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Umbria: Val Tiberina, Gubbio, appennino umbro
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(Pronto Italia) - La porta dell'Umbria, da nord, è Città di Castello, valle Tiberina, geograficamente unita ma amministrativamente divisa da Sansepolcro, Toscana. Tre sono le strade che da nord convergono su Città di Castello: da Sansepolcro attraverso San Giustino (da vedere il castello Bufalini), dal passo di Bocca Trabaria, dal passo di Bocca Serriola. Una anche da ovest, da Arezzo, attraverso Monterchi. E' una valle bellissima, economicamente importante, non molto aperta e che si stringe a nord.
Città di Castello conta circa quarantamila abitanti: per lo standard umbro è una città grande.
L'Umbria è una regione bellissima, che deve una importante percentuale della sua bellezza ai centri piccoli, piccolissimi, super-piccoli. Già importante nel Medioevo ( le mura duecentesche con quattro porte e la piazza lo testimoniano), si ampliò nel Quattro e nel Cinquecento con la signoria della famiglia Vitelli: il più noto esponente della quale è Vitellozzo, grande capitano di ventura. Importanti sono la piccola industria e l'artigianato del legno: produzione e restauro di mobili. Importante la mostra annuale del mobile in stile e di antiquariato che si tiene ogni anno dal 25 settembre al 3 ottobre. Interessante anche la mostra del tartufo e dei prodotti del bosco (castagne, funghi), dal 5 al 7 novembre. Belle ceramiche da Tifernate. In località Garavalle è situato il Centro documentazione della civiltà popolare e contadina, con orto botanico didattico, bottega dal fabbro armaiolo e maniscalco. Istruttivi e interessanti la biancheria filata e tessuta in casa, gli utensili da cucina, le macchine agricole. A Città di Castello vivono Livio Dalla Ragione e sua figlia Isabella: Livio è curatore del Museo delle tradizioni popolari di Città di Castello. Insieme hanno creato un'importante collezione di preziose piante da frutta del passato. Isabella e Livio Dalla Ragione hanno creato l'associazione Archeologia Arborea per promuovere la conoscenza e la tutela delle vecchie varietà di alberi da frutto. A Petroia, nel territorio comunale, è da visitare l'abbazia di Petroia e, presso Morra, la chiesa di San Crescentino, con affreschi di Luca Signorelli. Da visitare anche Monte Santa Maria Tiberina, a ovest di Città di Castello, costruita su un monte a cono, altitudine 690 metri sul livello del mare, la cui sommità continua con il paese: bella e suggestiva la vista, che domina grandi spazi. La torre feudale, il campanile, il palazzo Bourbon del Monte (è della stessa famiglia uno splendido palazzo a Sovana, in provincia di Grosseto).
Attraversando San Secondo, Trestina, Promano si arriva a Montone (482 metri sul livello del mare), terra di Braccio Fortebraccio da Montone (1368-1424), che fu signore di Perugia e condottiero di ventura. Per inciso, una fetta importanti dei capitani di ventura è umbra: Erasmo da Narni-Gattamelata, Bartolomeo d'Alviano, Malatesta Baglioni, Vitellozzo Vitelli, Niccolò Piccinino, oltre a Braccio da Montone. Questo forse deve farci riflettere per capire la determinazione, il coraggio degli umbri. Il castello è bellissimo, come da manuale è l'impianto urbano: da vedere il palazzo Comunale, la collegiata e, fuori le mura, la pieve vecchia, in stile romanico-bizantino.
Da Montone a Umbertide: costruita ad un'altitudine di 250 metri, distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, ha un bel centro storico, ancora ben individuabile, nonostante la espansione edilizia del dopoguerra. In particolare, la rocca che guarda il torrente Reggia che sfocia nel Tevere, ben restaurata negli anni Ottanta; la sede del municipio: palazzo Bourbon di Sorbello. Le chiese di San Francesco e Santa Croce, con una Deposizione di Luca Signorelli. A oriente di Umbertide, sono da vedere Civitella Ranieri e una rocca-residenza fortificata che ci è giunta nel rifacimento cinque-seicentesco: un sogno che si materializza in un parco di querce, tigli, lecci, ippocastani, cipressi e pini. Salvo due, sono tutte essenze importate, anche se da lungo tempo. Da qui si arriva a Gubbio, oppure, si va per Civitella Benazzone, Abbadia Celestina (solo ruderi), per strade interne si arriva a Montelabate, borgo dominato dalla chiesa di Santa Maria in Val di Ponte, unita a una abbazia benedettina che dall'XI secolo ha rappresentato uno dei più importanti centri di potere dell'Umbria, almeno fino al Quattrocento.
