Itinerari


La maremma toscana




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(Pronto Italia) - Ai confini del Lazio, entrando in Toscana, c'è Capalbio, con le sue mura, il suo torrione, i suoi profumi. Da qui comincia la Maremma. A Capalbio ogni stagione ha i suoi colori e i suoi fiori: ginestre, eriche, ciclamini, gladioli selvatici, denti di leone arrivano fino sulla strada.

Verso il mare c'è Ansedonia, bella in ogni stagione con i suoi gigli illirici in tarda primavera - estate, la tagliata etrusca e le onde delle mareggiate che fanno belle geometrie. A Orbetello la cucina sa di mare: spaghetti ai ricci di mare, alla bottarga, mazzancolle alla griglia, fiori di zucca ripieni di calamari, sono i piatti della tradizione locale. Manciano è più all'interno, questa è la zona dove le grandi querce non sono una novità. Qui si trova un farnetto di 4,8 metri di diametro e oltre 30 di altezza, e in località Pozzini un olivo di 5,7 metri per 16.

Da qui a Pitigliano, il paese costruito su un pianoro di tufo con le sovrastanti costruzioni a piombo. Il grande palazzo, gli archi dell'acquedotto. A partire da settembre si trovano i grandi fagioli bianchi chiamati capponi. Dal XV secolo sede di una importante comunità ebraica, Pitigliano è nota come piccola Gerusalemme. Sovana è un altro luogo di magia. Fondato dagli Etruschi, municipio romano, capitale dei domini degli Aldobrandeschi, sotto la protezione di Gregorio VII (Ildebrando di Soana) decadde a partire dal Trecento sotto gli Orsini. La decadenza durò fino al Settecento, quando il governo del Granducato si preoccupò dei restauri: fognature, acquedotti (anche a Pitigliano). Così la Sovana medievale, magica città, è arrivata a noi magicamente ben conservata.

Tutto è sulla strada, in cotto a spina di pesce, chiusa dal palazzo Pretorio che sembra un palazzo da fiaba, la chiesa di Santa Maria, il duomo e l'unico monumento rinascimentale, palazzo Bourbon dal Monte, i resti della rocca aldobrandesca e poi il rio Calerina: nelle pareti della gola scavata da questo rio, si trovano necropoli etrusche di assoluta bellezza, immerse in una natura ancora vergine, in un'aria che dà l'impressione di essere verde come quella di alcuni piccoli affluenti del Rio delle Amazzoni, un'esplosione di muschi e di felci. Da visitare la tomba Ildebranda, ma dopo aver camminato a lungo, negli altri siti, alla sinistra della strada che esce da Sovana voltando le spalle al palazzo Pretorio. A Sovana e dintorni ci sono alcuni artigiani del legno e dei cestini.

Si punta su Sorano, altro affascinante paese della valle del Fiora. Sorano si erge in un ambiente di magica bellezza con i canaloni, i burroni, le conche scavate nel tufo dal Lente, affluente del Fiora. Di strattura medievale, il centro è un labirinto di stradine, scale, scaloni, delimitati dalla rocca ampliata dagli Orsini nel Quattrocento; il Sasso Leopoldino del Settecento, le mura medievali…

Da Sorano a Scansano attraverso Castello Ottieri, Castel Montorio, Castell'Azzara, Santa Fiora, Roccalbegna. Naturalmente si può tagliare da Sorano direttamente su Roccalbegna. Scansano, terra del Morellino doc. Attraverso Magliano si arriva a Talamone e alla riserva dei Monti dell'Uccellina. Si arriva a Grosseto con le sue belle mura, da qui per Castagneto Carducci (Bolgheri) fino alla Marina di Grosseto, verso Castiglione della Pescaia con il borgo medievale chiuso nelle sue mura e dominato dalla rocca aragonese.

