Itinerari

Marche: tra il Misa e il Metauro
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(Pronto Italia) - Senigallia, spiaggia di velluto e un passato che parte dal IV secolo avanti Cristo con i Galli Senoni. Da Senigallia, si arriva a Marotta, dove si punta direttamente a occidente, spalle al mare, verso San Lorenzo al Campo: da vedere la chiesa di San Lorenzo iniziata prima del Milla, le mura, palazzo della Rovere. Da visitare, a pochi chilometri sulla riva destra del fiume Cesano, Castelleone di Suasa con le rovine di Suasa, città fondata dai Galli Senoni, poi romana, distrutta dai Goti. In pochi minuti, con il Cesano alla nostra sinistra, in un'insolita pianura, alla confluenza del Cinisco nel Cesano, arriviamo a Pergola dove è possibile acquistare il tradizionale vino di visciole, il fragolino, il miele e vino vitigno autoctono Vernaculo. Continuando l'avvicinamento verso i monti a sud-ovest, arriviamo a Sassoferrato: da visitare, in particolare, la parte alta, il castello medievale, dominato dai resti della rocca. Da vedere palazzo Montanari, che ospita il Museo delle tradizioni popolari; palazzo Oliva con la biblioteca comunale e palazzo dei Priori, con il Museo civico.
Da Sassoferrato si prosegue per Fabriano: città bellissima, nata con le attività produttive, con il ferro - sullo stemma della città un fabbro - pelli, carta, commerci, non basata soltanto sul dominio del territorio. Basterebbe la piazza triangolare del comune per giustificare il viaggio da qualsiasi posto. Da visitare anche gli artigiani che producono il salame di Fabriano, il ferro battuto, le pelli, la carta fatta a mano e la filigrana: è una straordinaria emozione vedere formarsi la carta sulla reticella fermata dal telaio, con sopra il disegno, fatto con filo metallico che dà la filigrana. Presso il Museo della carta si può acquistare carta e filigrana fatte a mano da Luigi Mecella. Al ristorante La Pergola dell'hotel Janus si può assaggiare la cucina tradizionale: tomini del maceratese con olio extra-vergine di oliva e peproncini farciti; passatelli al tartufo nero di Norcia, filetti di stoccafisso con ceci e spinaci; ottime carni, tra le quali gli agnelli fabrianesi; poi piccione in fricassea.
Da Fabriano a Matelica, sulla 256. Cittadina dalla storia antica e da visitare con attenzione, sorge alla confluenza del Braccano con l'Esino. A Matelica, che conta 10.000 abitanti, è da visitare il teatro Piermarini. E' la terra del Verdicchio di Matelica, Doc dal 1967. La valle, quasi parallela e non perpendicolare al mare come le altre vallate marchigiane, ha microclimi… Sempre a Matelica, da Artelaio, si effettua la lavorazione artigianale di tessuti. A quattro chilometri, in località Terricoli, c'è il Salumificio Montano, salumi tipici. A sei chilometri da Matelica incontriamo Esanatoglia, piccolo borgo di origine medievale all'inizio della valle San Pietro, alle sorgenti dell'Esino, con artigiani del ferro battuto, delle pelli, del rame. Da qui si torna a Fabriano puntando su Arcevia, borgo di impanto medievale, baluardo inespugnabile di ieri, piacevole luogo di villeggiatura di oggi, a 535 metri sul livello del mare, difeso da mura e con quattro porte di accesso, bellissima porta Santa Lucia, del Quattrocento. Da vedere la collegiata di San Medardo, ricostruita nel XVII secolo.
