Interviste

Lingua italiana: Masi, cresce l'interesse commerciale nel centro Europa
“La lingua italiana è economia”. Ne è convinto il segretario generale della "Dante Alighieri", società da sempre impegnata nella diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo, che il 24 e 25 aprile parteciperà, a Bratislava, al convegno 'L’influenza della cultura italiana nell’Europa Centro-Orientale'
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Bratislava, 23 apr. (Pronto Italia) - “La lingua italiana è economia”. Ne è convinto Alessandro Masi (nella foto), segretario generale della "Dante Alighieri", società da sempre impegnata nella diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo, che con questo presupposto parteciperà, a Bratislava, al convegno “L’influenza della cultura italiana nell’Europa Centro-Orientale”, domani e il 25 aprile. Promosso dalla “Dante”, il convegno si avvale del patrocinio del ministero degli Affari Esteri italiano e dei ministeri slovacchi degli Affari Esteri e della Cultura, realizzato grazie al sostegno dell’Enel in Slovacchia.
“Andiamo a Bratislava con un preciso impegno – ha spiegato Masi all’Adnkronos Cultura – quello di rispondere al crescente interesse per la lingua italiana da parte dei Paesi del centro Europa. Andiamo a Bratislava per tutte quelle industrie italiane, tra cui l’Enel ma anche altre 400 ditte di piccole e medie dimensioni, che stanno investendo sul territorio. Si tratta di un impegno fondato sì sulle necessità dell’oggi, ma che nasce su rapporti italo-slovacchi che hanno radici profonde nella storia”. La lingua italiana, dunque, a sorpresa si presenta come lingua economica e commerciale e in questa sua nuova veste riscuote già un grande successo. “Basta pensare che quando ho proposto allo ‘Sme’, il giornale slovacco, di allegare al quotidiano il corso di lingua italiana, un po’ come fanno i nostri giornali in Italia con le altre lingue – ha raccontato Masi - mi è stato risposto di sì, a patto che il corso insegnasse la lingua degli affari”.
Dalla Polonia alla Slovacchia, dalla Moldova alla Repubblica Ceca, cresce nell’Europa Centro Orientale il numero degli studenti di lingua italiana per motivi professionali, e non solo culturali o artistici come accadeva in passato. L’Italia costituisce per la Slovacchia un importante punto di riferimento sotto il profilo economico e politico: attualmente il Paese slovacco conta circa 300 imprese italiane, di cui la maggior parte di piccole e medie dimensioni e in Italia risulta notevolmente in aumento il numero delle aziende provenienti dall’Est Europa.
L’Italia è al quinto posto tra i Paesi fornitori della Slovacchia e nel 2007 ha rappresentato il terzo mercato di destinazione delle esportazioni slovacche, con un incremento del 32,8% rispetto al 2006. Da un punto di vista prettamente scolastico, dei circa 400 mila studenti stranieri presenti nelle scuole italiane, uno su tre proviene da un Paese dell’Est europeo. Un impegno importante, dunque, quello della società "Dante Alighieri", soprattutto visto che “l’Italia non è ancora pronta ad offrire questo tipo servizio, le risorse sono poche e siamo in ritardo tecnologico - ha spiegato il segretario generale Alessandro Masi - ma andiamo a Bratislava anche per questo, per cercare di fare tutto il possibile e prepararci all’onda l’urto di una domanda che nei prossimi anni arriverà impetuosa”.
Nella sua missione a Bratislava, però, la società "Dante Alighieri" può contare sulla sinergia con cui il Paese si presenta. “Per la prima volta – ha spiegato il segretario generale della ‘Dante’, Alessandro Masi - lo scenario slovacco vedrà impegnate le forze italiane del ministero degli Affari Esteri, degli Istituti Italiani di Cultura e dei comitati della Dante presenti sul territorio”.
Sul rischio che un interesse prettamente commerciale possa svilire la lingua di Dante, Alessandro Masi ha una visione positiva. “L’Europa Centro Orientale, così come gli altri Paesi, sceglie di fare affari con l’Italia perché ama il suo stile di vita, il cinema, l’alta moda, la cucina, il design. Ma per parlare di tutto questo hanno bisogno di conoscere la nostra lingua. La lingua, insomma, è economia”.
“Andiamo a Bratislava con un preciso impegno – ha spiegato Masi all’Adnkronos Cultura – quello di rispondere al crescente interesse per la lingua italiana da parte dei Paesi del centro Europa. Andiamo a Bratislava per tutte quelle industrie italiane, tra cui l’Enel ma anche altre 400 ditte di piccole e medie dimensioni, che stanno investendo sul territorio. Si tratta di un impegno fondato sì sulle necessità dell’oggi, ma che nasce su rapporti italo-slovacchi che hanno radici profonde nella storia”. La lingua italiana, dunque, a sorpresa si presenta come lingua economica e commerciale e in questa sua nuova veste riscuote già un grande successo. “Basta pensare che quando ho proposto allo ‘Sme’, il giornale slovacco, di allegare al quotidiano il corso di lingua italiana, un po’ come fanno i nostri giornali in Italia con le altre lingue – ha raccontato Masi - mi è stato risposto di sì, a patto che il corso insegnasse la lingua degli affari”.
Dalla Polonia alla Slovacchia, dalla Moldova alla Repubblica Ceca, cresce nell’Europa Centro Orientale il numero degli studenti di lingua italiana per motivi professionali, e non solo culturali o artistici come accadeva in passato. L’Italia costituisce per la Slovacchia un importante punto di riferimento sotto il profilo economico e politico: attualmente il Paese slovacco conta circa 300 imprese italiane, di cui la maggior parte di piccole e medie dimensioni e in Italia risulta notevolmente in aumento il numero delle aziende provenienti dall’Est Europa.
L’Italia è al quinto posto tra i Paesi fornitori della Slovacchia e nel 2007 ha rappresentato il terzo mercato di destinazione delle esportazioni slovacche, con un incremento del 32,8% rispetto al 2006. Da un punto di vista prettamente scolastico, dei circa 400 mila studenti stranieri presenti nelle scuole italiane, uno su tre proviene da un Paese dell’Est europeo. Un impegno importante, dunque, quello della società "Dante Alighieri", soprattutto visto che “l’Italia non è ancora pronta ad offrire questo tipo servizio, le risorse sono poche e siamo in ritardo tecnologico - ha spiegato il segretario generale Alessandro Masi - ma andiamo a Bratislava anche per questo, per cercare di fare tutto il possibile e prepararci all’onda l’urto di una domanda che nei prossimi anni arriverà impetuosa”.
Nella sua missione a Bratislava, però, la società "Dante Alighieri" può contare sulla sinergia con cui il Paese si presenta. “Per la prima volta – ha spiegato il segretario generale della ‘Dante’, Alessandro Masi - lo scenario slovacco vedrà impegnate le forze italiane del ministero degli Affari Esteri, degli Istituti Italiani di Cultura e dei comitati della Dante presenti sul territorio”.
Sul rischio che un interesse prettamente commerciale possa svilire la lingua di Dante, Alessandro Masi ha una visione positiva. “L’Europa Centro Orientale, così come gli altri Paesi, sceglie di fare affari con l’Italia perché ama il suo stile di vita, il cinema, l’alta moda, la cucina, il design. Ma per parlare di tutto questo hanno bisogno di conoscere la nostra lingua. La lingua, insomma, è economia”.
 














