Itinerari

Marche: Camerino, Tolentino, il mare, le valli...
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(Pronto Italia) - Da Cupra Marittima (da visitare la vetreria La Nova, vetri d'arte), a Massignano e Montefiore dell'Aso, dove si può visitare la Sala De Carolis e la Sala Domenico Cantatore. In contrada Menocchia c'è La Campana, che vende oggetti artigianali e prodotti gastronomici tipici.
Si prosegue per Monterubbiano e Moresco: il primo ha belle chiese; il secondo è un borgo da fiaba, raccolto nelle sue mura con due belle torri e un affresco di Vincenzo Pagani sotto i portici. A Monterubbiano, Eliseo Roberti lavora il rame. A seguire Petritoli, Monte Gilberto, Grottazzolina e Montegiorgio (410 metri sul livello del mare), dalla non comune pianta triangolare, di stampo medievale; da vedere la chiesa di San Francesco, esterno romanico-gotico, con un bel portale e, dentro, tra i rifacimenti di gusto neoclassico, la cappella Farfense con affreschi d'epoca gotica. Sulla strada che ci porta a Servigliano, in località di Falerone, ecco le rovine della città romana di Faleria: percorrendo una strada sterrata s'incontra il teatro. All'osteria Le Cornacchie di Petritoli, situata nel centro di questo paese medievale, con lunghi tavoli e panche, albergano i sapori della tradizione: salumi artigianali marchigiani, trippa, zampetti di maiale, interiora d'agnello da mangiare con serena beatitudine, sicuri che sono animali da pascolo locali, pasta fresca di casa con sugo d'anatra, di carne, ravioloni di ricotta. A un passo dall'osteria c'è la macelleria Cocciò con i salumi tradizionali. A circa quattro chilometri, a Monte Vidon Combatte, la macelleria Passamonti vende salumi di produzione propria, comprese le salamelle di fegato.
Servigliano borgo settecentesco. Il vecchio paese fu inghiottito da una frana nel 1770 e successivamente ricostruito. Da Servigliano si può deviare per poi tornare sulla 210 a Monte Rinaldo, nel cui comprensorio si produce il pecorino di Monte Rinaldo. Seguendo il fiume Tenna deviamo sulla destra per raggiungere Monte San Martino. Alta su un colle (600 metri sul livello del mare) e dominante la valle del Tenna, ha conservato gran parte delle mura con relative torri (si dice che fu fondata nel IX secolo). Da vedere le chiese di San Martino e Santa Maria del Pozzo e, fuori del paese, sotto una roccia, Santa Maria delle Grazie. Sarnano: da visitare il borgo antico aggrappato a un ripido colle, ripido come tutti i colli marchigiani, con impianto tipicamente medievale. Si arriva in una piccola piazza dove di solito regna una quiete irreale e piacevole. Chiesa duecentesca di Santa Maria Assunta, con campanile del Trecento. Da vedere anche la pinacoteca civica, aperta in estate. A questo punto possiamo percorrere una strada non facile ma con panorami unici: la strada per Sassotetto (1624 metri), quella diretta agli impianti di risalita, che è bella sempre.
Passando per Bolognola scendiamo a Fiastra, dove c'è il lago, fino a Ussita da qui a Visso (607 metri sul livello del mare), bellissima la piazza dei Martiri Vissani. Qui da aprile a luglio si produce il "pecorino" dei Sibillini e si può stagionare oltre due anni. Viene ottenuto da latte crudo con caglio naturale. Ottimi salumi alla macelleria di Angelo Calabrò e alla Vissana Salumi. A pochi chilometri da Visso c'è il santuario della Madonna di Macereto, della prima metà del Cinquecento, e il palazzo delle Guaite, della seconda metà del Cinquecento. Bella vista sui Sibillini: il santuario di Monte Bove è a 998 metri sul livello del mare. Da visitare il fiume Nera: sì, siamo nelle Marche, ma oltre il crinale: il Nera porta le sue acque al Tevere e poi al Tirreno. Da Visso a Muccia. Lasciando Muccia si sale a Camerino, dopo Polverina, avendo sulla destra (in località Sfercia), la bella rocca dei Da Varano svettante in cielo.
