Itinerari


Nell'immagine il parco nazionale del Gargano

Puglia: il Gargano e il Tavoliere




ascolta la notiziaascolta la notizia

(Pronto Italia) - Usciamo dalla A14 o dalla A16 nel punto in cui si uniscono, a Canosa di Puglia. Imbocchiamo la 98 e subito siamo a Cerignola (120 metri sul livello del mare). E’ la parte meridionale del Tavoliere delle Puglie, già fondo marino, oggi la più grande pianura del Mezzogiorno, con produzioni agricole eccellenti: grani duri, vigneti, frutteti, foraggi, oliveti (famose le grandi olive di Cerignola). Da vedere, nel duomo, la tavola duecentesca della Madonna di Ripalta, che viene conservata qui per sei mesi e per sei mesi nel Santuario della Madonna di Ripalta, costruito sul luogo del ritrovamento. Di grande interesse il Museo del grano e, vicino, il Piano delle Fosse con i circa seicento vani scavati nelle rocce, dove viene stivato il grano. Il calcare chiaro è una delle costanti del luogo, è la base dell’humus, è il materiale da costruzione. Quando si scavano fossi, pozzi o fondamenta sulle rive dei corsi d’acqua, subito appare il bianco del calcare. Il calcare chiaro è una delle costanti del luogo, è la base dell’humus, è il materiale da costruzione. Quando si scavano fossi, pozzi o fondamenta sulle rive dei corsi d’acqua, subito appare il bianco del calcare.

Si lascia Cerignola sulla 16 e a Passo d’Orta si devia per Orta Nova sulla 161, Ordona con gli scavi di Herdoniae, città di origine dauna (III secolo avanti Cristo), poi romana. Continuiamo sulla 161 per Castelluccio dei Sauri e Bovino, dove giungiamo dopo la deviazione a sinistra girando dalla 161. Bovino è a 620 metri d’altezza su un contrafforte del torrente Cervaro. Già sede vescovile, è da visitare per il duomo e il palazzo Ducale, è luogo di villeggiatura. Da Orsara puntiamo verso il mare per Troia, in modo da fare una serie di saliscendi per il Tavoliere e apprezzarne meglio la straordinaria bellezza, gli olivi, i vigneti, i frutteti, il grano, i colori, le lievi ondulazioni, i torrenti. Troia, 7800 abitanti, è distesa sul crinale di un colle nell’Appennino Dauno, a 439 metri di altezza, a difesa del lato occidentale del Tavoliere. Per questa sua posizione fu importante dal tempo di Roma in poi. Ha goduto privilegi importanti, riconosciuti alla città del Papa per essersi schierata contro Federico II. La cattedrale (1093 – 1169) è bella persino rispetto alle altre della Puglia, che di cattedrali fantastiche ne ha una quantità. Da vedere, come da vedere è San Basilio (XI secolo), testimonianza, come dice il nome, del culto greco.

Sulla 160 si scende per Lucera, tra olivi e vigneti che danno la famosa uva di Troia (varietà sumarello). Lucera è da vedere con calma e con la guida: il duomo, San Francesco, il castello, il Museo civico, l’anfiteatro romano. A Lucera incontriamo la prima DOC pugliese, il Cacc’e Mmitte di Lucera. Per dirla in modo semplice, la Puglia ha ancora molta strada da fare per produrre vini di alta qualità, quali la sua terra potrebbe produrre. Certamente ci sono alcuni produttori che hanno scelto la qualità (già da molto tempo), ma sono troppo pochi. Di più, le 25 DOC riconosciute al 24 aprile 1997 riguardano meno del 2% del vino prodotto in questa Regione. Lo stesso discorso si può fare per l’olio extra-vergine di oliva, dove sono ancora in pochi ad aver scelto la difficile via della qualità. Speriamo che tutti si diano da fare e facciano in tempo; la quantità, nel caso del vino come dell’olio, è al capolinea: con la nostra struttura dei costi, le dimensioni della proprietà, la natura dei terreni, il clima, l’unica alternativa è la qualità. Cacc’e Mmitte di Lucera Doc: il disciplinare approvato il 29 marzo 1976 prevede che il vitigno prevalente sia l’uva di Troia 35-60%, poi Montepulciano, Malvasia nera di Brindisi, sangiovese, da soli o insieme fino a un massimo del 35%, Trebbiano, Bombino bianco, malvasia del Chianti dal 15 al 30 %. I comuni interessati sono Lucera, Troia e Biccari, tutti e tre in provincia di Foggia. Il Cacc’e Mmitte di Lucera DOC ha una gradazione di 11,5 gradi, colore rosso rubino, profumi caratteristici fini, acidità totale minima del 4,5 per mille.

