Notiziario speciale per la Presidenza del Consiglio


Roma, inaugurata al Vittoriano la mostra 'Auschwitz-Birkenau'

© ADNKRONOS - gennaio 2010

ADNKRONOS.
Ebrei in attesa di essere deportati nei campi
 di concentramento. (Foto tratta dall'Album
 di Auschwitz, una serie di immagini realizzate
 e raccolte dalle SS. Yad Vashem,Gerusalemme) 

E' stata inaugurata la mostra ''Auschwitz-Birkenau' ospitata fino al 21 marzo al Vittoriano in concomitanza con la Giornata della Memoria ed il 70° anniversario dell'apertura del campo di concentramento di Auschwitz e il 65° della liberazione del complesso di Auschwitz-Birkenau. Fotografie, mappe, filmati, lettere, diari, oggetti, vestiti, materiali di vario genere per raccontare la triste storia dei prigionieri dei due campi di concentramento diventati tristemente famosi per le persecuzioni. ''Con questa mostra vogliamo dimostrare innanzitutto che Birkenau era stato pensato per eliminare gli ebrei'', spiega all'ADNKRONOS Marcello Pezzetti curatore della mostra insieme a Bruno Vespa. Ma soprattutto, in questa mostra, sono esposti per la prima volta documenti nazisti. Infatti,''in Germania - aggiunge Pezzetti - c'e' stata una presa di coscienza del passato che in Italia ancora non e' avvenuta''. Testimonianze uscite dagli archivi, da quei cassetti rimasti chiusi per tanti anni e adesso finalmente aperti per testimoniare, raccontare la conseguenza terribile delle leggi razziali alla quale ''anche l'Italia partecipo' in modo sciagurato'', sottolinea il ministro dei Beni culturali che ha definito la mostra ''un piccolo contributo alla conoscenza di quella grande tragedia che ha toccato l'umanita'. Un orrore su cui la cultura europea ancora si interroga. Una ferita ancora aperta''.

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Ebrei in attesa di essere deportati nei campi
 di concentramento. (Foto tratta dall'Album
 di Auschwitz, una serie di immagini realizzate
 e raccolte dalle SS. Yad Vashem, Gerusalemme)

La mostra suddivisa in sette sezioni tematiche cronologiche, intende ripercorrere la storia e l'evoluzione del sistema concentrazionario e della persecuzione degli ebrei dal 1933, focalizzando l'attenzione sull'evoluzione di Auschwitz, istituito su ordine di Himmler il 27 aprile 1940, inizialmente come campo di concentramento per oppositori politici polacchi, fino al 27 gennaio 1945 giorno dell'abbattimento dei cancelli. ''E' stato di grande interesse per me contribuire all'allestimento di questa mostra - spiega all'ADNKRONOS Bruno Vespa - Ci sono alcuni documenti assolutamente straordinari. Alcune foto di queste mamme nude con i bambini al collo ed un minuto dopo fucilate. Poi l'ultima stanza della mostra, con il laboratorio di Mengele in cui si sente la sua voce. E pensare che, nonostante i crimini, Mengele negli anni '70 stava tranquillo in Brasile a cantare e suonare il piano''. Viene raccontata la vita nel campo dal doppio punto di vista delle vittime e dei carnefici.

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Andra e Tatiana Bucci con il loro cugino
 Sergio De Simone, 1943 (Raccolta privata
 di Andra e Tatiana Bucci)

Le immatricolazioni, la disinfezione, il tatuaggio, l'assegnazione degli alloggi in baracche per cavalli, il cibo, il lavoro quotidiano, le punizioni, gli esperimenti medici. Il percorso si chiude con il racconto della liquidazione del complesso, le marce della morte e la liberazione da parte delle truppe sovietiche. Ma soprattutto una mostra 'per non dimenticare'. Organizzata nel decimo anno dalla istituzione della Giornata della Memoria istituita dalla Camera dei Deputati. Dieci anni in cui, spiega il sindaco Alemanno ''e' aumentata la consapevolezza nei confronti di quel periodo storico e comprenderlo ci ha permesso di studiare il passato per dare un messaggio per il futuro alle giovani generazioni, che si basi sul rispetto della persona umana. Questo per evitare che si possa ancora ripetere nel futuro un dramma simile''.



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Birkenau: magazzini pieni di scarpe e vestiti,
 fotografati dopo la liberazione (United State
s Holocaust Memorial Museum, Washington DC)

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Birkenau, 1943: il Krematorium IV completato.
 A destra il locale dei forni con i due camini;
 a sinistra, la parte bassa contiene tre camere
 a gas (Archivio di Auschwitz-Birkenau)



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Una donna con un gruppo di bambini in una
 foto realizzata dalle SS nel maggio-giugno '44
 (Album di Auschwitz)

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Fotografia realizzata clandestinamente presso
 il Krematorium V, agosto 1944, da un membro
 non identificato del Sonderkommando di Auschwitz
 e fatta uscire di nascosto dal campo grazie alla fuga
 di un membro della resistenza polacca (Archivio
 di Stato Auschwitz - Birkenau)



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Solahütte, 1944: donne ausiliarie delle SS
 (SS-Helferinnen) con Karl Höcker (United State
s Holocaust Memorial Museum, Washington DC)

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Primo settembre '42: un bambino selezionato
 per la deportazione verso la morte a Chelmno
 saluta la sua famiglia (foto Mendel Grossman
 - United States Holocaust Memorial Museum,
 Washington DC)



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Mauthausen, 10 luglio '41. Seimila prigionieri nudi
 aspettano la disinfestazione assembrati nel cortile
 dei garage delle SS (United States Holocaust Memorial
 Museum, Washington DC)

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Birkenau, 1944: la sala operatoria di Mengele
 ((Archivio di Auschwitz Birkenau)



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Dall’aprile del 1964 la corte si sposta nel nuovo
 “Bürgerhaus Gallus” (Fritz Bauer Institut, Francoforte)

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Birkenau, inverno 1943-44: l’ultimo settore
 edificato del campo, il BIII, detto “Mexiko”,
 mai completato, visto dalla Lagerstraße B
 (Archivio di Auschwitz Birkenau)



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Numero di matricola tatuato sul braccio di Shlomo Venezia

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Parigi, Vélodrome d’Hiver, 16-17 luglio 1942:
 ebrei rastrellati nella più grande razzia avvenuta
 sul territorio francese. I quasi 13.000 ebrei, fra cui
 4.000 bambini, arrestati grazie all’aiuto della
 polizia francese, vengono deportati ad Auschwitz-Birkenau
 nelle settimane successive. (Memorial de la Shoah, Parigi)