Si prosegue per Gubbio risalendo verso nord, sostando all'abbazia di Vallingegno e a Mengara, seguendo la via Perugina. A Gubbio (522 metri sul livello del mare, trentamila abitanti) si arriva incontrando la chiesa della Madonna del Prato, e la chiesa di Santa Maria della Paggiola. Due costruzioni seicentesche dalle inconfondibili forme barocche annunciano una città medievale che vide il suo potere di libero comune interrotto sul finire del Trecento dall'avvento del Montefeltro. Il palazzo dei Consoli (1332) per l'epoca comunale e il palazzo Ducale (1476) per la signoria del Montefeltro esprimono bene i due periodi. La pietra di calcare grigio domina Gubbio e rafforza l'idea di città medievale, già importante ben prima, come testimoniano le tavole eugubine. Gubbio per secoli è stata un centro di grande importanza per il ferro battuto. Dal 30 ottobre al 2 novembre, c'è la mostra-mercato del tartufo bianco, a maggio si corre la corsa dei ceri. Sopra Gubbio, è da visitare la basilica di Sant'Ubaldo (830 metri sul livello del mare), riedificata all'inizio del Cinquecento; si raggiunge anche in funivia partendo da Porta Romana. Puntando verso Gualdo Tadino si incontra Padule, il castello di Alfiolo (XI secolo, trasformato prima in abbazia poi in palazzo rinascimentale, oggi è un'azienda agrituristica, con tenuta di 630 ettari); e poi Branca (con il sovrastante castello) da dove si può deviare per Castel Colmollaro. Da qui si arriva a Fossato di Vico, importante al tempo di Roma per la via Flaminia; sono ancora conservati e utilizzati alcuni percorsi urbani coperti. Da visitare il parco regionale di Monte Cucco, seguendo la strada perimetrale per Sigillo, bellissimo ponte romano sulla Flaminia, Costacciaro, Scheggia. A Costacciaro bella la trecentesca chiesa di San Francesco, le mura e l'impianto urbanistico. Qui ha sede l'Università degli Uomini Originali: un istituto cui appartengono le famiglie native del luogo che hanno la proprietà collettiva di vaste zone. Da ammirare il ponte della Flaminia sul torrente Sentino, detto ponte di Scheggia. Il Monte Cucco (1566 metri) è la vetta più alta dell'Umbria. Splendide faggete e, presso la Madre dei Faggi, la grotta di Monte Cucco (1390 metri di altitudine), una delle più profonde d'Italia. Belli e affascinanti la gola scavata dal Rio Freddo e l'arco della Valle delle Prigioni. La vegetazione è fra le più belle del nostro Paese. L'aerea è arricchita da monasteri e abbazie.
Nel 1237 Gualdo Tadino (quando si chiamava ancora Gualdo di Nocera) divenne libero comune e furono ampliate le mura che si chiudono sulla rocca nel più alto. Nel 1833 ottenne dal Papa Gregorio XVI il titolo di città, assumendo il nome attuale. Non bisogna dimenticare che questa è zona Nelle vicinanze di Gualdo Tadino c'è rocca Flea e Valsorda (1050 metri sul livello del mare), con i suoi prati e le fioriture di orchidee, gigli, peonie, frutti di bosco. Nocera Umbra (520 metri sul livello del mare). Gli effetti del terremoto del 1997 sono stati molto gravi anche qui, come in altri centri della zona. Ma anche qui, come nelle Marche, le popolazioni hanno reagito con coraggio, determinazione e dignità. Centro umbro, poi romano, poi longobardo, necropoli del Portone. Interessanti le terme, già attive nel Cinquecento e decadute nel secolo scorso. Importanti anche i bagni di Nocera a est, la rocca di Postignano a ovest (780 metri sul livello del mare), dominante la Val Topina (tartufi, castelli e torri: Poggio, Gallano e Trinci); e una pieve paleocristiana (Pieve Fanonica) nei pressi della Flaminia, all'incrocio per Colfiorito. Belle le architetture della case-torre e di altre costruzioni rurali isolate. La vegetazione e il paesaggio sono da incanto. sismica: i terremoti sono la normalità, non l'eccezione. Colfiorito è famosa per le sue lenticchie e le patate rosse, nonché per le ricotte e i pecorini ottenuti dai pascoli di alta quota. Di estremo interesse la palude di Colfiorito, parco naturale regionale, importante per la flora e l'avifauna che vi sosta. La piana di Colfiorito, con i piani di Annifo, Ricciano e Collecroce, forma come una corona della splendida palude.
