Itinerari

Umbria: a occidente del Tevere
ascolta la notizia
(Pronto Italia) - Perché a occidente del Tevere? E' un criterio che ha una motivazione fondata: a occidente del Tevere c'erano gli Etruschi, a oriente gli Umbri. Sulla destra Perugia, Orvieto, integrate nella cultura dell'Etruria e dei traffici oltre i porti etruschi. Sulla sinistra, i centri prima umbri (magari con qualche influenza etrusca come Todi) e poi romani come Spoleto, Todi, Assisi, Spello, Gualdo Tadino, Città di Castello, Bevagna, Foligno.
Orvieto: la sua rupe di tufo, con le precipiti pareti, alta sulla pianura, e le dolci colline a est e a ovest fanno apparire la città, e soprattutto il duomo, come su una piattaforma che l'alba e il tramonto, in particolare, accendono di luce e colore. A Orvieto c'è un fiorente artigianato. In particolare sono di tradizione la ceramica, il legno, il merletto, i salumi. Fuori Orvieto, la badia dei Santi Severo e Martirio (XII-XIII secolo). Sempre vicino ad Orvieto, si incontra la necropoli etrusca del Crocefisso del tufo. Dopo la stazione ferroviaria attigua al santuario di Cannicella, c'è un'altra necropoli etrusca. Vicino Orvieto è da visitare la Fattoria di Titignano, in località Prodo: borgo cinquecentesco in posizione panoramica (si spazia dal Terminillo al parco fluviale del Tevere al lago di Cerbara). Viti, olivi, vino - Orvieto Doc - e olio extra-vergine d'oliva. Su un colle che guarda il Duomo di Orvieto c'è La Cacciata, ottanta ettari con vigneti, oliveti, seminativi, pensione per cavalli.
Castel Viscardo, dove si arriva dopo aver oltrepassato Castel San Giorgio, è famosa per i suoi laterizi artigianali e le sorgenti termali di Monte Rubiaglio. L'impianto urbanistico di Castel Viscardo è del tipo fifliforme, allungato sulle colline, difeso da mura e bastioni di origine medievale. Ancora fiorente è la tradizionale produzione di terrecotte. Si arriva a Ficulle dopo aver visitato il Castello della Sala, dove la dinastia degli Antinori, una delle più antiche d'Italia, produce grandi vini bianchi: tra gli altri il Muffato e il Cervaro della Sala, Oscar del vino 1999. Al Castello della Sala, con la sua torre rotonda isolata, collegata al castello da un ponticello al piano alto, sono possibili visite guidate con degustazione dei pregiati vini e formaggi freschi di capra. A Fabbro in contrada Fossalto, c'è il vivaio Rose e Rose, specializzato in rose antiche. Attraversato il Chiani, sulla destra, breve deviazione per Carnaiola, dove è da visitare il castello medievale con quattro torrioni angolari. Restaurato fra il Cinque e il Seicento, ha all'interno pregevoli affreschi di scuola manierista.
Monteleone di Orvieto è un paese murato in uno sperone di roccia sulla valle del Chiani (altitudine 500 metri). Sulla piazza, un'importante torre civica in mattoni e decorazioni in cotto. Da visitare la Collegiata dei santi Pietro e Paolo. Addossato alle mura del castello, c'è il piccolo Teatro dell'Accademia dei Rustici. Contiene cento spettatori. A Montegabbione, due chilometri dal casello dell'Autostrada del Sole di Fabro, c'è un altro teatro, La Scarzuola, costruito su un ex convento. Lo spazio teatrale è stato progettato dall'architetto Tomaso Buzzi; città ideale, volutamente incompiuta. Si arriva finalmente a Città della Pieve: di incerte origini etrusche, diviene importante per la sua posizione nel tardo Medioevo. Secondo alcuni storici, la dipendenza da Perugia ne frenò lo sviluppo, come dimostrano i grandi insediamenti monastici fino al Quattrocento costruiti, contrariamente alla tradizione, fuori delle mura. Castel della Pieve viene elevato a città e a sede vescovile da Clemente VII nel Seicento. Un riconoscimento anche all'attività di illustri cittadini: Pietro Vannucci (il Perugino) e il Pomarancio. Ci sono segni evidenti dell'importanza delle Confraternite più che di grandi famiglie. Attraverso Piegaro, Tavernelle, Panicale, si arriva a Castiglion del Lago. A sei chilometri da Panicale si trova Paciano, chiusa nella sua bella cinta muraria, con torrioni e porte; da qui, con tre chilometri, siamo a Monte Pausillo, in splendidi boschi di querce e castagni.