A Camerino il belvedere della rocca voluta da Cesare Borgia all'inizio del Cinquecento da cui, in ogni stagione, si godono panorami da sogno sui Sibillini. Camerino ricorda il suo impianto medievale, alto sul crinale tra il Potenza e il Chienti, e manifesta, nelle sue piazze, palazzi e chiese, la potenza della capitale del ducato guidato per tre secoli dai Da Varano. Camerino è una delle più antiche sedi universitarie. Venendo da Camerino attraverso Castelraimondo, abbiamo lasciato sulla destra la rocca d'Ajello e puntiamo su San Severino Marche. Sorprendente cittadina, con una piazza enorme, ellittica, porticata che si chiama piazza del Popolo; con il cinquecentesco palazzo dei Governatori; con importanti costruzioni settecentesche: il palazzo Comunale, il palazzo Servanzi Collio, la chiesa di San Giuseppe, il teatro Feronia del 1827. La parte più antica, quella medievale, è più in alto e ha come il centro il duomo vecchio di epoca romanica.
Lasciando San Severino Marche per recarci a Tolentino e poi a Serrapetrona, per comprare la Vernaccia di Serrapetrona Doc: la terza Vernaccia doc dopo quella toscana e sarda. Ma questa ha un colore rubino, con riflessi viola. A Tolentino l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra (centro della Riserva naturale omonima, di 1800 ettari, istituita nel 1984) e il castello della Rancia. Tolentino offre molte opportunità di acquisti per arredamento, pelli, o per l'abbigliamento.
Scendendo verso Civitanova Marche c'è la chiesa di San Claudio al Chienti, di epoca romanica, cui si accede da un viale con cipressi; il paese di Corridonia e, da non perdere, la chiesa di Santa Maria a Piè di Chienti del IX secolo. Poi per Morrovalle, Montecosaro, e Civitanova Alta: le mura del Trecento, in parte conservate, del primo; le belle torri trecentesche del secondo, e le mura del Quattrocento ben conservate del terzo, ma soprattutto l'atmosfera di questi come degli altri centri marchigiani, è qualcosa che non è facile definire, ma che certamente è piacevole e benefica. A Civitanova Marche, sul mare: pesca, industria delle calzature e altro, commerci, vacanze hanno fatto crescere questa città (già porto di Civitanova Alta) fino a poco meno di quarantamila abitanti. A dieci chilometri si può visitare, a Casette d'Este, lo spaccio delle calzature con i marchi di Diego della Valle.
Si prosegue poi per Porto San Giorgio e Fermo, con i suoi musei, chiese, terme, il Teatro dell'Aquila con la stagione lirica e teatrale, il mercatino dell'artigianato ogni giovedì di luglio e di agosto. Comunque almeno in piazza del Popolo è obbligatorio vederla. Molto piacevole è il ristorante Il Galeone, in località Torre di Palme, in un borgo medievale di magica bellezza. Nei giorni feriali la prenotazione, sempre opportuna, è indispensabile. Bellissima vista sul mare fino al Conero.
Si prosegue per Monterubbiano e Moresco: il primo ha belle chiese; il secondo è un borgo da fiaba, raccolto nelle sue mura con due belle torri e un affresco di Vincenzo Pagani sotto i portici. A Monterubbiano, Eliseo Roberti lavora il rame. A seguire Petritoli, Monte Gilberto, Grottazzolina e Montegiorgio (410 metri sul livello del mare), dalla non comune pianta triangolare, di stampo medievale; da vedere la chiesa di San Francesco, esterno romanico-gotico, con un bel portale e, dentro, tra i rifacimenti di gusto neoclassico, la cappella Farfense con affreschi d'epoca gotica. Sulla strada che ci porta a Servigliano, in località di Falerone, ecco le rovine della città romana di Faleria: percorrendo una strada sterrata s'incontra il teatro. All'osteria Le Cornacchie di Petritoli, situata nel centro di questo paese medievale, con lunghi tavoli e panche, albergano i sapori della tradizione: salumi artigianali marchigiani, trippa, zampetti di maiale, interiora d'agnello da mangiare con serena beatitudine, sicuri che sono animali da pascolo locali, pasta fresca di casa con sugo d'anatra, di carne, ravioloni di ricotta. A un passo dall'osteria c'è la macelleria Cocciò con i salumi tradizionali. A circa quattro chilometri, a Monte Vidon Combatte, la macelleria Passamonti vende salumi di produzione propria, comprese le salamelle di fegato.
Servigliano borgo settecentesco. Il vecchio paese fu inghiottito da una frana nel 1770 e successivamente ricostruito. Da Servigliano si può deviare per poi tornare sulla 210 a Monte Rinaldo, nel cui comprensorio si produce il pecorino di Monte Rinaldo. Seguendo il fiume Tenna deviamo sulla destra per raggiungere Monte San Martino. Alta su un colle (600 metri sul livello del mare) e dominante la valle del Tenna, ha conservato gran parte delle mura con relative torri (si dice che fu fondata nel IX secolo). Da vedere le chiese di San Martino e Santa Maria del Pozzo e, fuori del paese, sotto una roccia, Santa Maria delle Grazie. Sarnano: da visitare il borgo antico aggrappato a un ripido colle, ripido come tutti i colli marchigiani, con impianto tipicamente medievale. Si arriva in una piccola piazza dove di solito regna una quiete irreale e piacevole. Chiesa duecentesca di Santa Maria Assunta, con campanile del Trecento. Da vedere anche la pinacoteca civica, aperta in estate. A questo punto possiamo percorrere una strada non facile ma con panorami unici: la strada per Sassotetto (1624 metri), quella diretta agli impianti di risalita, che è bella sempre.
