Interviste

Elezioni: Celidonio (Sinistra Arcobaleno), all'estero puntare su lingua e cultura italiane
Pluralismo linguistico da opporre al monopolio dell'inglese: questa una delle priorità del candidato alla Camera della Sinistra Arcobaleno nella Circoscrizione Europa che ha fatto della cultura e della lingua italiane uno dei punti di forza del suo programma
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Roma, 26 mar. (Pronto Italia) - Pluralismo linguistico da opporre al monopolio dell'inglese: questa una delle priorità di Cesidio Celidonio (nella foto), il candidato alla Camera della Sinistra Arcobaleno nella Circoscrizione Europa che ha fatto della cultura e della lingua italiane uno dei punti di forza del programma, a partire dalla propria esperienza di insegnamento in Svizzera. "L’italiano - ha dichiarato Celidonio - è in difficoltà, non tanto come lingua di rango culturale, ma nella presenza sempre più ridotta nei curricula scolastici e negli studi universitari. Scontiamo l’assenza di una politica strategicamente orientata nei vari settori che concorrono alla promozione e alla diffusione della nostra lingua. Si tratta di un dato per alcuni versi storico, ma che negli ultimi anni è diventato più evidente".
"Le politiche dei vari governi, soprattutto quelli di centrodestra - ha aggiunto Celidonio - al di là dei richiami retorici al patrimonio storico e culturale non hanno prodotto alcun intervento significativo per potenziare e qualificare la promozione della lingua italiana in Europa". La soluzione, secondo il candidato alla Camera, sta nelle politiche di lungo respiro in grado di “fare sistema” creando sinergie tra informazione e comunicazione, istituzioni scolastiche locali, attori istituzionali e associativi, università e ricerca. Necessaria "una riforma dell'intero settore che può anche passare attraverso provvedimenti graduali e una pluralità di interventi normativi - ha spiegato - comprese le norme contrattuali che regolamentano funzioni e profili del personale. Un punto fermo della riforma è l’attribuzione di ampie competenze, anche operative, al ministero della Pubblica Istruzione".
La riforma dovrebbe contemplare, secondo, Cesidio Celidonio, la valorizzazione delle comunità italiane all’estero come fattore determinante per la promozione dell’immagine, della lingua e della cultura italiane; la modernizzazione della rete delle scuole; la rinegoziazione con i Paesi della Ue di spazi riconosciuti per la promozione della lingua italiana nell’ambito dei curricula della scuola locale; la riqualificazione della politica del personale perseguendo procedure di mobilità che favoriscano l’invio in Europa di docenti, dirigenti, personale amministrativo altamente qualificati; la compresenza di personale del ministero degli Affari Esteri e quello assunto in loco.
"Le politiche dei vari governi, soprattutto quelli di centrodestra - ha aggiunto Celidonio - al di là dei richiami retorici al patrimonio storico e culturale non hanno prodotto alcun intervento significativo per potenziare e qualificare la promozione della lingua italiana in Europa". La soluzione, secondo il candidato alla Camera, sta nelle politiche di lungo respiro in grado di “fare sistema” creando sinergie tra informazione e comunicazione, istituzioni scolastiche locali, attori istituzionali e associativi, università e ricerca. Necessaria "una riforma dell'intero settore che può anche passare attraverso provvedimenti graduali e una pluralità di interventi normativi - ha spiegato - comprese le norme contrattuali che regolamentano funzioni e profili del personale. Un punto fermo della riforma è l’attribuzione di ampie competenze, anche operative, al ministero della Pubblica Istruzione".
La riforma dovrebbe contemplare, secondo, Cesidio Celidonio, la valorizzazione delle comunità italiane all’estero come fattore determinante per la promozione dell’immagine, della lingua e della cultura italiane; la modernizzazione della rete delle scuole; la rinegoziazione con i Paesi della Ue di spazi riconosciuti per la promozione della lingua italiana nell’ambito dei curricula della scuola locale; la riqualificazione della politica del personale perseguendo procedure di mobilità che favoriscano l’invio in Europa di docenti, dirigenti, personale amministrativo altamente qualificati; la compresenza di personale del ministero degli Affari Esteri e quello assunto in loco.
 