A Panicale le mura, il castello, il panorama (siamo a 430 metri sul livello del mare), le chiese, la vista sul lago, il teatro Cesare Caporali, in via Caporali: dominano il rosso e l'avorio, begli stucchi, due ordini di palchi, una balconata. Castiglione del Lago occupa tutta la collina che domina il lago: la grande rocca a pianta pentagonale e maschio triangolare offre, lungo il cammino di ronda, panorami stupendi. Al ristorante L'Acquario la cucina tradizionale: filetti d'anguillaaffumicati, pasta o riso alla tinca, tinca in porchetta. Continuando per Tuoro sul Trasimeno, secondo la tradizione luogo della battaglia del Trasimeno (217 a.C.) fra Annibale alla testa dei Cartaginesi e il console Gaio Flaminio alla testa dei Romani. Il palazzo di Nardo, o del mausoleo del console Flaminio. A Tuoro, Giulio e Mauro Borgia, scalpellini, producono camini, tavoli, oggetti in pietra serena. Dopo Tuoro, dopo un viale di cipressi di circa tre chilometri, si arriva alla fattoria del Pischiello, alle cui spalle si sviluppa un borgo agricolo. Da vedere anche il castello di Carnia e, più vicino a Tuoro, la Mariottella, una casa fortino. Eccoci a Passignano sul Trasimeno, costruita su uno sperone di roccia. La parte antica presenta ancora resti delle mura, porte e torri. Da qui si può prendere il traghetto per l'Isola Maggiore.
Proseguendo verso Magione, in località San Vito (con chiesa romanica), prendere la strada per Castel Rigone (650 metri sul livello del mare), dove si arriva dopo alcuni tornanti. Da ammirare molte opere e in particolare il santuario della Madonna dei Miracoli, splendido capolavoro del Rinascimento umbro. Naturalmente, la torre campanaria non è di quel periodo, fu eretta nell'Ottocento al posto dell'originario campanile abbattuto dal terremoto. Magione: la Badia o castello dei Cavalieri di Malta, la Torre dei Lombardi, la parrocchia di San Giovanni Battista con affreschi di Gerardo Dettori (1884-1977); allo stesso aero-pittore futurista si deve la tavola dell'aula del palazzo comunale che riguarda Giovanni da Pian del Carpine, precursore di Marco Polo, che presenta le credenziali al Gran Khan; sul soffitto le frazioni del comune affrescate dallo stesso Dettori. Magione è la capitale degli artigiani del rame. Da Magione, sulla vecchia strada cortonese, si sale per vedere il lago e proseguire verso il castello di Montecològnola, con la sua cinta muraria e la chiesa dell'Annunciazione del Cinquecento su piastrelle di Deruta.
Si segue la stessa strada verso Monte del Lago, San Savino, Sant'Arcangelo. Da San Feliciano ci si imbarca per l'isola Polvese. Non si può lasciare il lago Trasimeno senza acquistare un mitico legume: la risina o fagiolina del Trasimeno. Corciano ci aspetta col suo famoso castello dal disegno urbanistico esemplare che chiude la cima del colle e al centro ha il cassero. Vicino Corciano, nel borgo di Solomeo, c'è la locanda di Solomeo, dalle pareti affrescate in stile liberty. Pieve del Vescovo, sempre in territorio di Corciano: grande castello e vino. Passando per Maestrello, andiamo verso San Giovanni del Pantano (la strada del Pantano, che parte da Perugia, è di estremo interesse paesaggistico e attraversa deliziosi piccoli centri e borghi. Da vistare Antognola per il suo castello costruito in posizione dominante, e il borgo murato di Colle Umberto I, Villa del Cardinale). Visitando Badia San Salvatore e l'eremo di Monte Corona arriviamo all'altezza di Umbertide, che però è dall'altra parte del Tevere.
Proseguendo per Niccone, si visita il castello Montalto, poi si torna indietro verso Preggio (630 metri sul livello del mare) soffermandosi a Marsciano. Qui siamo in pianura e la struttura fortificata è nascosta dall'urbanizzazione massiccia, dovuta all'industrializzazione. Nel territorio comunale di Marsciano, in località San Biagio della Valle, c'è un piccolo querceto residuale, relitto di antiche foreste. Una roverella ha una circonferenza di oltre 5 metri ed è in parte ricoperta da edera legnosa di enormi dimensioni. Puntando su Fratta Todina e Monte Castello di Vibio si ammira il Teatro della Concordia costruito nell'Ottocento.
