Itinerari

Umbria: Trevi, Spoleto e altre perle umbre
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(Pronto Italia) - Viaggiando sulla Flaminia verso sud, dopo Foligno, improvvisamente su un pendio di olivi appare il cono della bianca Trevi: romana, alto-medievale e medievale, bella come tutte le cittadine dell'Umbria medievale, belle e mai uguali. Girando a piedi, per strade pavimentate in ciottoli e mattoni, in particolare nei vicoli, che conservano disegni antichi, si coglie bene la differenza tra la città altomedievale e quella medievale, le mura duecentesche e quelle romane-altomedievali della città alta. Un bel punto panoramico è quello dove le due cinte murarie si incontrano. L'ampia distesa di olivi che copre le valli dà un olio extra-vergine d'oliva tra i più pregiati, grazie anche alle rigide regole di raccolta, trasporto e molitura. Nei primi giorni di dicembre si svolge la festa dell'olio nuovo: degustazione e vendita, visita ai frantoi. Il Teatro del Clitunno, a Trevi, è tuttora in attività. Sosta obbligata alle fonti del Clitunno, al tempietto e alla chiesa di San Salvatore, dominati dal castello di Pissignano, formato da numerose case-torri chiuse da mura. Da qui si raggiunge Campello Alto, salendo per la strada a chiocciola fino ai 515 metri sul livello del mare: un cappello di mura medievali che racchiudono un piccolo borgo con alta torre su una collina di olivi.
Spoleto: una città di una bellezza da capogiro, che da anni ospita il Festival dei Due Mondi, le settimane di studi alto-medievali in aprile, i concerti d'organo in aprile-giugno, il teatro lirico sperimentale (tra la fine di settembre e i primi di ottobre), eventi naturalmente di importanza culturale diversa e diverso impatto sul pubblico e sui media. Spoleto (400 metri sul livello del mare, 40.000 abitanti) ha un numero infinito di cose da vedere, non solo il duomo o la rocca o il ponte delle Torri. Buon pane alle noci o alle olive cotto al forno a legna. Nei dintorni di Spoleto: San Salvatore e San Ponziano, Monteluco, la Montagna Santa di Spoleto (804 metri sul livello del mare). C'è poi da ricordare l'itenario compreso tra la pianura a est di Spoleto (torrente Marroggia) eil versante ovest dei Monti Martani: San Giovanni di Baiano, Terzo San Severo, Montemartano (la cima di Montemartano, 1100 metri, offre panorami infiniti: Valle Umbra-Subasio-Valnerina-Terminillo), Castel Ritaldi, borgo murato, Castel Sangiovanni, San Giacomo, Castello di Morgnano, Uncinano, San Nicolò, Spoleto. Un percorso che si articola tra tanti castelli, in genere piccoli, e pievi (bellissima quella romanica di San Gregorio a Castel Ritaldi) e borghi murati e fortificati, che narrano le vicende medievali fino alla fine dell'età comunale, al dominio della Chiesa.
Si lascia Spoleto puntando su Borgo Cerreto, dominato da castello di Cerreto di Spoleto, Triponzo (tre ponti: sul Nera, sul Corno e alla loro confluenza), chiuso ancora nella sua cinta di mura triangolari con un torrione che domina l'abitato, San Lazzaro, Pontechiusita, dove si lascia il Nera per iniziare la Valle Castoriana. C'è un improvviso mutamento di paesaggio: dai boscosi e ripidi versanti scavati dal Nera sul calcare, ai rilievi arrotondati dal Campiano sui terreni mossi, da sempre coltivati. Terreni simili a quelli, per restare in Umbria, della zona di Colfiorito. Si arriva a Preci, paese medievale colpito, come gli altri, dai terremoti, che tuttavia conserva il suo originario aspetto urbanistico, con un sorprendente numero di palazzi gentilizi, soprattutto cinquecenteschi. Vicino alla chiesa di Santa Maria c'è un fabbricato che fu sede della Comunanza agraria e della Società operaia di Preci. Le Comunanze avevano avevano il compito di regolare lo sfruttamento delle terre pubbliche da parte dei loro aderenti: oggi, in genere, vivono del taglio del bosco, dell'affitto di tartufaie, del pascolo. Si arriva all'abbazia di Sant'Eutisio: centro spirituale, culturale prima e poi anche politico ed economico, con un grande feudo. Nei primi anni del XIII secolo inizia la decadenza del potere politico ed economico dell'abbazia, in corrispondenza del rafforzarsi del potere dei vescovi e dei comuni, decadenza che si conclude nel 1253 con la donazione delle sue terre a Norcia. Dopo Campi Vecchio (870 metri sul livello del mare), castello con le case su tre livelli allineati su strade parallele, si arriva a Norcia. Racchiusa nella sua cinta medievale, è un inno alla bellezza, al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti, che nei secoli hanno sempre risposto bene alle distruzioni dei terremoti e alle invasioni dei goti e dei lomgobardi. Qui c'è un fenomeno straordinario, quello delle narcite, alimentate da sorgenti che permettono una decina di sfalci all'anno: bellissime, con i salici e i filari di pioppi cipressini. Nella zona di Norcia in particolare, si trova il tartufo nero invernale, il pregiato di Norcia. Norcia è un punto di partenza ideale per visitare il parco Nazionale dei Monti Sibillini, che abbraccia territori di comuni umbri e marchigiani. Parco bellissimo per panorami, flora e fauna con relitti glaciali, endemismi, folte rappresentanze di coturnici, e presenza non trascurabile di gheppi, aquile reali, lupi. Per la parte umbra del parco, la zona fondamentale è il Piano Grande (1300 metri sul livello del mare) dove, tra maggio e luglio, sono protagonista le fioriture: dal bianco della neve al verde dell'erba, al rosso dei papaveri. Questo vasto Piano Grande è circondato da una catena di monti e a 1450 metri c'è Castelluccio di Norcia. Le lenticchie, deliziose, si acquistano presso le Comunanze agrarie.
