Notiziario

PEDICA (IDV), IL CGIE NON HA PIU' MOTIVO DI ESISTERE
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Roma, 14 mag. - (Pronto Italia) - ''Sopprimiamo il Cgie''. Questa la
provocazione, lanciata dal senatore dell'Italia dei Valori Stefano
Pedica, che ha aperto la seconda giornata di lavoro del Consiglio
generale degli italiani all'estero, fino a domani alla Farnesina per
la prima Assemblea Plenaria di quest'anno. ''Le funzioni assegnate al
Cgie nel 1989 sono ormai assorbite da altri organismi di
rappresentanza come la circoscrizione estero, con la quale si e'
eliminata una discrepanza ed una disparita' di trattamento dei diritti
dei nostri cittadini che si protaeva dalla nascita della Repubblica",
spiega il senatore.
"Tra l'altro -aggiunge Pedica- il ruolo del Cgie si sovrappone a
quello dei Comites (Comitati italiani all'estero n.d.r.), insieme
costano annualmente allo Stato una spesa pari a 5 milioni di euro. Si
possono ridurre i costi prevedendo un maggiore impulso sui Comites,
disseminati in tutto il mondo, e l'eliminazione del Cgie. Proprio
questo e' l'obiettivo che vuole raggiungere il ddl che ho presentato
in Senato. Bisogna svecchiare la classe dirigente, coinvolgere i
giovani. E' necessario un ricambio per guardare al futuro con un'altra
ottica. Pensavo di riuscire, nell'ambito di questa assemblea, a
sollevare un caso su cui dibattere, e invece ho riscontrato solo molta
paura. In questo Cgie c'e' la voglia di mantenere vecchie posizioni".
Non sono dello stesso parere i consiglieri del Cgie, in primis
il segretario generale Elio Carozza che ribadisce con forza il ruolo,
le competenze del Consiglio generale, organo di raccordo tra i Comites
e i parlamentari eletti all'estero. ''Non siamo una comunita' morta ma
siamo una comunita' che vive alla quale la Costituzione italiana
riconosce gli stessi diritti degli italiani che vivono in Italia
-afferma Franco Narducci, eletto nelle file del Pd nella
circoscrizione Europa- il Cgie non e' solo una riunione annuale, una
conferenza plenaria, ma molto di piu' per tutti gli italiani che
vivono nel mondo''.
provocazione, lanciata dal senatore dell'Italia dei Valori Stefano
Pedica, che ha aperto la seconda giornata di lavoro del Consiglio
generale degli italiani all'estero, fino a domani alla Farnesina per
la prima Assemblea Plenaria di quest'anno. ''Le funzioni assegnate al
Cgie nel 1989 sono ormai assorbite da altri organismi di
rappresentanza come la circoscrizione estero, con la quale si e'
eliminata una discrepanza ed una disparita' di trattamento dei diritti
dei nostri cittadini che si protaeva dalla nascita della Repubblica",
spiega il senatore.
"Tra l'altro -aggiunge Pedica- il ruolo del Cgie si sovrappone a
quello dei Comites (Comitati italiani all'estero n.d.r.), insieme
costano annualmente allo Stato una spesa pari a 5 milioni di euro. Si
possono ridurre i costi prevedendo un maggiore impulso sui Comites,
disseminati in tutto il mondo, e l'eliminazione del Cgie. Proprio
questo e' l'obiettivo che vuole raggiungere il ddl che ho presentato
in Senato. Bisogna svecchiare la classe dirigente, coinvolgere i
giovani. E' necessario un ricambio per guardare al futuro con un'altra
ottica. Pensavo di riuscire, nell'ambito di questa assemblea, a
sollevare un caso su cui dibattere, e invece ho riscontrato solo molta
paura. In questo Cgie c'e' la voglia di mantenere vecchie posizioni".
Non sono dello stesso parere i consiglieri del Cgie, in primis
il segretario generale Elio Carozza che ribadisce con forza il ruolo,
le competenze del Consiglio generale, organo di raccordo tra i Comites
e i parlamentari eletti all'estero. ''Non siamo una comunita' morta ma
siamo una comunita' che vive alla quale la Costituzione italiana
riconosce gli stessi diritti degli italiani che vivono in Italia
-afferma Franco Narducci, eletto nelle file del Pd nella
circoscrizione Europa- il Cgie non e' solo una riunione annuale, una
conferenza plenaria, ma molto di piu' per tutti gli italiani che
vivono nel mondo''.
 