Massa Marittima sorge nella parte meridionale delle Colline metallifere. Ormai le miniere sono esaurite o quasi e si può solo pensare di usarle come attrattiva turistica. Per secoli e secoli hanno dato agli Etruschi e Romani quel rame e quell'argento che fecero di Massa Marittima una città ricca e potente già da prima del Mille. Ne sono testimonianza le sue dimensioni, il numero dei palazzi e delle chiese, e quel gioiello unico al mondo giunto a noi ben conservato: piazza Garibaldi, nella città bassa, una delle più belle piazze d'Italia. Dalle scale del duomo si possono ammirare due palazzi di assoluta bellezza: quello della Pretura e quello del Comune, separati da una stradina in discesa che si apre sulla campagna. Sulla destra il palazzo Vescovile, con un bugnato basale di dimensioni megalitiche. Più in alto c'è un ulteriore giro di mura costruito dai senesi nella prima metà del Duecento, poi la fortezza e, più in alto ancora, il borgo. Le tre parti sono piene di edifici con linee stupende, che fanno di Massa Marittima un capolavoro dell'arte medievale.

Da qui si punta verso il Golfo di Baratti-Populonia. Un golfo a semicerchio perfetto. I due promontori, verdi di querce, lecci, sughere e macchia mediterranea, la spiaggia di sabbia a mezzaluna, sassi e piccole loppe dei forni etruschi di Populonia, da visitare a duecento metri dalla spiaggia, nere o grigio scure, lì da millenni, consumate dal mare, piccole, irregolari, affascinanti. La spiaggia ha una certa pendenza, il mare ha subito acque profonde. Sdraiati sulla spiaggia si vedono i due promontori, quello di sinistra con un delizioso borgo e i possenti bastioni di un forte. Quello di destra con una villa solitaria nel verde. L'acqua è sempre di cristallo.

Da Follonica a San Vincenzo fino a Cecina e Rosignano, la spiaggia è dritta, grande, seguita da dune, in alcuni casi da risorgive, lecci, macchia mediterranea, pinete, campi. Mentre dall'altro lato colline, vigneti, coltivi, macchia, boschi, filari di pini si alternano a belle, vecchie case coloniche. All'altezza di Donoratico si vede, in collina, la torre medievale del castello della Gherardesca.

Da qui si arriva a Castagneto Carducci: poche curve in salita e si arriva al paese che ha luoghi dai quali si ha una visione magnifica sulla pianura, il mare, le isole. Qui c'è la bottega Arte e Moda del Morganti che da decenni cuce su misura casentini, sahariane e abiti da caccia che sono tra i più pratici e i più belli ed eleganti del mondo. Da Castagneto, cavalcando le colline, si arriva a Bolgheri ammirando con deferenza i vigneti del Sassicaia, dell'Ornellaia, Poggio alle Gazze, la macchia, le grandi querce, le case coloniche con gli stemmi. Da visitare, in zona: Tenuta dell'Ornellaia; Tenuta San Guido dei Marchesi Incisa della Rocchetta, Sassicaia, Oscar del Vino 1999, ultimo dei riconoscimenti, in ordine di tempo, che il Sassicaia ha ottenuto in tutto il mondo.

Da Castagneto attraverso i boschi si può arrivare a Sassetta e Suvereto per una strada con poco traffico e tante curve. Da Cecina a Volterra che appare sulle colline che dividono la valle del Cecina da quella dell'Era. Sono colline spoglie coltivate a grano, con argille affioranti profondamente incise da smottamenti, le Balze.

L'origine etrusca di Volterra è testimoniata dai resti della cinta muraria all'interno della quale si è sviluppata la città medievale. Dal 1530 fu definitivamente assorbita da Firenze. Molti i musei, i monumenti - splendida la piazza dei Priori, miracolosamente giuntaci integra dal Medioevo - e dominati dal palazzo dei Priori. Ogni edificio è costruito con la bella pietra grigia che ha un fascino particolare. Da non perdere il duomo e le sue opere d'arte, il museo etrusco Guarnacci, molto ben ordinato - l'Ombra della sera è la statua più imitata - l'arco etrusco. Volterra è famosa nel mondo anche per l'alabastro, un artigianato fatto talvolta con grande professionalità e talvolta da artisti.

Tornando verso il mare, in direzione Montecatini c'è Val di Cecina: bello il centro storico di impianto medievale, dominato dalla rocca del XII secolo: rimane l'alta torre bianca e nera.

Si percorre l'Aurelia attraversando Rosignano, Castiglioncello, Quercianella, Calafuria, Antignano, Livorno, avendo sempre il mare sulla sinistra, con scorci e precipizi verdi mozzafiato per la loro varietà e bellezza. Dopo Quercianella si trova il Santuario della Madonna di Montenero.


 

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