Notiziario

I giovani italiani nel mondo puntano sui new media
Insieme alla preoccupazione per i tagli previsti in Finanziaria per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero, quello dell’utilizzo dei new media è stato uno dei temi cardine discussi dai delegati delle varie comunità di giovani italiani intervenuti, ieri presso la Fao, in occasione della prima Conferenza a loro dedicata.
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Roma, 11 dic. (Pronto Italia) – Puntare sulla promozione delle più moderne tecnologie, in particolare portali web, per promuovere le istanze, i bisogni, le peculiarita’e i sogni dei giovani italiani nel mondo. Insieme alla preoccupazione per i tagli previsti in Finanziaria per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero, quello dell’utilizzo dei new media è stato uno dei temi cardine discussi dai delegati delle varie comunità di giovani italiani intervenuti, ieri presso la Fao, in occasione della prima Conferenza a loro dedicata.
''Vogliamo una comunicazione dei giovani e per i giovani partendo da una piazza virtuale, un portale dove dare spazio e informazione circa le attività dei Comites, le iniziative ed i bisogni dei giovani nell’area anglofoba dell'America'', ha dichiarato Francesco Paolo Tuzzolino, delegato dell’area anglofona americana mentre Marco Rabbiosi, delegato del Sud Africa ha evidenziato il nesso tra comunicazione e lavoro. ''Auspico - ha sottolineato Marco Rabbiosi - la creazione di un database professionale per le aziende che vogliono esportare prodotti Made in Italy all'estero ai quali le comunità di giovani italiani potrebbero essere da importante supporto. Occorre stimolare inoltre un processo di digitalizzazione del mondo della scuola che favorisca l'ingresso nel mondo del lavoro''.
Preoccupazione per i tagli previsti alla promozione della lingua e cultura italiana all'estero è stata espressa, tra gli altri, da Luigi D'Elia, delegato della Francia ponendo l'interrogativo ''che influenza avrà sull'immagine dell'Italia nel mondo i previsti tagli pari al 60%? Tagli in controtendenza rispetto ad altre nazioni che invece stanno investendo per imporre la propria lingua nel mondo''.
 














