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CGIE, il segretario generale Carozza incontra gli Emiliano Romagnoli nel Mondo
A margine della giornata conclusiva dei lavori dell'organismo consultivo della comunità all'estero, Elio Carozza si dice soddisfatto sopratuttto perché ''il maggior interesse è venuto dalle nuove generazioni all’estero, che aspirano alla realizzazione di un ‘network dei giovani’ al fine di superare le suddivisioni regionalistiche, istituzionali e geopolitiche''
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Roma, 26 feb. (Pronto Italia) - ''Una proficua occasione di conoscenza e di riflessione sugli organismi di rappresentanza delle comunità all’estero e l’esigenza di un più stretto collegamento tra le Consulte, i Comites, il CGIE e i parlamentari all’estero''. E’ questo il commento di Elio Carozza (nella foto), Segretario Generale del CGIE, a margine dell’incontro con gli esponenti della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo tenutosi nella giornata conclusiva dei lavori dell’organismo consultivo della comunità all’estero.
''Tanto più importante – prosegue Carozza - perché, a Rovereto di Cadeo (Piacenza), il maggior interesse è venuto dagli esponenti delle nuove generazioni all’estero, che aspirano alla realizzazione di un ‘network dei giovani’ in grado di superare i limiti delle suddivisioni regionalistiche, istituzionali e geopolitiche''.
In questo senso, il Segretario Generale ha posto l’attenzione sulla prossima Conferenza Mondiale dei Giovani italiani all’estero, definendola come una concreta opportunità dalla quale dovranno emergere leadership capaci di far nascere questa rete di relazioni. Dunque, ''non passerelle alla Conferenza – spiega Carozza - ma incontri seminariali, gestiti dai giovani, che permettano l’individuazione delle leadership del futuro della comunità''.
Fra gli altri elementi emersi dall’incontro, ci sono anche l’informazione e la cultura italiana. ''Vivo è l’interesse per l’informazione sull’Italia di oggi – ha affermato Carozza - per una migliore comprensione delle sue realtà, ma altrettanto forte è l’interesse nel far conoscere le nostre comunità all’estero ad un’Italia che di fatto ignora cosa siano e quali opportunità possano riservare le comunità italiane oltre i confini per l’evoluzione del Paese''.
Infine, per quanto riguarda l’aspetto culturale, il Segretario Generale Carozza si è detto molto soddisfatto del Seminario sulla lingua italiana che la Consulta promuoverà nel mese di ottobre, nell’ambito della prossima riunione. ''Sebbene non possa essere considerato l’unico strumento di collegamento fra le comunità, è e rimane un significativo elemento nel dialogo fra le nuove e vecchie generazioni di italiani all’estero ed espressione di un’appartenenza identitaria cui non si può e non si deve rinunciare''.
''Tanto più importante – prosegue Carozza - perché, a Rovereto di Cadeo (Piacenza), il maggior interesse è venuto dagli esponenti delle nuove generazioni all’estero, che aspirano alla realizzazione di un ‘network dei giovani’ in grado di superare i limiti delle suddivisioni regionalistiche, istituzionali e geopolitiche''.
In questo senso, il Segretario Generale ha posto l’attenzione sulla prossima Conferenza Mondiale dei Giovani italiani all’estero, definendola come una concreta opportunità dalla quale dovranno emergere leadership capaci di far nascere questa rete di relazioni. Dunque, ''non passerelle alla Conferenza – spiega Carozza - ma incontri seminariali, gestiti dai giovani, che permettano l’individuazione delle leadership del futuro della comunità''.
Fra gli altri elementi emersi dall’incontro, ci sono anche l’informazione e la cultura italiana. ''Vivo è l’interesse per l’informazione sull’Italia di oggi – ha affermato Carozza - per una migliore comprensione delle sue realtà, ma altrettanto forte è l’interesse nel far conoscere le nostre comunità all’estero ad un’Italia che di fatto ignora cosa siano e quali opportunità possano riservare le comunità italiane oltre i confini per l’evoluzione del Paese''.
Infine, per quanto riguarda l’aspetto culturale, il Segretario Generale Carozza si è detto molto soddisfatto del Seminario sulla lingua italiana che la Consulta promuoverà nel mese di ottobre, nell’ambito della prossima riunione. ''Sebbene non possa essere considerato l’unico strumento di collegamento fra le comunità, è e rimane un significativo elemento nel dialogo fra le nuove e vecchie generazioni di italiani all’estero ed espressione di un’appartenenza identitaria cui non si può e non si deve rinunciare''.
 














