Interviste


Il candidato del Pdl al Senato nella Circoscrizione Europa Nicola Di Girolamo
''Consolati e ambasciate italiani non reggono il confronto con i loro omologhi europei''

Elezioni: Di Girolamo (Pdl), italiani all'estero abbandonati nel deserto dei tartari


Le strutture che "dovrebbero aiutare l'italiano all'estero sono rimaste le stesse dell'epoca degli italiani che andavano a Marcinelle a estrarre carbone". E' l'opinione del candidato del Pdl al Senato nella Circoscrizione Europa

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Roma, 2 apr. (Pronto Italia) - Cambia il volto dell'emigrato italiano, oggi sempre più spesso ricercatore, professionista o imprenditore, ma non le strutture che all'estero "dovrebbero aiutarlo, e che invece sono rimaste le stesse dell'epoca degli italiani che andavano a Marcinelle a estrarre carbone". Ne è convinto Nicola Di Girolamo (nella foto), candidato del Pdl al Senato nella Circoscrizione Europa. All'Adnkronos Di Girolamo spiega che "gli italiani all'estero sono abbandonati a se stessi, vivono in una sorta di deserto dei tartari. Le strutture che dovrebbero aiutarli non sono adeguate e invece di semplificare le cose rendono tutto più complicato. Consolati e ambasciate italiani non reggono il confronto con i loro omologhi europei, in particolare francesi".

Lui, l'iter del professionista che si trasferisce all'estero per lavoro, lo ha vissuto sulla propria pelle. Avvocato specializzato in assistenza alle aziende ("e quelle italiane, a causa della crisi, si rivolgono sempre più all'estero", ha sottolineato Di Girolamo), ha dovuto seguire i clienti viaggiando per il mondo per non farsi sfuggire le opportunità offerte dal mercato, "ma ho dovuto combattere con quelle stesse strutture che avrebbero dovuto assistermi". Per questo, in caso di elezione, Di Girolamo assicura che il primo punto per il quale battersi sarà quello di "rafforzare e incanalare le risorse rivolte a Cgie, Comites e consolati per metterli nella condizione di lavorare al meglio e - ha aggiunto - lavorare poi per creare delle strutture parallele che permettano una maggiore presenza sul territorio".

"Le risorse per le strutture all'estero ci sono - ha spiegato all'Adnkronos il candidato Di Girolamo - ma vengono disperse in mille rivoli, come nel caso della scuola e della cultura. Se si pensa - ha aggiunto - che la lingua italiana, pur non essendo una lingua tecnico-economica come l'inglese né commerciale come il cinese, è la quarta lingua più richiesta al mondo, non è difficile capire che, investendo bene nel suo insegnamento, si può innescare un meccanismo virtuoso che significa maggiore prestigio, aumento del turismo verso l'Italia e un legame più duraturo, per gli italiani che vivono all'estero, con le proprie radici".


 

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