Itinerari

Marche: Jesi, Osimo e ancora mare, valli
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(Pronto Italia) - Da porto Recanati, sulla litoranea, al monte Conero, passando per Numana, porto piceno, siracusano, romano, saccheggiato dai saraceni, distrutto dai terremoti: è una cittadina turistica con tanto verde dove si produce il rosso Conero Doc un vino realizzato alla fattoria Le Terrazze e da Leopardi Dittajuti; ma anche da Alessandro Moroder, ad Ancona. Da Numana proseguiamo per Sirolo, un posto delizioso a 125 metri sul livello del mare, dall'evidente impianto medievale, con ancora qualche traccia delle mura, belle chiese, il baluardo del Torrino, il teatro Cortesi, dei primi di questo secolo.
Dopo Sirolo si va all'interno per Poggio, poi si devia per Portonovo, dove domina la bella torre Clementina, gioiello del Parco regionale del Monte Conero. La vegetazione, corbezzoli in particolare, e i calanchi, hanno soprattutto il merito di aver impedito la cementificazione di questo gioiello di monte (572 metri sul livello del mare), su spiagge note per essere regolarmente piatte. A Camerano - interessanti le grotte nel sottosuolo del borgo di Castelvecchio, con sale e passaggi scavati nel tufo. Si prosegue per Aspio Terme, bella in mezzo al particolare verde del Conero, e poi per Torrette d'Ancona dove opera Cosmi che produce il più straordinario fucile da caccia del mondo (mono-canna, basculante, semiautomatico).
Da qui a Jesi la bella città del vino nel cuore delle Marche. Nel 1999 è venuto un riconoscimento straordinario per il Verdicchio dei Castelli di Jesi: il White Wine Trophy, il più alto riconoscimento mondiale in campo enologico. Vincitore, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, Classico Superiore Balciana 1997, dell'azienda agricola Sartarelli. Nella storia degli Umbri ai Romani, Jesi fu sempre un centro di grande importanza. Qui, nel 1194, nacque il grande imperatore Federico II. Costanza D'Altavilla lo avrebbe dato alla luce sotto una tenda nello stesso luogo dove adesso è la piazza Federico II. Come diceva Leonardo da Vinci: "Gli uomini nati in terra di grandi vini, spesso, sono speciali". Il ristorante Le Copertelle si trova appunto sotto le copertelle, che sono una delle caratteristiche di questo bel paese: passaggi coperti lungo le mura cittadine. Cucina del territorio: strozzapreti con funghi, tagliatelle al tartufo, zuppa di porcini, farro con i cansigli (erbe di montagna). Tra le carni: piccioni, capretti, stufato di pecora (purtroppo è raro). Tra i dolci sapa e panna cotta o meglio la sola sapa, mosto molto concentrato da lunghe cotture. E poi vino di visciole, altro delizioso pezzo di antiquariato gastronomico.
Attraversando adesso il fiume Esino puntiamo su Cupramontana, dove si produce il Colonnarae poi su Cingoli, "balcone delle Marche" per gli splendidi panorami dal Conero ai Sibillini. Da Rubens, in contrada Rangore, lavorazioni in ferro battuto. Da Guido Bravi trovate la farina di grano e granoturco macinata come una volta (cioè senza riscaldarsi) in un molino dell'Ottocento. Da Cingoli, ma anche da San Severino Marche, si può raggiungere Treia, dove in località Passo Treia c'è una roverella di 6,5 metri di diametro e 24 di altezza. Le Grotte di Frasassi: bellissime, in un bellissimo luogo. Arrivando al piazzale di sosta si trova l'ingresso delle grotte, scavate e costruite nella roccia calcarea in centinaia di migliaia di anni dall'acqua del Sentino. Offagna, un borgo stretto sulla rocca eretto nel Quattrocento da Ancona per tenere a bada Osimo. Si può visitare la rocca, il Museo delle armi, il Museo di scienze naturali.
A Osimo, appoggiata sulla cima delle colline che separano le due valli dell'Aspio e del Musone. Da vedere il duomo, il battistero, i vari palazzi, le chiese e, in via Fonte Magna, le mura medievali, con i blocchi di tufo quadrati di epoca romana e la Fonte Magna. A Osimo c'è una straordinaria azienda agricola, quella di Carlo e Carla Latini, che produce una pasta artigianale di qualità assoluta, per produrla hanno ripreso la semina di uno splendido grano duro, varietà Senatore Cappelli, che per la difficoltà di raccolta ( è molto alto e perciò molto esposto al vento e ai temporali) era caduto in disuso. I Latini producono, tra l'altro, anche un riso eccezionale, varietà vialone nano.
