Interviste


L’azienda hi-tech ha firmato una joint-venture con la multinazionale Hitachi nel segno dell’arte

Arte: Centrica, l’impresa fiorentina ha conquistato il gigante giapponese


Le due aziende lavoreranno insieme all’export digitale delle opere d’arte degli Uffizi, a partire dal Tondo Doni di Michelangelo. Fondata nel 1999 da un gruppo di trentenni toscani, oggi Centrica si è ritagliata un posto di grande visibilità nel settore dell’alta tecnologia attraverso la quale diffonde nel mondo l’arte, la cultura e il Made in Italy

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Firenze (Pronto Italia) - È una piccola azienda tutta italiana, anzi fiorentina, che nonostante i suoi dieci addetti ha destato l’attenzione di un colosso giapponese dell’hi-tech da 380mila dipendenti: Hitachi. Fondata nel 1999 da un gruppo di trentenni toscani, Centrica oggi gode di visibilità internazionale, perché il mondo della tecnologia e di internet non ha confini, “soprattutto se quello che si propone è un prodotto di alta qualità”, ha sottolineato Marco Cappellini, amministratore delegato dell’impresa.

Furono Paolo Romoli, Paolo De Rocco e Marco Cappellini ad unire le forze, e le conoscenze nel campo dell’alta tecnologia, in un’impresa hi-tech rivolta ai beni culturali. In un periodo in cui la coscienza del bene culturale italiano come volano di sviluppo economico e turistico del Paese non si era ancora fatta strada, l’impresa sembrò un’idea azzardata, ma oggi Centrica si conquista la joint-venture tecnologica e culturale con la multinazionale Hitachi, per lavorare insieme all’export digitale delle opere d’arte degli Uffizi, a partire dal Tondo Doni di Michelangelo. “Avevamo già maturato esperienze nel settore delle tecnologie applicate ai beni culturali, grazie ai lavori svolti precedentemente – ha spiegato Cappellini – ed eravamo convinti che il settore promettesse bene. Il tempo non ci ha smentiti”.

Dopo i primi progetti, tra cui l’archivio digitale della galleria degli Uffizi e il software per l’Imaging digitale, nel 2003 Centrica figura tra le settanta migliori aziende tecnologiche europee selezionate dall’Information Society Prize. “Alla nostra azienda oggi guardano diversi soggetti – ha aggiunto l’ad di Centrica - dalla Biblioteca Nazionale del Belgio ai fotografi inglesi che richiedono le nostre tecnologie per pubblicare immagini su internet, dalle aziende statunitensi ai musei inglesi”. Risultati importanti per un’azienda che si è sempre autofinanziata e che oggi cresce anche attraverso grandi partnership, come quella con Hitachi. “Hitachi ha scelto Centrica perché è una piccola grande impresa con ottima visibilità in Italia nel campo dei beni culturali, che è poi il settore che interessa alla Hitachi, che guarda con interesse alle tecnologie che abbiamo sviluppato”, ha sottolineato.

Impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale, promozionale del territorio e Made in Italy, Centrica traduce in prodotti hi-tech la coscienza che “il bene culturale, se tradotto in termini immateriali, acquista estrema possibilità di diffusione e si propone come vantaggio competitivo per tutto il Sistema Italia”, ha spiegato Cappellini. Un Sistema Italia promosso anche attraverso la “partecipazione a fiere internazionali, ma – ha aggiunto Cappellini - per essere propositivi bisogna avere i necessari strumenti di ‘attacco’ che oggi non possediamo, anche se cerchiamo di sopperire alla carenza con le nostre forze. In Italia, il finanziamento alla ricerca hi-tech è quasi nullo, per questo, siamo alla ricerca di enti che siano interessati alla nostra attività che accettino la sfida di proporsi all’estero”.


 

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