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Badaloni: ''I miei primi tre mesi a capo di Rai International''
In carica dal 22 dicembre scorso, il neodirettore fa il punto della situazione sul suo ruolo e sulla missione di rinnovare il canale degli italiani all'estero
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Roma, 23 mar. (Pronto Italia) - Nominato ufficialmente direttore di Rai International il 22 dicembre, a novanta giorni dall’inizio del suo incarico, Piero Badaloni (nella foto) fa il punto di un’attività impegnativa che lo vede in prima linea nella missione di rinnovare la rete dedicata agli italiani all’estero. “E non solo – ha precisato il neo direttore di Rai International – Dobbiamo ricordarci sempre degli oriundi, di coloro che, pur essendo di origini italiane hanno perso la cittadinanza, degli appassionati della cultura italiana e dei personaggi famosi che vogliono mantenere un contatto con l’Italia: penso a Madonna, a Francis Ford Coppola, a Nancy Pelosi”.
Insomma, una Rai International che mira a diventare canale privilegiato nella diffusione delle eccellenze italiane, dell’italian way of life, del made in Italy, dell’arte, della cultura e del turismo: in poche parole, del Sistema Italia nella sua complessità. La svolta decisiva di Rai International si avrà con la firma della convenzione che regola i rapporti tra la Rai e Palazzo Chigi per quanto riguarda la missione del canale internazionale: una convenzione “che doveva decollare all'inizio di gennaio e che, invece, alla fine di marzo è ancora lì e questo non me lo aspettavo''.
''Questo significa -spiega Badaloni- che, fino ad oggi, ho dovuto un po’ navigare a vista e tra le incertezze, non avendo un piano di produzione con dei paletti che indicano la strada. Comunque so perfettamente quali sono le novità previste dalla convenzione e questo è il motivo per cui ho accettato l’incarico”. Alla vigilia della firma della convenzione, che dovrebbe avere luogo la settimana prossima, Badaloni può già contare su risultati importanti: il direttore ha voluto sottolineare, in primo luogo, quello della partecipazione degli italiani all’estero. “In tre mesi ho ricevuto 10mila mail dagli italiani nel mondo – ha spiegato Badaloni - l’85% dei quali si è dichiarato soddisfatto dei cambiamenti che riguardano, innanzi tutto, la selezione dei programmi. Perché se è vero che c’è un 15% di spettatori che vuole vedere programmi popolari come ‘Piazza grande’ o ‘Incantesimo’, che continueranno a far parte del palinsesto, è anche vero che una parte ben più cospicua pretende più pluralismo nell’informazione ed è per questo che abbiamo inserito la diretta dei telegiornali, che prima si registravano alle 11 del mattino per poi mandarli in onda la sera, e programmi di approfondimento come ‘Ballarò’ e ‘Tg2 dossier’, ma anche ‘Che tempo che fa’ e ‘Parla con me’".
"Ci sarà anche ‘Sestante’, un settimanale per raccontare storie di eccellenze italiane in Italia e nel mondo, perché l’informazione di ritorno non è solo la sagra del prosciutto nel Connecticut, ma i successi del giovane ricercatore italiano all’estero o Nancy Pelosi che arriva a ricoprire un ruolo così importante”. In quest’ottica di approfondimento e di rinnovamento, infatti, non poteva mancare una particolare attenzione all’informazione di ritorno che riguardi la vita delle comunità italiane sparse per il mondo che deve essere conosciuta anche in Italia.
“In questo senso-osserva Badaloni- mi auguro che con la nuova convenzione sia finalmente possibile far vedere Rai International anche in Italia e in Europa”. Badaloni definisce la situazione attuale di Rai International “schizofrenica”: il canale si vede in America del Sud e del Nord, in Australia e in Africa, in Asia e, paradossalmente, non in Europa “perché non si è mai pensato prima di inserire il canale nel bouquet satellitare”. Nonostante le incertezze, Badaloni è sicuro di aver già dato dei forti segnali di rinnovamento, soprattutto nella selezione dei programmi che costituiscono il palinsesto di Rai International, allargando il campo di selezione a Rai Educational e Rai Sat perché “purtroppo -rileva- spesso i programmi migliori sono quelli in onda sui canali privati della Rai”, ha spiegato il direttore. Grande attenzione anche alla politica estera dell’Italia e “alle storie dei cooperanti, dei militari, dei missionari, delle ambasciate e delle sedi diplomatiche”.
Più partecipazione, inoltre, da parte degli italiani all’estero, alla costruzione del palinsesto: il direttore Badaloni torna a sottolineare l’importanza delle mail ricevute, anche grazie alla nuova rubrica “Il Direttore risponde”, con tutti i suggerimenti e le critiche che esse contenevano e che lo hanno spinto a inserire programmi che prima non c’erano, dedicati all’arte, al cinema italiano, alla cultura e alla lingua italiana che partirà ad aprile. “Accanto a questo, manterremo le trasmissioni di servizio come ‘Sportello Italia’, utili per risolvere le questioni burocratiche dei connazionali all’estero”.L’attività di rinnovamento investe anche il piano dell’informazione: “Sta per partire un contenitore quotidiano di un’ora, dalle 13 alle 14, che presterà attenzione anche alle testate italiane all’estero, ai fatti internazionali e ai fatti italiani importanti per gli italiani all’estero e, naturalmente, all’attività svolta dai parlamentari eletti dai connazionali all’estero”.
