Itinerari


Nell'immagine il precipizio del Circeo

Il basso Lazio, tra Cassino e il mare




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(Pronto Italia) - Si esce dall'Autostrada del Sole al casello di Cassino e, dopo una visita al paese e all'abbazia, si punta su Pignataro Interamna, famosa per le cave da cui si estrae il marmo Perlato Royal di Careno. In agosto e settembre è da vedere la mostra dei mezzi e degli attrezzi agricoli di ieri e di oggi. Si prosegue verso Esperia per arrivare a Roccaguglienna, sede delle tre frazioni del comune di Esperia.

In giugno, per Sant'Onofrio, patrono dei pastori, c'è la festa con l'offerta di polenta col latte. L'ultima domenica di maggio c'è la processione delle Pacchiane, nel tipico costume locale: da qui l'aggettivo spregiativo "pacchiano", nel significato di eleganza vistosa ed eccessiva, tipica di chi si è arricchito all'improvviso. Ausonia, in posizione dominante sulla valle dell'Ausente conserva resti importanti del castello, la chiesa di San Michele, e fuori dell'abitato, il santuario di Santa Maria del Piano, costruito tra il XII e il XIV secolo: la cripta affrescata è del XII secolo. Si arriva a Minturno: fu fondata dai Romani dopo la distruzione di Minturnae, le cui rovine sono a 6 chilometri sulla destra del Garigliano. Da Minturno si raggiungono in cinque minuti Scauri e Marina di Minturno e, a 16 chilometri verso l'interno per Castelforte, le terme di Suio, polle di acqua da 25° a 60°C, ipertoniche e sulfuree, note fin dall'antichità.

Si prosegue verso Formia, già famoso luogo di villeggiatura in epoca romana. A cinque chilometri c'è il borgo di Marànola: all'associazione culturale La Zampogna si possono acquistare strumenti musicali, ciaramelle, zampogne, in canna. Da Simone Rocco bei bastoni, trottole e altri oggetti di legno. Da Formia a Gaeta che richiede una attenta visita per le sue bellezze artistiche e naturali, ma anche per le stradine del quartiere medievale con il profumo delle tielle di verdure, le olive preparate in modi. Il ristorante La Francese merita una sosta per assaggiare le sue famose tielle (tiella viene da teglia, focaccia di pasta di pane con dentro verdure, in particolare scarola, olive. E' una delle grandi capacità dei poveri fare con niente piatti memorabili. Si pensi all'acquacotta, alla zuppa di ceci e castagne…).

Si continua per Sperlonga, che si divide tra la bella spiaggia e, da un certo punto in poi, Sperlonga alta sul suo promontorio (55 metri sul livello del mare), bianca, ammaliante. E' affascinante camminare nel centro storico, soprattutto fuori stagione: vicoli, scalette, passaggi sotto le volte e ogni tanto, fra il bianco, il mare. Da Sperlonga a Itri, bella cittadina di impronta medievale con fortificazioni delle quali restano mura e torri, divisa in due dal torrente Pantone. Resta un importante centro per l'artigianato: l'ultima domenica di luglio si celebrano i mestieri della tradizione. Mostra-mercato dell'artigianato d'uso. Da Artigianstrame si possono acquistare cesti, stuoie, sedie. Benito Petrillo effettua lavori in legno e marmo; presso la Cooperativa Ermete si vende olio extra-vergine di oliva e c'è un panificio. Itri ha dato i natali a Michele Pezza, fra' Diavolo. Dodici chilometri a nord di Itri c'è il santuario della Madonna della Civita (873 metri sul livello del mare). Bella la vista dell'isola di Ponza, Palmarola è un po' coperta e Zannone, ancorché davanti, sembra attaccata. Si prosegue per Pico: bella rocca, ancora ben individuabile con i torrioni cilindrici, resa inespugnabile dalla sua posizione geografica, fu acquistata dai Farnese, per poi entrare a far parte del Regno delle Due Sicilie.


 

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