Itinerari

Campania: i dintorni di Napoli
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(Pronto Italia) - So che il traffico che ci aspetta in questa città è sempre difficile da affrontare, in alcuni periodi dell’anno difficilissimo. Però ne vale la pena, per la gente che si incontra, gli artigiani, le bellezze naturali così straordinarie: neppure la colata di cemento, peggiore (salvo che per i morti) della colata del Vesuvio, è riuscita a distruggere totalmente lo struggente fascino delle ville vesuviane. Napoli si è salvata con un numero rilevante di comuni vicini, alcuni incredibilmente grandi, se rapportati ai parametri italiani. Tuttavia la grande Napoli può arrivare a quattro milioni e mezzo di abitanti, meno della metà di tante città delle Americhe e dell’Asia che certo non si sono sviluppate con strumenti urbanistici migliori. La differenza è che lo sviluppo della grande Napoli è avvenuto in un’area carica di secoli di storia, non in un’area vergine. Comunque i problemi, che ci stanno davanti per essere risolti, devono essere affrontati: le difficoltà non possono e non devono diventare un alibi.
Usciamo a Torre del Greco: il Museo Liverino del corallo e dei cammei documenta cinquecento anni di tradizione artigiana e, spesso, artistica. Da vedere, come pure il Museo del corallo. Naturalmente è d’obbligo una visita a Ercolano: all’Osservatorio vesuviano e al Teatro. Da Ercolano parte la strada per il Vesuvio: facile immaginare il panorama. Sostando a Ercolano, vale la pena di visitare il mercatino di Resina, militari made in Usa e altro. A Ercolano comincia “la schiera” delle ville e degli splendidi scorci di campagna-giardino: guardate con la necessaria fantasia creativa e selettiva, ignorando il brutto (che è tanto) e cercando il bello (poco) per immaginare cosa doveva essere al massimo del suo splendore, con la schiera di ville che avevano davanti il mare e, dietro, la campagna-giardino.
Si punta su Torre Annunziata e da qui su Boscotrecase e Boscoreale. La Doc Vesuvio include il territorio di Boscotrecase, Trecase e San Sebastiano al Vesuvio e riguarda tre vini: il bianco, il rosato e il rosso. A Boscoreale entriamo nel Parco nazionale del Vesuvio (quando passerà dalla carta a una reale attività?). Si prosegue per Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana. Si prosegue per Pomigliano d’Arco, Afragola, Arzano, Giugliano in Campania. Mugnano, Licola, Cuma (da visitare con calma e attenzione). Poi incontriamo Arco Felice, il lago di Fusaro con lo splendido casino reale del Vanvitelli realizzato per Ferdinando IV, Torregaveta con i resti di una villa romana, e un canale che attraversa la proprietà collegando il mare con il lago di Fusaro. Da Monte di Procida, altitudine 63 metri, verso la spiaggia di Acquamorta. Siamo a Capo Miseno, già importante approdo della flotta imperiale romana; il canale che collega il mare col lago, il lago di Miseno, ora è interrotto. Da fare: è la passeggiata sul Monte Miseno, da dove si godono panorami straordinari. Bacoli, come Miseno, è da visitare con calma per i suoi resti romani che sono opere di ingegneria straordinaria.
Il tratto da Baia a Pozzuoli richiede tempo e attenzione per i laghi di Lucrino e Averno, dove altre opere testimoniano la capacità dei Romani di costruire straordinarie opere di ingegneria. Da visitare con calma il Parco archeologico, il tempio di Venere, quello di Diana e il castello di Baia, dal quale si aprono splendidi panorami: costruito nel XV secolo dagli Aragonesi e successivamente rimodernato, è sede del Museo archeologico dei Campi Flegrei.
Usciamo a Torre del Greco: il Museo Liverino del corallo e dei cammei documenta cinquecento anni di tradizione artigiana e, spesso, artistica. Da vedere, come pure il Museo del corallo. Naturalmente è d’obbligo una visita a Ercolano: all’Osservatorio vesuviano e al Teatro. Da Ercolano parte la strada per il Vesuvio: facile immaginare il panorama. Sostando a Ercolano, vale la pena di visitare il mercatino di Resina, militari made in Usa e altro. A Ercolano comincia “la schiera” delle ville e degli splendidi scorci di campagna-giardino: guardate con la necessaria fantasia creativa e selettiva, ignorando il brutto (che è tanto) e cercando il bello (poco) per immaginare cosa doveva essere al massimo del suo splendore, con la schiera di ville che avevano davanti il mare e, dietro, la campagna-giardino.
Si punta su Torre Annunziata e da qui su Boscotrecase e Boscoreale. La Doc Vesuvio include il territorio di Boscotrecase, Trecase e San Sebastiano al Vesuvio e riguarda tre vini: il bianco, il rosato e il rosso. A Boscoreale entriamo nel Parco nazionale del Vesuvio (quando passerà dalla carta a una reale attività?). Si prosegue per Terzigno, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana. Si prosegue per Pomigliano d’Arco, Afragola, Arzano, Giugliano in Campania. Mugnano, Licola, Cuma (da visitare con calma e attenzione). Poi incontriamo Arco Felice, il lago di Fusaro con lo splendido casino reale del Vanvitelli realizzato per Ferdinando IV, Torregaveta con i resti di una villa romana, e un canale che attraversa la proprietà collegando il mare con il lago di Fusaro. Da Monte di Procida, altitudine 63 metri, verso la spiaggia di Acquamorta. Siamo a Capo Miseno, già importante approdo della flotta imperiale romana; il canale che collega il mare col lago, il lago di Miseno, ora è interrotto. Da fare: è la passeggiata sul Monte Miseno, da dove si godono panorami straordinari. Bacoli, come Miseno, è da visitare con calma per i suoi resti romani che sono opere di ingegneria straordinaria.
Il tratto da Baia a Pozzuoli richiede tempo e attenzione per i laghi di Lucrino e Averno, dove altre opere testimoniano la capacità dei Romani di costruire straordinarie opere di ingegneria. Da visitare con calma il Parco archeologico, il tempio di Venere, quello di Diana e il castello di Baia, dal quale si aprono splendidi panorami: costruito nel XV secolo dagli Aragonesi e successivamente rimodernato, è sede del Museo archeologico dei Campi Flegrei.
 














