra rivivranno le immagini più famose delle sue imprese, torneranno i trofei da lui conquistati sulle strade e i circuiti di tre continenti. Trent'anni di storia delle corse e d'Italia, tra il 1920 e il 1950, riproposti attraverso foto, filmati e cimeli, insieme alle auto che con lui furono protagoniste, dalla Alfa Romeo 8C 2300 Monza alla Bugatti T37, alla Maserati 8CM, che Nuvolari portò alla vittoria. Ma anche le moto, dalla Bianchi "Freccia azzurra" alla Norton 500, dalla Borgo 500 alla Garelli 350 GP, che cavalcò sulle strade e sulle piste prima di passare alle quattro ruote. E l'ultima vettura che si rivedrà in Italia a più di 30 anni dall'ultima esposizione, quella Cisitalia Grand Prix con la quale, imboccato ormai da tempo il viale del tramonto, sognò il ritorno all'unico mondo che amava, quello delle corse.



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Tazio Nuvolari festeggiato alla vittoria
del Gran Premio d'Italia l'11 settembre 1938

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Learco Guerra fotografato da Tazio,
con Mantova sullo sfondo



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Mantova. Tazio invita dei ragazzi a cogliere
le mele da un albero di Villa Rossigni, da
lui appena acquistata

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Tazio Nuvolari a Ginevra il 10 luglio 1927



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Nuvolari alla vittoria di Vandebilt nel 1936

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Una foto scattata a amici di famiglia
a Villa Rossigni



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Tazio Nuvolari a Mantova nel 1939

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Nuvolari alla Mille Miglia del 1930



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Gran Premio d'Italia del 1938

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Tazio Nuvolari al volante
di una monoposto il 29-9-1946



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Un'Abarth 204A spider

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Un' Alfa Romeo 8C 2300 Monza