Da Norcia, attraverso Agriano e Avendita, si arriva a Cascia, oggi deturpata dal successo del turismo religioso ma che le antiche foto mostrano ancora come un castello ben raccolto su un pendio della Valle del Corno. Comunque Cascia conserva belle testimonianze del suo passato, assai importante: la chiesa di San Francesco, quella di Sant'Antonio Abate, la collegiata di Santa Maria e il recente (1937-1947) Santuario di Santa Rita. Monteleone di Spoleto (978 metri sul livello del mare), meno di settecento abitanti: importante per la collocazione strategica fino dall'epoca preromana giù fino ai tempi preunitari. Dopo Monteleone di Spoleto, si incontra il castello di Gavelli, al centro di un altopiano intorno ai 1000 metri di altitudine con prati e alcuni cerri, fioriture straordinarie, istrici, gufi. A Caso è da visitare la chiesa romanica di Santa Cristina, con interno affrescato fra il Tre e il Cinquecento. Si arriva a Sant'Anatolia di Narco, piccolo borgo medievale costruito intorno a un castello, circondato da mura trecentesche. Da qui Castel San Felice, borgo medievale fortificato, vicino alla chiesa di San Felice di Narco, splendido esempio tra i tanti edifici romanica nello spoletino. Giungiamo a Scheggino, altro paese fortificato di forma triangolare con cassero dominante. Si giunge poi all'abbazia di San Pietro in Valle. In stile romanico, fu interamente affrescata sul finire del XII secolo.
Ferentillo: Precetto e Mattarella sono due frazioni che si fronteggiano sui lati opposti della valle, cinte da mura e coronate da due rocche. La struttura di Ferentillo è dovuta a precise esigenze strategiche, trovandosi alla confluenza di strade un tempo importanti. Ferentillo è, nel parco fluviale del Nera, un paradiso del free-climbing: sei tipi di calcare diverso, duecento vie chiodate, un progetto di parco, tutto questo fa di Ferentillo una meta agognata. La valle comincia ad allarganrsi, si oltrepassano i castelli di Arrone e Castel Del Lago e poi Terni oppure Arrona, Forca dell'Arrona, il lago di Piediluco, la cascata delle Marmore. Un itinerario affascinante sotto il profilo delle acque, delle piante, dell'atmosfera naturale. Dopo Terni si punta su Stroncone, e poi Strettura, entrambi famosi per il buon pane che vi producono.
Spoleto: una città di una bellezza da capogiro, che da anni ospita il Festival dei Due Mondi, le settimane di studi alto-medievali in aprile, i concerti d'organo in aprile-giugno, il teatro lirico sperimentale (tra la fine di settembre e i primi di ottobre), eventi naturalmente di importanza culturale diversa e diverso impatto sul pubblico e sui media. Spoleto (400 metri sul livello del mare, 40.000 abitanti) ha un numero infinito di cose da vedere, non solo il duomo o la rocca o il ponte delle Torri. Buon pane alle noci o alle olive cotto al forno a legna. Nei dintorni di Spoleto: San Salvatore e San Ponziano, Monteluco, la Montagna Santa di Spoleto (804 metri sul livello del mare). C'è poi da ricordare l'itenario compreso tra la pianura a est di Spoleto (torrente Marroggia) eil versante ovest dei Monti Martani: San Giovanni di Baiano, Terzo San Severo, Montemartano (la cima di Montemartano, 1100 metri, offre panorami infiniti: Valle Umbra-Subasio-Valnerina-Terminillo), Castel Ritaldi, borgo murato, Castel Sangiovanni, San Giacomo, Castello di Morgnano, Uncinano, San Nicolò, Spoleto. Un percorso che si articola tra tanti castelli, in genere piccoli, e pievi (bellissima quella romanica di San Gregorio a Castel Ritaldi) e borghi murati e fortificati, che narrano le vicende medievali fino alla fine dell'età comunale, al dominio della Chiesa.