Sempre sulla 160, attraversando campagne luminose, con orizzonti infiniti, arriviamo a San Severo (86 metri sul livello del mare). Siamo al confine settentrionale del Tavoliere, tra il fiume Fortore e il Gargano. Da visitare con calma. A pochi chilometri c’è Torremaggiore, con il castello ducale del Cinquecento, quadrangolare con torri cilindriche, che ospita il Museo archeologico. Il vino San Severo DOC prevede un bianco, un rosato, un rosso. I comuni previsti sono San Severo, Torremaggiore, San Paolo Civitate e i territori dei comuni di Apricena, Lucerna, Poggio Imperiale e Lesina. Il bianco è un uvaggio di Bombino bianco e Trebbiano toscano, in percentuale 40-60%, con aggiunta di Malvasia del Chianti e Verdeca fino al 20%. Il rosso e il rosato sono ottenuti da Montepulciano 70-100% e Sangiovese. Seguendo la 89 puntiamo su Apricena e Lesina, costeggiamo il lago di Lesina, un incanto, e rientriamo su Sannicandro Garganico, dove si producono mozzarelline e ricotte. Puntiamo ora su Torre Mileto e prendiamo la strada che scorre in un paesaggio irreale tra il mare e il lago di Varano: quando questa strada, dopo Torre Varano, arriva alla 89, giriamo a sinistra per Rodi Garganico, Peschici, in parte ancora chiusa dalle mura nel suo promontorio, Vieste con la sua bella cattedrale, Baia delle Zagare, Mattinata. A Vieste, località Vignanotia, c’è uno splendido carrubo con una ceppaia di 13 metri di circonferenza e 25 di altezza; in località Iacotenente, un faggio di 4,5 metri di circonferenza e 28 di altezza. Questa strada e questi bianchi paesi sono indimenticabili: sulla sinistra abbiamo sempre il mare, pochi metri sotto di noi; sulla destra si intuisce la Foresta Umbra: siamo nel Parco nazionale del Gargano, che ci apprestiamo ad attraversare puntando su Monte Sant’Angelo (altezza 796 metri, 14.200 abitanti). Da visitare con calma e con la vostra guida: il santuario di san Michele Arcangelo con il campanile ottogonale del 1274, il castello, la tomba di Rotari e Santa Maria Maggiore.

Si prosegue poi per San Giovanni Rotondo (566 metri, 25.600 abitanti). Questo paese nacque nell’XI secolo come luogo di sosta per i pellegrini che si recavano a Monte Sant’Angelo; oggi è meta di pellegrinaggio dei devoti di Padre Pio. A San Giovanni Rotondo, o per essere più esatti a 10 chilometri fuori Manfredonia, sulla strada per San Giovanni Rotondo, si trova un’ottima azienda olearia. A nove chilometri da San Giovanni Rotondo c’è San Marco in Lamis (550 metri sul livello del mare), dominata dal castello di San Matteo in Lamis. Se la giornata è bella e ventilata da nord, consiglio di arrivare fino a Rignano Garganico (590 metri sul livello del mare), da dove si vede tutto il Tavoliere. Le località migliori come base per una visita alla Foresta Umbra sono Peschici, Vieste e Monte Sant’Angelo. La Foresta Umbra è quasi un unicum, con alberi di diverse età, e con essenze diverse: faggi, pini, aceri, carpini. Sono undicimila ettari di magia all’interno del Parco nazionale del Gargano, dove è possibile vedere, se ci si muove in silenzio e senza profumi o deodoranti, daini, mufloni e tante specie di uccelli. L’azienda agrituristica Bulzacchelli, 134 ettari con oliveto e agrumento a Vico del Gargano, vende olio extra-vergine di oliva, limoni, formaggi. Fatevi indicare gli alberi giganti della zona. Io ne ricordo due: un ginepro coccolone di 1,5 metri di diametro per 7 di altezza (ogni essenza ha tempi di accrescimento ben diversi, il tasso e il ginepro sono tra i più lenti); e un tiglio di 4,85 metri di diametro per 21 di altezza.

Si torna al mare a Manfredonia, da visitare con calma. Da vedere il castello, la cattedrale barocca, il Museo nazionale del Gargano, che testimonia la storia della laguna di Siponto e che espone circa 1500 steli daune, ceramiche. A pochi chilometri, sulla statale 89 vicino Santa Maria di Siponto, c’è una chiesa romanica più volte rimaneggiata con stilemi orientali. Da vedere. Si torna poi indietro fino a prendere la litoranea per Zapponeta e Margherita di Savoia (da visitare le saline). Da qui alla A14 e alla A16.


 

Pagine Utili

in evidenza

servizi
mail Adnkronos