Passando per Bolognola scendiamo a Fiastra, dove c'è il lago, fino a Ussita da qui a Visso (607 metri sul livello del mare), bellissima la piazza dei Martiri Vissani. Qui da aprile a luglio si produce il "pecorino" dei Sibillini e si può stagionare oltre due anni. Viene ottenuto da latte crudo con caglio naturale. Ottimi salumi alla macelleria di Angelo Calabrò e alla Vissana Salumi. A pochi chilometri da Visso c'è il santuario della Madonna di Macereto, della prima metà del Cinquecento, e il palazzo delle Guaite, della seconda metà del Cinquecento. Bella vista sui Sibillini: il santuario di Monte Bove è a 998 metri sul livello del mare. Da visitare il fiume Nera: sì, siamo nelle Marche, ma oltre il crinale: il Nera porta le sue acque al Tevere e poi al Tirreno. Da Visso a Muccia. Lasciando Muccia si sale a Camerino, dopo Polverina, avendo sulla destra (in località Sfercia), la bella rocca dei Da Varano svettante in cielo.
A Camerino il belvedere della rocca voluta da Cesare Borgia all'inizio del Cinquecento da cui, in ogni stagione, si godono panorami da sogno sui Sibillini. Camerino ricorda il suo impianto medievale, alto sul crinale tra il Potenza e il Chienti, e manifesta, nelle sue piazze, palazzi e chiese, la potenza della capitale del ducato guidato per tre secoli dai Da Varano. Camerino è una delle più antiche sedi universitarie. Venendo da Camerino attraverso Castelraimondo, abbiamo lasciato sulla destra la rocca d'Ajello e puntiamo su San Severino Marche. Sorprendente cittadina, con una piazza enorme, ellittica, porticata che si chiama piazza del Popolo; con il cinquecentesco palazzo dei Governatori; con importanti costruzioni settecentesche: il palazzo Comunale, il palazzo Servanzi Collio, la chiesa di San Giuseppe, il teatro Feronia del 1827. La parte più antica, quella medievale, è più in alto e ha come il centro il duomo vecchio di epoca romanica.
Lasciando San Severino Marche per recarci a Tolentino e poi a Serrapetrona, per comprare la Vernaccia di Serrapetrona Doc: la terza Vernaccia doc dopo quella toscana e sarda. Ma questa ha un colore rubino, con riflessi viola. A Tolentino l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra (centro della Riserva naturale omonima, di 1800 ettari, istituita nel 1984) e il castello della Rancia. Tolentino offre molte opportunità di acquisti per arredamento, pelli, o per l'abbigliamento.
Scendendo verso Civitanova Marche c'è la chiesa di San Claudio al Chienti, di epoca romanica, cui si accede da un viale con cipressi; il paese di Corridonia e, da non perdere, la chiesa di Santa Maria a Piè di Chienti del IX secolo. Poi per Morrovalle, Montecosaro, e Civitanova Alta: le mura del Trecento, in parte conservate, del primo; le belle torri trecentesche del secondo, e le mura del Quattrocento ben conservate del terzo, ma soprattutto l'atmosfera di questi come degli altri centri marchigiani, è qualcosa che non è facile definire, ma che certamente è piacevole e benefica. A Civitanova Marche, sul mare: pesca, industria delle calzature e altro, commerci, vacanze hanno fatto crescere questa città (già porto di Civitanova Alta) fino a poco meno di quarantamila abitanti. A dieci chilometri si può visitare, a Casette d'Este, lo spaccio delle calzature con i marchi di Diego della Valle.
Si prosegue poi per Porto San Giorgio e Fermo, con i suoi musei, chiese, terme, il Teatro dell'Aquila con la stagione lirica e teatrale, il mercatino dell'artigianato ogni giovedì di luglio e di agosto. Comunque almeno in piazza del Popolo è obbligatorio vederla. Molto piacevole è il ristorante Il Galeone, in località Torre di Palme, in un borgo medievale di magica bellezza. Nei giorni feriali la prenotazione, sempre opportuna, è indispensabile. Bellissima vista sul mare fino al Conero.
 