Orvieto: la sua rupe di tufo, con le precipiti pareti, alta sulla pianura, e le dolci colline a est e a ovest fanno apparire la città, e soprattutto il duomo, come su una piattaforma che l'alba e il tramonto, in particolare, accendono di luce e colore. A Orvieto c'è un fiorente artigianato. In particolare sono di tradizione la ceramica, il legno, il merletto, i salumi. Fuori Orvieto, la badia dei Santi Severo e Martirio (XII-XIII secolo). Sempre vicino ad Orvieto, si incontra la necropoli etrusca del Crocefisso del tufo. Dopo la stazione ferroviaria attigua al santuario di Cannicella, c'è un'altra necropoli etrusca. Vicino Orvieto è da visitare la Fattoria di Titignano, in località Prodo: borgo cinquecentesco in posizione panoramica (si spazia dal Terminillo al parco fluviale del Tevere al lago di Cerbara). Viti, olivi, vino - Orvieto Doc - e olio extra-vergine d'oliva. Su un colle che guarda il Duomo di Orvieto c'è La Cacciata, ottanta ettari con vigneti, oliveti, seminativi, pensione per cavalli.
Castel Viscardo, dove si arriva dopo aver oltrepassato Castel San Giorgio, è famosa per i suoi laterizi artigianali e le sorgenti termali di Monte Rubiaglio. L'impianto urbanistico di Castel Viscardo è del tipo fifliforme, allungato sulle colline, difeso da mura e bastioni di origine medievale. Ancora fiorente è la tradizionale produzione di terrecotte. Si arriva a Ficulle dopo aver visitato il Castello della Sala, dove la dinastia degli Antinori, una delle più antiche d'Italia, produce grandi vini bianchi: tra gli altri il Muffato e il Cervaro della Sala, Oscar del vino 1999. Al Castello della Sala, con la sua torre rotonda isolata, collegata al castello da un ponticello al piano alto, sono possibili visite guidate con degustazione dei pregiati vini e formaggi freschi di capra. A Fabbro in contrada Fossalto, c'è il vivaio Rose e Rose, specializzato in rose antiche. Attraversato il Chiani, sulla destra, breve deviazione per Carnaiola, dove è da visitare il castello medievale con quattro torrioni angolari. Restaurato fra il Cinque e il Seicento, ha all'interno pregevoli affreschi di scuola manierista.
Monteleone di Orvieto è un paese murato in uno sperone di roccia sulla valle del Chiani (altitudine 500 metri). Sulla piazza, un'importante torre civica in mattoni e decorazioni in cotto. Da visitare la Collegiata dei santi Pietro e Paolo. Addossato alle mura del castello, c'è il piccolo Teatro dell'Accademia dei Rustici. Contiene cento spettatori. A Montegabbione, due chilometri dal casello dell'Autostrada del Sole di Fabro, c'è un altro teatro, La Scarzuola, costruito su un ex convento. Lo spazio teatrale è stato progettato dall'architetto Tomaso Buzzi; città ideale, volutamente incompiuta. Si arriva finalmente a Città della Pieve: di incerte origini etrusche, diviene importante per la sua posizione nel tardo Medioevo. Secondo alcuni storici, la dipendenza da Perugia ne frenò lo sviluppo, come dimostrano i grandi insediamenti monastici fino al Quattrocento costruiti, contrariamente alla tradizione, fuori delle mura. Castel della Pieve viene elevato a città e a sede vescovile da Clemente VII nel Seicento. Un riconoscimento anche all'attività di illustri cittadini: Pietro Vannucci (il Perugino) e il Pomarancio. Ci sono segni evidenti dell'importanza delle Confraternite più che di grandi famiglie. Attraverso Piegaro, Tavernelle, Panicale, si arriva a Castiglion del Lago. A sei chilometri da Panicale si trova Paciano, chiusa nella sua bella cinta muraria, con torrioni e porte; da qui, con tre chilometri, siamo a Monte Pausillo, in splendidi boschi di querce e castagni.
