Itinerari

Puglia: il territorio di Taranto
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(Pronto Italia) - Usciamo ancora una volta a fine tronco della A14 a Massafra, questa volta per fermarci. Massafra (100 metri sul livello del mare), dominata dal castello, è costruita sulle due sponde della gravina di San Marco, che divide una bella collina di olivi: la gravina è una gola scavata nel calcare da un torrente, a volte molto profonda, con pareti che spesso sono costellate di grotte (laure), più o meno nascoste dalla vegetazione: nel caso della gravina di San Marco la vegetazione è costituita da fichi d’India (per visitarla, rivolgersi alla cooperativa Nuova Hellas). Le due parti del paese, Terra e Borgo Santa Caterina, sono unite da due viadotti e sono molto diverse. Per quanto Terra è percorsa da strade e stradine che ignorano la retta, Santa Caterina mostra nella parte nuova la pianta a scacchiera di molte città e cittadine pugliesi. Potrete ammirare le laure, abitazioni fino al tardo medioevo, l’esterno della chiesa-cripta di San Marco, altre chiese-cripta affrescate; da vedere anche il settecentesco santuario della Madonna della Scala, a un chilometro dall’abitato.
Si prosegue sulla SS 7 e subito dopo sulla 100 per Mottola (387 metri sul livello del mare), costruita sull’ultimo gradone delle Murge che degradano velocemente verso il Golfo di Taranto. Da vedere la cattedrale (XII-XVI secolo) e gli interessanti dintorni: la cappella di San Nicola interamente affrescata, la cripta di Santa Margherita ugualmente affrescata, la cripta di Sant’Angelo su due piani (per la visita rivolgersi al municipio). Tra Massafra e Mottola, dopo aver lasciato la SS 7, si incontra la gravina di Petruscio, con un villaggio rupestre costruito tra il V e il XV secolo. Da Mottola si va verso occidente e, appena si incrocia una strada, si punta a sud verso Palagianello. Da vedere il castello. Quindi ci dirigiamo verso Castellaneta. Siamo nelle Murge, sul limite di una gravina scavata da un torrente che sfocia nel Golfo di Taranto. Da vedere la cattedrale e le numerose chiese-cripta nella gravina, alcune con affreschi molto malandati. Un posto delizioso è la pineta sopra la gravina. E’ impossibile non accorgersi che Rodolfo Valentino è nato qui: gli hanno dedicato un museo e un monumento (l’attore è vestito da sceicco) e anche una passeggiata cittadina.
Proseguendo sulla 7 incontriamo Laterza: la parte vecchia, come al solito, è sul bordo della gravina, di straordinario interesse per le abitazioni, le chiese, e, soprattutto, per il santuario della Mater Domini che per cripta ha una chiesa rupestre affrescata. A Laterza si lascia la 7 e si prende la 580 per Ginosa (240 metri sul livello del mare); come è facile intuire arrivando qui, l’olivicoltura è al più importante attività agricola. Il colle su cui sorge Ginosa è praticamente una penisola: per tre parti sprofonda in una gravina, sulla cui parte alta troviamo le solite (per questi luoghi, e comunque lo dico con emozione e interesse) chiese e abitazioni rupestri. Per le visite guidate rivolgersi al municipio.
Sempre sulla 580 scendiamo al mare a Marina di Ginosa: la spiaggia è bellissima, e si mantiene tale anche a Riva dei Tessali, praticamente fino a Lido azzurro. Belle pinete, un mare molto invitante. Arriviamo a Taranto con la 106 e ne usciamo con la 7, SS Appia, al bivio di Grottaglie, imbocchiamo la breve deviazione e siamo nel paese della ceramica, testimoniata dai cumuli di vasi e giare che si vedono dalla strada ai tetti.
Da Grottaglie a San Marzano di San Giuseppe, a Sava sulla 7/ter e poi via verso Manduria (79 metri sul livello del mare). Costruita su un gradino delle Murge tarantine, con belle architetture a cominciare dal duomo romanico-medievale-rinascimentale, palazzo Imperiali del Settecento, la biblioteca comunale con una collezione di ceramiche provenienti dalle necropoli dei dintorni. A nord-est dell’abitato è da vedere anche la triplice cinta delle mura messapiche, erette a scopo di protezione tra il III, IV e V secolo avanti Cristo. Da vedere anche Fonte Pliniano: una grotta e una fonte con acqua a livello costante, ricordata da Plinio il Vecchio. Siamo a poco più di dieci chilometri dal mare, sulle Murge tarantine che stanno per lasciare il posto al Tavoliere di Lecce. Agricoltura intensiva: olio. Vite, frutteti, seminativi.
