Itinerari


Nell'immagine il promontorio di Gabicce Monte

Marche: la provincia di Pesaro e Urbino




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(Pronto Italia) - Prendendo la strada per Gabicce Monte (il suo castello, sommato a quelli di Fiorenzuola, Focara, Trebbiantico, Candelara, Novilara, Falconara Alta, porta a 6 il numero dei castelli che sommati ai 12 a sud di Ancona portano a 18 i castelli marchigiani), fino a Castel di Mezzo si sale per Gradara, dove è possibile vedere il borgo in tutto il suo splendore, chiuso nelle sue mura turrite, dominato dalla possente rocca, chiusa da un'ulteriore cinta muraria verso il borgo. Da Gradara a Montecchio per Montelabbate, con i ruderi del castello. Tornando verso Monteciccardo e Mombaroccio, si arriva a Cartoceto, celebre già in epoche lontane (prima di Roma) per il suo olio extra-vergine di oliva. Splendido venire qui a dicembre, per l'olio nuovo. Insalate ben condite, bruschette, spiedini di tacchino e zucchine fritte come si deve, cioè in olio extra-vergine di oliva, piadine, frittate di erbe aromatiche, passatelli conditi con olio extra-vergine di oliva e parmigiano, gustose zuppe.

Prendendo la strada per Urbino puntiamo verso Sassocorvaro, con la splendida rocca ubaldinesca che ci prepara agli altri splendori di Carpegna e San Leo.

Passiamo da Macerata Feltria, Montecopiolo, valico della Serra (986 metri sul livello del mare) per arrivare a San Leo, alta sul suo sperone calcareo; anzi, non è uno sperone, è una rupe inespugnabile, da capogiro. Da vedere tutto il borgo e i suoi monumenti. Famoso il prosciutto di San Leo. Via Secchiamo si arriva a Talamello che con Sogliano al Rubicone (in provincia di Forlì) è uno dei centri dove nelle apposite fosse scavate nel tufo stagiona il formaggio di fossa, fatto con il latte di primavera e infossato a fine agosto. Le fosse si aprono a novembre, il giorno di Santa Caterina. Da Talamello ci dirigiamo verso Sant'Agata Feltria, raccolta attorno alla rocca Fregoso, di straordinario fascino, luogo della festa del tartufo bianco, da metà ottobre a metà novembre, passando per Novafeltria, importante centro del Montefeltro. Da Sant'Agata Feltria proseguiamo per Pennabilli (629 metri sul livello del mare), adagiata fra due spuntoni rocciosi; Roccione, un tempo Penna; e Rupe, un tempo Billi: dei due castelli rimane qualche rovina solo su Billi. Il Roccione ha grande fascino, con i suoi muri senza aperture, salvo tre, piccole. Da fare la passeggiata fino a Monte Canale, tra querce, coltivi, ginepri, aghifoglie.

Da Pennabilli a Carpegna, che conservò fino al 1819 (dal Medioevo) la sua autonomia dalla Chiesa: da vedere palazzo Carpegna, che nella seconda metà dei Seicento fu voluto per celebrare la famiglia che al luogo aveva dato il suo nome. Belle passeggiate in sentieri ben tracciati fino al Sasso Simone, con i resti di un'abbazia benedettina e di una fortezza medicea, voluta dai Medici nel Cinquecento. Montefeltro è incuneato tra Emilia Romagna e Toscana. Il territorio è parte del Parco regionale Monte Carpegna e del Sasso Simone. Per tornare verso Sassocorvaro si può passare per Piandimeleto: borgo medievale raccolto intorno al castello. Da qui si arriva a Lunano per scendere lungo il fiume Foglia, oppure si può passare per Ponte Cappuccini e Macerata Feltria. Da questo bel borgo medievale, in direzione opposta a Sassocorvaro, si può arrivare a Monte Cerignone: bel centro medievale a 528 metri sul livello del mare, seicento abitanti, una strada a spirale che sale alla rocca. E poi Montegrimano con le sue terme, Mercatino Conca, Sassofeltrio con le sue rocce da cui si gode un panorama che sapzia dall'Adriatico a San Marino, dal Carpegna a tutta la valle del fiume Conca.

Da Sassocorvaro, passando per Urbino, a Fossombrone, dove ci sono le gole del Furlo che si percorrono attraverso l'antica consolare aperta nel 77 dopo Cristo quando ancora il corso del Condigliano non era imbrigliato dalla diga. Qui c'è la chiesa di San Francesco al Furlo. Il 1° marzo si tiene la mostra del tartufo primaverile bianchetto. Attraversando le gole sulla consolare antica si arriva ad Acqualagna, paradiso del tartufo bianco. Arrivando a Cagli, della cui possente rocca rimane solo il torrione, testimonianza dell'antica grandezza e importanza strategica del luogo: da vedere il palazzo Comunale, il Museo archeologico e della via Flaminia. Da Cagli o da Pergola si arriva al monastero di Fonte Avellana, da vedere, come da vere è il tasso gigante (4,75 metri di diametro e 16 metri di altezza). Eccezionale perché il tasso cresce molto lentamente: ci sono voluti circa mille anni per raggiungere queste dimensioni. A Cantiano, sei chilometri da Cagli, c'è il Parco naturale del bosco di Tecchie. Si prosegue verso Mondolfo, con la doppia cinta muraria che racchiude il centro storico. E arriviamo a Fano, bel centro storico.


 

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