Insomma, una Rai International che mira a diventare canale privilegiato nella diffusione delle eccellenze italiane, dell’italian way of life, del made in Italy, dell’arte, della cultura e del turismo: in poche parole, del Sistema Italia nella sua complessità. La svolta decisiva di Rai International si avrà con la firma della convenzione che regola i rapporti tra la Rai e Palazzo Chigi per quanto riguarda la missione del canale internazionale: una convenzione “che doveva decollare all'inizio di gennaio e che, invece, alla fine di marzo è ancora lì e questo non me lo aspettavo''.
''Questo significa -spiega Badaloni- che, fino ad oggi, ho dovuto un po’ navigare a vista e tra le incertezze, non avendo un piano di produzione con dei paletti che indicano la strada. Comunque so perfettamente quali sono le novità previste dalla convenzione e questo è il motivo per cui ho accettato l’incarico”. Alla vigilia della firma della convenzione, che dovrebbe avere luogo la settimana prossima, Badaloni può già contare su risultati importanti: il direttore ha voluto sottolineare, in primo luogo, quello della partecipazione degli italiani all’estero. “In tre mesi ho ricevuto 10mila mail dagli italiani nel mondo – ha spiegato Badaloni - l’85% dei quali si è dichiarato soddisfatto dei cambiamenti che riguardano, innanzi tutto, la selezione dei programmi. Perché se è vero che c’è un 15% di spettatori che vuole vedere programmi popolari come ‘Piazza grande’ o ‘Incantesimo’, che continueranno a far parte del palinsesto, è anche vero che una parte ben più cospicua pretende più pluralismo nell’informazione ed è per questo che abbiamo inserito la diretta dei telegiornali, che prima si registravano alle 11 del mattino per poi mandarli in onda la sera, e programmi di approfondimento come ‘Ballarò’ e ‘Tg2 dossier’, ma anche ‘Che tempo che fa’ e ‘Parla con me’".
"Ci sarà anche ‘Sestante’, un settimanale per raccontare storie di eccellenze italiane in Italia e nel mondo, perché l’informazione di ritorno non è solo la sagra del prosciutto nel Connecticut, ma i successi del giovane ricercatore italiano all’estero o Nancy Pelosi che arriva a ricoprire un ruolo così importante”. In quest’ottica di approfondimento e di rinnovamento, infatti, non poteva mancare una particolare attenzione all’informazione di ritorno che riguardi la vita delle comunità italiane sparse per il mondo che deve essere conosciuta anche in Italia.
“In questo senso-osserva Badaloni- mi auguro che con la nuova convenzione sia finalmente possibile far vedere Rai International anche in Italia e in Europa”. Badaloni definisce la situazione attuale di Rai International “schizofrenica”: il canale si vede in America del Sud e del Nord, in Australia e in Africa, in Asia e, paradossalmente, non in Europa “perché non si è mai pensato prima di inserire il canale nel bouquet satellitare”. Nonostante le incertezze, Badaloni è sicuro di aver già dato dei forti segnali di rinnovamento, soprattutto nella selezione dei programmi che costituiscono il palinsesto di Rai International, allargando il campo di selezione a Rai Educational e Rai Sat perché “purtroppo -rileva- spesso i programmi migliori sono quelli in onda sui canali privati della Rai”, ha spiegato il direttore. Grande attenzione anche alla politica estera dell’Italia e “alle storie dei cooperanti, dei militari, dei missionari, delle ambasciate e delle sedi diplomatiche”.
Più partecipazione, inoltre, da parte degli italiani all’estero, alla costruzione del palinsesto: il direttore Badaloni torna a sottolineare l’importanza delle mail ricevute, anche grazie alla nuova rubrica “Il Direttore risponde”, con tutti i suggerimenti e le critiche che esse contenevano e che lo hanno spinto a inserire programmi che prima non c’erano, dedicati all’arte, al cinema italiano, alla cultura e alla lingua italiana che partirà ad aprile. “Accanto a questo, manterremo le trasmissioni di servizio come ‘Sportello Italia’, utili per risolvere le questioni burocratiche dei connazionali all’estero”.L’attività di rinnovamento investe anche il piano dell’informazione: “Sta per partire un contenitore quotidiano di un’ora, dalle 13 alle 14, che presterà attenzione anche alle testate italiane all’estero, ai fatti internazionali e ai fatti italiani importanti per gli italiani all’estero e, naturalmente, all’attività svolta dai parlamentari eletti dai connazionali all’estero”.
 