Proseguendo per Castelfidardo, capitale della produzione delle fisarmoniche, per vedere il suo Museo della fisarmonica e poi Loreto, luogo di pellegrinaggio forse al pari con Lourdes, fino al 1297 luogo di culto, ampliato da papa Paolo II nel 1469 con le opere di Baccio Pontelli, Bramante, Sansovino, Giuliano da Sangallo, Antonio da Sangallo il Giovane e, successivamente, ampliato da Gregorio VIII e Sisto V. Recanati, la città di Giacomo Leopardi, il poeta dell' "Infinito" e "a Silvia" per arrivare a Portorecanati.
Dopo Sirolo si va all'interno per Poggio, poi si devia per Portonovo, dove domina la bella torre Clementina, gioiello del Parco regionale del Monte Conero. La vegetazione, corbezzoli in particolare, e i calanchi, hanno soprattutto il merito di aver impedito la cementificazione di questo gioiello di monte (572 metri sul livello del mare), su spiagge note per essere regolarmente piatte. A Camerano - interessanti le grotte nel sottosuolo del borgo di Castelvecchio, con sale e passaggi scavati nel tufo. Si prosegue per Aspio Terme, bella in mezzo al particolare verde del Conero, e poi per Torrette d'Ancona dove opera Cosmi che produce il più straordinario fucile da caccia del mondo (mono-canna, basculante, semiautomatico).
Da qui a Jesi la bella città del vino nel cuore delle Marche. Nel 1999 è venuto un riconoscimento straordinario per il Verdicchio dei Castelli di Jesi: il White Wine Trophy, il più alto riconoscimento mondiale in campo enologico. Vincitore, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, Classico Superiore Balciana 1997, dell'azienda agricola Sartarelli. Nella storia degli Umbri ai Romani, Jesi fu sempre un centro di grande importanza. Qui, nel 1194, nacque il grande imperatore Federico II. Costanza D'Altavilla lo avrebbe dato alla luce sotto una tenda nello stesso luogo dove adesso è la piazza Federico II. Come diceva Leonardo da Vinci: "Gli uomini nati in terra di grandi vini, spesso, sono speciali". Il ristorante Le Copertelle si trova appunto sotto le copertelle, che sono una delle caratteristiche di questo bel paese: passaggi coperti lungo le mura cittadine. Cucina del territorio: strozzapreti con funghi, tagliatelle al tartufo, zuppa di porcini, farro con i cansigli (erbe di montagna). Tra le carni: piccioni, capretti, stufato di pecora (purtroppo è raro). Tra i dolci sapa e panna cotta o meglio la sola sapa, mosto molto concentrato da lunghe cotture. E poi vino di visciole, altro delizioso pezzo di antiquariato gastronomico.
Attraversando adesso il fiume Esino puntiamo su Cupramontana, dove si produce il Colonnarae poi su Cingoli, "balcone delle Marche" per gli splendidi panorami dal Conero ai Sibillini. Da Rubens, in contrada Rangore, lavorazioni in ferro battuto. Da Guido Bravi trovate la farina di grano e granoturco macinata come una volta (cioè senza riscaldarsi) in un molino dell'Ottocento. Da Cingoli, ma anche da San Severino Marche, si può raggiungere Treia, dove in località Passo Treia c'è una roverella di 6,5 metri di diametro e 24 di altezza. Le Grotte di Frasassi: bellissime, in un bellissimo luogo. Arrivando al piazzale di sosta si trova l'ingresso delle grotte, scavate e costruite nella roccia calcarea in centinaia di migliaia di anni dall'acqua del Sentino. Offagna, un borgo stretto sulla rocca eretto nel Quattrocento da Ancona per tenere a bada Osimo. Si può visitare la rocca, il Museo delle armi, il Museo di scienze naturali.
A Osimo, appoggiata sulla cima delle colline che separano le due valli dell'Aspio e del Musone. Da vedere il duomo, il battistero, i vari palazzi, le chiese e, in via Fonte Magna, le mura medievali, con i blocchi di tufo quadrati di epoca romana e la Fonte Magna. A Osimo c'è una straordinaria azienda agricola, quella di Carlo e Carla Latini, che produce una pasta artigianale di qualità assoluta, per produrla hanno ripreso la semina di uno splendido grano duro, varietà Senatore Cappelli, che per la difficoltà di raccolta ( è molto alto e perciò molto esposto al vento e ai temporali) era caduto in disuso. I Latini producono, tra l'altro, anche un riso eccezionale, varietà vialone nano.
Proseguendo per Castelfidardo, capitale della produzione delle fisarmoniche, per vedere il suo Museo della fisarmonica e poi Loreto, luogo di pellegrinaggio forse al pari con Lourdes, fino al 1297 luogo di culto, ampliato da papa Paolo II nel 1469 con le opere di Baccio Pontelli, Bramante, Sansovino, Giuliano da Sangallo, Antonio da Sangallo il Giovane e, successivamente, ampliato da Gregorio VIII e Sisto V. Recanati, la città di Giacomo Leopardi, il poeta dell' "Infinito" e "a Silvia" per arrivare a Portorecanati.
 














