Interviste


La candidata del Partito Democratico alla Camera per la Circoscrizione Europa Beatrice Biagini
Uno dei punti è l'adeguamento agli standard europei degli stipendi di dottorandi e giovani ricercatori

Elezioni: Biagini (Pd), la ricerca alla base dello sviluppo italiano


Ne è convinta la candidata del Partito Democratico alla Camera per la Circoscrizione Europa, che ha fatto di questo tema il punto centrale del proprio programma elettorale. L'investimento italiano in ricerca e sviluppo è tra i più bassi d'Europa: pari all'1,1% del Pil contro l'1,81% della media europea

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Roma, 28 mar. (Pronto Italia) - E' nella ricerca scientifica il futuro dell'Italia. Ne è convinta Beatrice Biagini (nella foto), candidata del Partito Democratico alla Camera per la Circoscrizione Europa, che ha fatto di questo tema il punto centrale del proprio programma elettorale. "L'introduzione di criteri meritocratici, l'adeguamento degli stipendi, la valorizzazione della mobilità e del reclutamento di ricercatori e docenti provenienti da altri paesi - ha spiegato la candidata - la riduzione del numero dei piccoli atenei, l'apertura ai finanziamenti comunitari sono condizioni indispensabili per ridare competitività all'Italia e al suo sistema universitario e spendibilità della formazione che essa offre ai giovani sul mercato del lavoro".

Tra le carenze del sistema italiano, l'inadeguatezza degli stipendi dei ricercatori a tempo indeterminato in un ateneo italiano (che guadagnano quanto un dottorando in Francia); la carenza di ricercatori e docenti stranieri attivi nelle università italiane; l'assenza di corsi di materie scientifiche in lingua inglese e di un sistema di valutazione periodica dell'attività scientifica condotta nei dipartimenti (docenti, ricercatori e staff scientifico negli atenei all'estero vengono invece sottoposti a tale controllo). Soprattutto, l'investimento italiano in ricerca e sviluppo è tra i più bassi d'Europa, pari all'1,1% del Pil contro l'1,81% dell'Europa.

Le misure da adottare per cambiare lo stato attuale delle cose sono, secondo Beatrice Biagini, l'assunzione del criterio della valutazione periodica dell'operato scientifico nelle università; l'erogazione dei fondi su basi meritocratiche; l'adeguamento agli standard europei degli stipendi di dottorandi e giovani ricercatori; un maggiore comunicazione, da parte del governo, sull'accesso a risorse di finanziamento disponibili a livello comunitario; la ratifica e promozione di politiche 'open access' per la circolazione della produzione scientifica.


 

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