Con la 174 arriviamo ad Avetrana. Qui troviamo l’azienda agrituristica Bosco di Mudonato, 40 ettari con piscina in un bel bosco di querce a otto chilometri dal mare. Vino, olio, formaggio, ricotta. Da Avetrana a Maruggio e Torricella, dove c’è l’azienda agrituristica Antica Masseria Jorchè: a cinque chilometri dal mare, in una casa seicentesca, olio, vino, escursioni con guide. Riprendiamo per Lizzano, Pulsano, San Giorgio Jonico, Taranto, Massafra e ancora la A14.
Si prosegue sulla SS 7 e subito dopo sulla 100 per Mottola (387 metri sul livello del mare), costruita sull’ultimo gradone delle Murge che degradano velocemente verso il Golfo di Taranto. Da vedere la cattedrale (XII-XVI secolo) e gli interessanti dintorni: la cappella di San Nicola interamente affrescata, la cripta di Santa Margherita ugualmente affrescata, la cripta di Sant’Angelo su due piani (per la visita rivolgersi al municipio). Tra Massafra e Mottola, dopo aver lasciato la SS 7, si incontra la gravina di Petruscio, con un villaggio rupestre costruito tra il V e il XV secolo. Da Mottola si va verso occidente e, appena si incrocia una strada, si punta a sud verso Palagianello. Da vedere il castello. Quindi ci dirigiamo verso Castellaneta. Siamo nelle Murge, sul limite di una gravina scavata da un torrente che sfocia nel Golfo di Taranto. Da vedere la cattedrale e le numerose chiese-cripta nella gravina, alcune con affreschi molto malandati. Un posto delizioso è la pineta sopra la gravina. E’ impossibile non accorgersi che Rodolfo Valentino è nato qui: gli hanno dedicato un museo e un monumento (l’attore è vestito da sceicco) e anche una passeggiata cittadina.
Proseguendo sulla 7 incontriamo Laterza: la parte vecchia, come al solito, è sul bordo della gravina, di straordinario interesse per le abitazioni, le chiese, e, soprattutto, per il santuario della Mater Domini che per cripta ha una chiesa rupestre affrescata. A Laterza si lascia la 7 e si prende la 580 per Ginosa (240 metri sul livello del mare); come è facile intuire arrivando qui, l’olivicoltura è al più importante attività agricola. Il colle su cui sorge Ginosa è praticamente una penisola: per tre parti sprofonda in una gravina, sulla cui parte alta troviamo le solite (per questi luoghi, e comunque lo dico con emozione e interesse) chiese e abitazioni rupestri. Per le visite guidate rivolgersi al municipio.
Sempre sulla 580 scendiamo al mare a Marina di Ginosa: la spiaggia è bellissima, e si mantiene tale anche a Riva dei Tessali, praticamente fino a Lido azzurro. Belle pinete, un mare molto invitante. Arriviamo a Taranto con la 106 e ne usciamo con la 7, SS Appia, al bivio di Grottaglie, imbocchiamo la breve deviazione e siamo nel paese della ceramica, testimoniata dai cumuli di vasi e giare che si vedono dalla strada ai tetti.
Da Grottaglie a San Marzano di San Giuseppe, a Sava sulla 7/ter e poi via verso Manduria (79 metri sul livello del mare). Costruita su un gradino delle Murge tarantine, con belle architetture a cominciare dal duomo romanico-medievale-rinascimentale, palazzo Imperiali del Settecento, la biblioteca comunale con una collezione di ceramiche provenienti dalle necropoli dei dintorni. A nord-est dell’abitato è da vedere anche la triplice cinta delle mura messapiche, erette a scopo di protezione tra il III, IV e V secolo avanti Cristo. Da vedere anche Fonte Pliniano: una grotta e una fonte con acqua a livello costante, ricordata da Plinio il Vecchio. Siamo a poco più di dieci chilometri dal mare, sulle Murge tarantine che stanno per lasciare il posto al Tavoliere di Lecce. Agricoltura intensiva: olio. Vite, frutteti, seminativi.
Con la 174 arriviamo ad Avetrana. Qui troviamo l’azienda agrituristica Bosco di Mudonato, 40 ettari con piscina in un bel bosco di querce a otto chilometri dal mare. Vino, olio, formaggio, ricotta. Da Avetrana a Maruggio e Torricella, dove c’è l’azienda agrituristica Antica Masseria Jorchè: a cinque chilometri dal mare, in una casa seicentesca, olio, vino, escursioni con guide. Riprendiamo per Lizzano, Pulsano, San Giorgio Jonico, Taranto, Massafra e ancora la A14.
 