Città di Castello conta circa quarantamila abitanti: per lo standard umbro è una città grande.
L'Umbria è una regione bellissima, che deve una importante percentuale della sua bellezza ai centri piccoli, piccolissimi, super-piccoli. Già importante nel Medioevo ( le mura duecentesche con quattro porte e la piazza lo testimoniano), si ampliò nel Quattro e nel Cinquecento con la signoria della famiglia Vitelli: il più noto esponente della quale è Vitellozzo, grande capitano di ventura. Importanti sono la piccola industria e l'artigianato del legno: produzione e restauro di mobili. Importante la mostra annuale del mobile in stile e di antiquariato che si tiene ogni anno dal 25 settembre al 3 ottobre. Interessante anche la mostra del tartufo e dei prodotti del bosco (castagne, funghi), dal 5 al 7 novembre. Belle ceramiche da Tifernate. In località Garavalle è situato il Centro documentazione della civiltà popolare e contadina, con orto botanico didattico, bottega dal fabbro armaiolo e maniscalco. Istruttivi e interessanti la biancheria filata e tessuta in casa, gli utensili da cucina, le macchine agricole. A Città di Castello vivono Livio Dalla Ragione e sua figlia Isabella: Livio è curatore del Museo delle tradizioni popolari di Città di Castello. Insieme hanno creato un'importante collezione di preziose piante da frutta del passato. Isabella e Livio Dalla Ragione hanno creato l'associazione Archeologia Arborea per promuovere la conoscenza e la tutela delle vecchie varietà di alberi da frutto. A Petroia, nel territorio comunale, è da visitare l'abbazia di Petroia e, presso Morra, la chiesa di San Crescentino, con affreschi di Luca Signorelli. Da visitare anche Monte Santa Maria Tiberina, a ovest di Città di Castello, costruita su un monte a cono, altitudine 690 metri sul livello del mare, la cui sommità continua con il paese: bella e suggestiva la vista, che domina grandi spazi. La torre feudale, il campanile, il palazzo Bourbon del Monte (è della stessa famiglia uno splendido palazzo a Sovana, in provincia di Grosseto).
Attraversando San Secondo, Trestina, Promano si arriva a Montone (482 metri sul livello del mare), terra di Braccio Fortebraccio da Montone (1368-1424), che fu signore di Perugia e condottiero di ventura. Per inciso, una fetta importanti dei capitani di ventura è umbra: Erasmo da Narni-Gattamelata, Bartolomeo d'Alviano, Malatesta Baglioni, Vitellozzo Vitelli, Niccolò Piccinino, oltre a Braccio da Montone. Questo forse deve farci riflettere per capire la determinazione, il coraggio degli umbri. Il castello è bellissimo, come da manuale è l'impianto urbano: da vedere il palazzo Comunale, la collegiata e, fuori le mura, la pieve vecchia, in stile romanico-bizantino.
Da Montone a Umbertide: costruita ad un'altitudine di 250 metri, distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, ha un bel centro storico, ancora ben individuabile, nonostante la espansione edilizia del dopoguerra. In particolare, la rocca che guarda il torrente Reggia che sfocia nel Tevere, ben restaurata negli anni Ottanta; la sede del municipio: palazzo Bourbon di Sorbello. Le chiese di San Francesco e Santa Croce, con una Deposizione di Luca Signorelli. A oriente di Umbertide, sono da vedere Civitella Ranieri e una rocca-residenza fortificata che ci è giunta nel rifacimento cinque-seicentesco: un sogno che si materializza in un parco di querce, tigli, lecci, ippocastani, cipressi e pini. Salvo due, sono tutte essenze importate, anche se da lungo tempo. Da qui si arriva a Gubbio, oppure, si va per Civitella Benazzone, Abbadia Celestina (solo ruderi), per strade interne si arriva a Montelabate, borgo dominato dalla chiesa di Santa Maria in Val di Ponte, unita a una abbazia benedettina che dall'XI secolo ha rappresentato uno dei più importanti centri di potere dell'Umbria, almeno fino al Quattrocento.
