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Gianni Borgna, la Dolce Vita un ideale
spartiacque nel cinema come nel costume dell'Italia 'Dal Piacere alla Dolce vita' settant'anni di storia di una Roma in pieno fermento © ADNKRONOS - marzo 2010
Settant'anni di storia di una Roma in pieno fermento culturale. Una citta' vivace raccontata nel libro ''Dal Piacere alla Dolce vita'' da Gianni Borgna e Antonio Debenedetti, edito dalla Mondadori. ''Abbiamo voluto raccontare, ricostruire il periodo in cui Roma diventa capitale e si trasforma - spiega Borgna all'ADNKRONOS - Da citta' sonnacchiosa con duecentomila abitanti, esplode dopo il 1870 diventando, oltre che capitale di uno stato unitario, una citta' in pieno fermento culturale, scientifico, artistico''. ''Nascono in quel periodo tante esperienze e anche tante grandi figure, D'Annunzio e' una di queste - continua l'autore - Infatti, nel libro partiamo proprio da 'Il Piacere', il romanzo di D'Annunzio che da' alle stampe nel 1889 dove descrive magnificamente la Roma di fine secolo, un po' belle epoque. Arriva a scrivere Il Piacere dopo che aveva fatto il reporter. Poi, naturalmente Pirandello, anche lui non romano ma ha vissuto a Roma per lunghi periodi che scrive all'inizio del secolo 'Il fu Mattia Pascal', ambientato ampiamente anche nella capitale gia' molto diversa da quella piu' glamour di D'Annunzio e del suo romanzo. A questa societa' letteraria si aggiungeranno Moravia, Pasolini, Gadda e tantissimi altri; nasce il cinema, quello sonoro e quello muto''.
Nascono molti personaggi romani come Blasetti, Rossellini e tanti altri. C'e' una vita musicale estremamente all'avanguardia che continua ad essere tale anche durante il fascismo. ''C'e' una Roma artistica che va dai grandi del Futurismo a Scipione che con Mafai e altri formano la prima scuola romana, per arrivare al dopoguerra con Guttuso, i figurativi, Burri e gli informali. C'e' anche una Roma della scienza che purtroppo si spegnera'''. Basta ricordare Marconi, Volterra, Fermi che ''con il gruppo di via Panisperna andra' in America e diventera' tra gli inventori della bomba atomica''. E' una citta' che nonostante la guerra si sa riprendere, risollevare, inventa il cinema neorealista, Roma citta' aperta, Rossellini, e poi la stagione contrassegnata da Pasolini, Moravia, Fellini fino alla Dolce Vita che Borgna definisce ''un ideale spartiacque, non solo nel cinema ma molto anche nel costume dell'Italia''. Infatti il libro si conclude proprio ''con questa trasformazione di Roma nella Dolce Vita. Dal papa dell'800 alla Dolce vita passano solo una settantina di anni, eppure tutto e' cambiato radicalmente. Roma diventa glamour, diventa la Roma di via Veneto. Una Roma anche un po' libertina come lo e' la Roma di D'Annunzio''.
Una Roma papalina un po' strana e contraddittoria ma molto vitale che gli autori hanno voluto raccontare anche per immagini. Nel libro, infatti, sono riportate tante foto inedite, assolutamente private, dall'archivio Luce e dall'archivio Primoli. ''Ci sono foto con Eleonora Duse, D'Annunzio stesso. Alcune - continua Borgna - provengono dalla Scuola Romana; sono cose fantastiche, assolutamente inedite come De Chirico a Parigi poco piu' che vent'enne, oppure Guttuso giovanissimo quando e' ancora futurista. Lo stesso Mafai ritratto al caffe' mentre legge il giornale, oppure la Proclemer che e' stata a lungo la moglie di Vitaliano Brancati''. Il libro vuole essere un racconto di quella Roma straordinariamente vitale, una citta' al passo con Parigi, Londra e New York ''nonostante ci fosse una chiesa cosi' intransigente, con il dominio di una Democrazia cristiana, e forse proprio in reazione a questo - sottolinea Borgna - Il mondo culturale era un mondo assolutamente vivace e vitale''. Una realta' che non esiste piu': ''forse quello che oggi non c'e' una societa' culturale, letteraria. Allora c'erano i gruppi. C'era una societa' culturale dove ci si ritrovava, si parlava e si progettavano insieme delle cose. Oggi sono tutti un po' piu' isolati. E' cambiata la societa'. Quella di oggi e' una societa' dove si va molto piu' di fretta''. |
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![]() Un'immagine dall'alto del litorale di Ostia nel 1929 con la rotonda dello stabilimento "Roma" |
![]() Eleonora Duse in una fotografia scattata nel 1897 |
![]() Pio XII incontra in Piazza San Giovanni la popolazione romana che ha appena subito il trauma del bombardamento il 19 luglio 1943 |
![]() Mina e Claudia Cardinale a una prima al teatro Eliseo |
![]() Il principe De Curtis, in arte Totò,con la moglie Franca Faldini |
![]() L'architetto Marcello Piacentini mostra nel 1939 a Boris III di Bulgaria e a Vittorio Cini il particolare del plastico dell' E42 in cui è ben visibile il Palazzo della civiltà e del lavoro |
![]() Alberto Sordi durante le riprese del film "Gastone" nel 1959. Dietro di lui si intravede Paolo Stoppa |
![]() Matilde Serao, Eleonora Duse, Francesco Paolo Tosti e Adolfo De Boisis nel 1897 |
![]() Trilussa nella sua casa romana nel 1933 |
![]() Pirandello nel corso di una lettura alla radio negli anni Trenta |
![]() Linda Christian e Tyrone Power a Castel Sant'Angelo a Roma nel 1948 |
![]() Gregory Peck a Roma nel 1959 |
![]() Ingrid Bergman con Roberto Rossellini sul set del film "Viaggio in Italia" del 1953 |