A Panicale le mura, il castello, il panorama (siamo a 430 metri sul livello del mare), le chiese, la vista sul lago, il teatro Cesare Caporali, in via Caporali: dominano il rosso e l'avorio, begli stucchi, due ordini di palchi, una balconata. Castiglione del Lago occupa tutta la collina che domina il lago: la grande rocca a pianta pentagonale e maschio triangolare offre, lungo il cammino di ronda, panorami stupendi. Al ristorante L'Acquario la cucina tradizionale: filetti d'anguillaaffumicati, pasta o riso alla tinca, tinca in porchetta. Continuando per Tuoro sul Trasimeno, secondo la tradizione luogo della battaglia del Trasimeno (217 a.C.) fra Annibale alla testa dei Cartaginesi e il console Gaio Flaminio alla testa dei Romani. Il palazzo di Nardo, o del mausoleo del console Flaminio. A Tuoro, Giulio e Mauro Borgia, scalpellini, producono camini, tavoli, oggetti in pietra serena. Dopo Tuoro, dopo un viale di cipressi di circa tre chilometri, si arriva alla fattoria del Pischiello, alle cui spalle si sviluppa un borgo agricolo. Da vedere anche il castello di Carnia e, più vicino a Tuoro, la Mariottella, una casa fortino. Eccoci a Passignano sul Trasimeno, costruita su uno sperone di roccia. La parte antica presenta ancora resti delle mura, porte e torri. Da qui si può prendere il traghetto per l'Isola Maggiore.
Proseguendo verso Magione, in località San Vito (con chiesa romanica), prendere la strada per Castel Rigone (650 metri sul livello del mare), dove si arriva dopo alcuni tornanti. Da ammirare molte opere e in particolare il santuario della Madonna dei Miracoli, splendido capolavoro del Rinascimento umbro. Naturalmente, la torre campanaria non è di quel periodo, fu eretta nell'Ottocento al posto dell'originario campanile abbattuto dal terremoto. Magione: la Badia o castello dei Cavalieri di Malta, la Torre dei Lombardi, la parrocchia di San Giovanni Battista con affreschi di Gerardo Dettori (1884-1977); allo stesso aero-pittore futurista si deve la tavola dell'aula del palazzo comunale che riguarda Giovanni da Pian del Carpine, precursore di Marco Polo, che presenta le credenziali al Gran Khan; sul soffitto le frazioni del comune affrescate dallo stesso Dettori. Magione è la capitale degli artigiani del rame. Da Magione, sulla vecchia strada cortonese, si sale per vedere il lago e proseguire verso il castello di Montecològnola, con la sua cinta muraria e la chiesa dell'Annunciazione del Cinquecento su piastrelle di Deruta.
Si segue la stessa strada verso Monte del Lago, San Savino, Sant'Arcangelo. Da San Feliciano ci si imbarca per l'isola Polvese. Non si può lasciare il lago Trasimeno senza acquistare un mitico legume: la risina o fagiolina del Trasimeno. Corciano ci aspetta col suo famoso castello dal disegno urbanistico esemplare che chiude la cima del colle e al centro ha il cassero. Vicino Corciano, nel borgo di Solomeo, c'è la locanda di Solomeo, dalle pareti affrescate in stile liberty. Pieve del Vescovo, sempre in territorio di Corciano: grande castello e vino. Passando per Maestrello, andiamo verso San Giovanni del Pantano (la strada del Pantano, che parte da Perugia, è di estremo interesse paesaggistico e attraversa deliziosi piccoli centri e borghi. Da vistare Antognola per il suo castello costruito in posizione dominante, e il borgo murato di Colle Umberto I, Villa del Cardinale). Visitando Badia San Salvatore e l'eremo di Monte Corona arriviamo all'altezza di Umbertide, che però è dall'altra parte del Tevere.
Proseguendo per Niccone, si visita il castello Montalto, poi si torna indietro verso Preggio (630 metri sul livello del mare) soffermandosi a Marsciano. Qui siamo in pianura e la struttura fortificata è nascosta dall'urbanizzazione massiccia, dovuta all'industrializzazione. Nel territorio comunale di Marsciano, in località San Biagio della Valle, c'è un piccolo querceto residuale, relitto di antiche foreste. Una roverella ha una circonferenza di oltre 5 metri ed è in parte ricoperta da edera legnosa di enormi dimensioni. Puntando su Fratta Todina e Monte Castello di Vibio si ammira il Teatro della Concordia costruito nell'Ottocento.
 