A Searra de' Conti è ben conservata la cinta muraria medievale, certo inferiore alle mura che cingono Corinaldo, ma di sicuro la meglio conservata della regione. Entro questa poderosa cinta difensiva, con torri pregevoli e porte, una serie di vie rettilinee salgono a il Terreno, dove c'è l'attuale centro abitato. Da Corinaldo puntiamo su Pianello, Ostra e Belvedere Ostrense dove Luciano Landi produce Verdicchio dei Castelli di Jesi doc e Lacrima di Morro d'Alba doc. Arrivando a Morro d'Alba si può vedere il Museo della cultura mezzadrile. La mezzadria ha una fondamentale importanza nella storia di questa regione: il paesaggio, nelle zone agricole, è ancora quello creato dalla mezzadria; lo sviluppo industriale diffuso deve molto alla diffusa cultura mezzadrile. Da qui è possibile arrivare su Monte San Vito e Chiaravalle, per visitare l'abbazia di Santa Maria in Castagnola.
Da Sassoferrato si prosegue per Fabriano: città bellissima, nata con le attività produttive, con il ferro - sullo stemma della città un fabbro - pelli, carta, commerci, non basata soltanto sul dominio del territorio. Basterebbe la piazza triangolare del comune per giustificare il viaggio da qualsiasi posto. Da visitare anche gli artigiani che producono il salame di Fabriano, il ferro battuto, le pelli, la carta fatta a mano e la filigrana: è una straordinaria emozione vedere formarsi la carta sulla reticella fermata dal telaio, con sopra il disegno, fatto con filo metallico che dà la filigrana. Presso il Museo della carta si può acquistare carta e filigrana fatte a mano da Luigi Mecella. Al ristorante La Pergola dell'hotel Janus si può assaggiare la cucina tradizionale: tomini del maceratese con olio extra-vergine di oliva e peproncini farciti; passatelli al tartufo nero di Norcia, filetti di stoccafisso con ceci e spinaci; ottime carni, tra le quali gli agnelli fabrianesi; poi piccione in fricassea.
Da Fabriano a Matelica, sulla 256. Cittadina dalla storia antica e da visitare con attenzione, sorge alla confluenza del Braccano con l'Esino. A Matelica, che conta 10.000 abitanti, è da visitare il teatro Piermarini. E' la terra del Verdicchio di Matelica, Doc dal 1967. La valle, quasi parallela e non perpendicolare al mare come le altre vallate marchigiane, ha microclimi… Sempre a Matelica, da Artelaio, si effettua la lavorazione artigianale di tessuti. A quattro chilometri, in località Terricoli, c'è il Salumificio Montano, salumi tipici. A sei chilometri da Matelica incontriamo Esanatoglia, piccolo borgo di origine medievale all'inizio della valle San Pietro, alle sorgenti dell'Esino, con artigiani del ferro battuto, delle pelli, del rame. Da qui si torna a Fabriano puntando su Arcevia, borgo di impanto medievale, baluardo inespugnabile di ieri, piacevole luogo di villeggiatura di oggi, a 535 metri sul livello del mare, difeso da mura e con quattro porte di accesso, bellissima porta Santa Lucia, del Quattrocento. Da vedere la collegiata di San Medardo, ricostruita nel XVII secolo.
A Searra de' Conti è ben conservata la cinta muraria medievale, certo inferiore alle mura che cingono Corinaldo, ma di sicuro la meglio conservata della regione. Entro questa poderosa cinta difensiva, con torri pregevoli e porte, una serie di vie rettilinee salgono a il Terreno, dove c'è l'attuale centro abitato. Da Corinaldo puntiamo su Pianello, Ostra e Belvedere Ostrense dove Luciano Landi produce Verdicchio dei Castelli di Jesi doc e Lacrima di Morro d'Alba doc. Arrivando a Morro d'Alba si può vedere il Museo della cultura mezzadrile. La mezzadria ha una fondamentale importanza nella storia di questa regione: il paesaggio, nelle zone agricole, è ancora quello creato dalla mezzadria; lo sviluppo industriale diffuso deve molto alla diffusa cultura mezzadrile. Da qui è possibile arrivare su Monte San Vito e Chiaravalle, per visitare l'abbazia di Santa Maria in Castagnola.
 














