Sanità

Troppi dentisti in Italia, molte le lauree all'estero
Renzo (Cao), uno ogni 900 abitanti contro uno su 2 mila secondo l'Oms
(Adnkronos Salute) - Italiani, popolo di dentisti. "Attualmente gli odontoiatri in Italia sono circa 59 mila, praticamente uno ogni 900 abitanti, quando l'Organizzazione mondiale della sanità indica il numero ottimale in uno ogni 2.000 abitanti". Lo ha detto Giuseppe Renzo, presidente Commissione Albo odontoiatri nazionale (Cao), all'assemblea degli odontoiatri nei giorni scorsi a Roma, come riferisce la Federazione degli Ordini dei medici sul suo sito web. Si affaccia dunque, specialmente in alcune regioni, lo spettro della disoccupazione per gli odontoiatri, non soltanto per la sproporzione rispetto agli abitanti, ma anche per gli elevati costi da sostenere per aprire uno studio. Una questione che appare strettamente collegata con le 'lauree facili' ottenute all’estero e i meccanismi di accertamento della qualità professionale. Il numero dei laureati in Odontoiatria che si iscrivono agli Albi ogni anno "è di circa 1.500, a fronte di 800 laureati nelle Università italiane", ha detto ancora Renzo. Persiste il fenomeno di italiani che vanno nelle Università di altri Paesi e poi tornano per esercitare in Italia. Una situazione in cui le 'maglie' dei controlli dovrebbero stringersi: "Occorre - ha affermato Renzo - un esame di abilitazione che veda la partecipazione degli Ordini; prima o poi toccherà arrivarci". "Non possiamo che andare avanti sulla strada che abbiamo intrapreso - ha concluso Renzo - continuando nell’interlocuzione con le Istituzioni, stando dalla parte della legalità e della riaffermazione dei valori della nostra professione. Anche perché dobbiamo contrastare i danni alla nostra immagine provenienti da casi di evasione fiscale, un fenomeno che è strettamente connesso all’abusivismo e al prestanomismo, a cui abbiamo dichiarato guerra diretta non solo per tutelare la dignità della nostra professione, ma soprattutto per tutelare la salute dei cittadini".
 