Si lascia Spoleto puntando su Borgo Cerreto, dominato da castello di Cerreto di Spoleto, Triponzo (tre ponti: sul Nera, sul Corno e alla loro confluenza), chiuso ancora nella sua cinta di mura triangolari con un torrione che domina l'abitato, San Lazzaro, Pontechiusita, dove si lascia il Nera per iniziare la Valle Castoriana. C'è un improvviso mutamento di paesaggio: dai boscosi e ripidi versanti scavati dal Nera sul calcare, ai rilievi arrotondati dal Campiano sui terreni mossi, da sempre coltivati. Terreni simili a quelli, per restare in Umbria, della zona di Colfiorito. Si arriva a Preci, paese medievale colpito, come gli altri, dai terremoti, che tuttavia conserva il suo originario aspetto urbanistico, con un sorprendente numero di palazzi gentilizi, soprattutto cinquecenteschi. Vicino alla chiesa di Santa Maria c'è un fabbricato che fu sede della Comunanza agraria e della Società operaia di Preci. Le Comunanze avevano avevano il compito di regolare lo sfruttamento delle terre pubbliche da parte dei loro aderenti: oggi, in genere, vivono del taglio del bosco, dell'affitto di tartufaie, del pascolo. Si arriva all'abbazia di Sant'Eutisio: centro spirituale, culturale prima e poi anche politico ed economico, con un grande feudo. Nei primi anni del XIII secolo inizia la decadenza del potere politico ed economico dell'abbazia, in corrispondenza del rafforzarsi del potere dei vescovi e dei comuni, decadenza che si conclude nel 1253 con la donazione delle sue terre a Norcia. Dopo Campi Vecchio (870 metri sul livello del mare), castello con le case su tre livelli allineati su strade parallele, si arriva a Norcia. Racchiusa nella sua cinta medievale, è un inno alla bellezza, al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti, che nei secoli hanno sempre risposto bene alle distruzioni dei terremoti e alle invasioni dei goti e dei lomgobardi. Qui c'è un fenomeno straordinario, quello delle narcite, alimentate da sorgenti che permettono una decina di sfalci all'anno: bellissime, con i salici e i filari di pioppi cipressini. Nella zona di Norcia in particolare, si trova il tartufo nero invernale, il pregiato di Norcia. Norcia è un punto di partenza ideale per visitare il parco Nazionale dei Monti Sibillini, che abbraccia territori di comuni umbri e marchigiani. Parco bellissimo per panorami, flora e fauna con relitti glaciali, endemismi, folte rappresentanze di coturnici, e presenza non trascurabile di gheppi, aquile reali, lupi. Per la parte umbra del parco, la zona fondamentale è il Piano Grande (1300 metri sul livello del mare) dove, tra maggio e luglio, sono protagonista le fioriture: dal bianco della neve al verde dell'erba, al rosso dei papaveri. Questo vasto Piano Grande è circondato da una catena di monti e a 1450 metri c'è Castelluccio di Norcia. Le lenticchie, deliziose, si acquistano presso le Comunanze agrarie.
Da Norcia, attraverso Agriano e Avendita, si arriva a Cascia, oggi deturpata dal successo del turismo religioso ma che le antiche foto mostrano ancora come un castello ben raccolto su un pendio della Valle del Corno. Comunque Cascia conserva belle testimonianze del suo passato, assai importante: la chiesa di San Francesco, quella di Sant'Antonio Abate, la collegiata di Santa Maria e il recente (1937-1947) Santuario di Santa Rita. Monteleone di Spoleto (978 metri sul livello del mare), meno di settecento abitanti: importante per la collocazione strategica fino dall'epoca preromana giù fino ai tempi preunitari. Dopo Monteleone di Spoleto, si incontra il castello di Gavelli, al centro di un altopiano intorno ai 1000 metri di altitudine con prati e alcuni cerri, fioriture straordinarie, istrici, gufi. A Caso è da visitare la chiesa romanica di Santa Cristina, con interno affrescato fra il Tre e il Cinquecento. Si arriva a Sant'Anatolia di Narco, piccolo borgo medievale costruito intorno a un castello, circondato da mura trecentesche. Da qui Castel San Felice, borgo medievale fortificato, vicino alla chiesa di San Felice di Narco, splendido esempio tra i tanti edifici romanica nello spoletino. Giungiamo a Scheggino, altro paese fortificato di forma triangolare con cassero dominante. Si giunge poi all'abbazia di San Pietro in Valle. In stile romanico, fu interamente affrescata sul finire del XII secolo.
Ferentillo: Precetto e Mattarella sono due frazioni che si fronteggiano sui lati opposti della valle, cinte da mura e coronate da due rocche. La struttura di Ferentillo è dovuta a precise esigenze strategiche, trovandosi alla confluenza di strade un tempo importanti. Ferentillo è, nel parco fluviale del Nera, un paradiso del free-climbing: sei tipi di calcare diverso, duecento vie chiodate, un progetto di parco, tutto questo fa di Ferentillo una meta agognata. La valle comincia ad allarganrsi, si oltrepassano i castelli di Arrone e Castel Del Lago e poi Terni oppure Arrona, Forca dell'Arrona, il lago di Piediluco, la cascata delle Marmore. Un itinerario affascinante sotto il profilo delle acque, delle piante, dell'atmosfera naturale. Dopo Terni si punta su Stroncone, e poi Strettura, entrambi famosi per il buon pane che vi producono.
 