Si prosegue per Gubbio risalendo verso nord, sostando all'abbazia di Vallingegno e a Mengara, seguendo la via Perugina. A Gubbio (522 metri sul livello del mare, trentamila abitanti) si arriva incontrando la chiesa della Madonna del Prato, e la chiesa di Santa Maria della Paggiola. Due costruzioni seicentesche dalle inconfondibili forme barocche annunciano una città medievale che vide il suo potere di libero comune interrotto sul finire del Trecento dall'avvento del Montefeltro. Il palazzo dei Consoli (1332) per l'epoca comunale e il palazzo Ducale (1476) per la signoria del Montefeltro esprimono bene i due periodi. La pietra di calcare grigio domina Gubbio e rafforza l'idea di città medievale, già importante ben prima, come testimoniano le tavole eugubine. Gubbio per secoli è stata un centro di grande importanza per il ferro battuto. Dal 30 ottobre al 2 novembre, c'è la mostra-mercato del tartufo bianco, a maggio si corre la corsa dei ceri. Sopra Gubbio, è da visitare la basilica di Sant'Ubaldo (830 metri sul livello del mare), riedificata all'inizio del Cinquecento; si raggiunge anche in funivia partendo da Porta Romana. Puntando verso Gualdo Tadino si incontra Padule, il castello di Alfiolo (XI secolo, trasformato prima in abbazia poi in palazzo rinascimentale, oggi è un'azienda agrituristica, con tenuta di 630 ettari); e poi Branca (con il sovrastante castello) da dove si può deviare per Castel Colmollaro. Da qui si arriva a Fossato di Vico, importante al tempo di Roma per la via Flaminia; sono ancora conservati e utilizzati alcuni percorsi urbani coperti. Da visitare il parco regionale di Monte Cucco, seguendo la strada perimetrale per Sigillo, bellissimo ponte romano sulla Flaminia, Costacciaro, Scheggia. A Costacciaro bella la trecentesca chiesa di San Francesco, le mura e l'impianto urbanistico. Qui ha sede l'Università degli Uomini Originali: un istituto cui appartengono le famiglie native del luogo che hanno la proprietà collettiva di vaste zone. Da ammirare il ponte della Flaminia sul torrente Sentino, detto ponte di Scheggia. Il Monte Cucco (1566 metri) è la vetta più alta dell'Umbria. Splendide faggete e, presso la Madre dei Faggi, la grotta di Monte Cucco (1390 metri di altitudine), una delle più profonde d'Italia. Belli e affascinanti la gola scavata dal Rio Freddo e l'arco della Valle delle Prigioni. La vegetazione è fra le più belle del nostro Paese. L'aerea è arricchita da monasteri e abbazie.
Nel 1237 Gualdo Tadino (quando si chiamava ancora Gualdo di Nocera) divenne libero comune e furono ampliate le mura che si chiudono sulla rocca nel più alto. Nel 1833 ottenne dal Papa Gregorio XVI il titolo di città, assumendo il nome attuale. Non bisogna dimenticare che questa è zona Nelle vicinanze di Gualdo Tadino c'è rocca Flea e Valsorda (1050 metri sul livello del mare), con i suoi prati e le fioriture di orchidee, gigli, peonie, frutti di bosco. Nocera Umbra (520 metri sul livello del mare). Gli effetti del terremoto del 1997 sono stati molto gravi anche qui, come in altri centri della zona. Ma anche qui, come nelle Marche, le popolazioni hanno reagito con coraggio, determinazione e dignità. Centro umbro, poi romano, poi longobardo, necropoli del Portone. Interessanti le terme, già attive nel Cinquecento e decadute nel secolo scorso. Importanti anche i bagni di Nocera a est, la rocca di Postignano a ovest (780 metri sul livello del mare), dominante la Val Topina (tartufi, castelli e torri: Poggio, Gallano e Trinci); e una pieve paleocristiana (Pieve Fanonica) nei pressi della Flaminia, all'incrocio per Colfiorito. Belle le architetture della case-torre e di altre costruzioni rurali isolate. La vegetazione e il paesaggio sono da incanto. sismica: i terremoti sono la normalità, non l'eccezione. Colfiorito è famosa per le sue lenticchie e le patate rosse, nonché per le ricotte e i pecorini ottenuti dai pascoli di alta quota. Di estremo interesse la palude di Colfiorito, parco naturale regionale, importante per la flora e l'avifauna che vi sosta. La piana di Colfiorito, con i piani di Annifo, Ricciano e Collecroce, forma come una corona della splendida palude.
 














