Soddisfatti i sindacati: "Fermata un'operazione poco chiara"Autostrade-Abertis, Di Pietro: ''Per me il dossier è chiuso''Il ministro delle Infrastrutture: ''Presupposti di legittimità all'origine dello stop alla fusione, nel merito non siamo neanche entrati''. Ue: ''Esamineremo le ragioni del no"  
 La sede di Abertis
Roma, 5 ago. (Adnkronos/Ign) - ''Per me la questione è chiusa''. Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, non lascia spiragli alla fusione tra Autostrade e la spagnola Abertis. Intervistato dall'ADNKRONOS Di Pietro entra nel merito della lettera che, assieme al ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, ha inviato ieri sera ai vertici dell'Anas per comunicare lo 'stop' all'operazione. ''Da parte nostra- ha aggiunto- si trattava di dare il via libera o meno all'operazione come, per altro, ci era stato richiesto dal Consiglio di Stato. A questo punto noi abbiamo esaminato attentamente il dossier sia sotto il profilo della legittimita' che sotto il profilo dell'opportunita' di portare avanti la fusione. In particolare, gia' nella fase preliminare dell'esame di legittimita' abbiamo trovato una questione 'assorberte'. Una questione, cioe', che avrebbe pregiudicato i passi successivi. Nel merito, quindi non siamo neanche entrati''.
''E' sotto il profilo della legittimità -insiste Di Pietro- che abbiamo esaminato i presupposti che ci hanno portato a dire no alla fusione e, di conseguenza, a escludere l'autorizzazione''. Infatti, ha ricordato Di Pietro, ''quando fu fatta la privatizzazione era previsto che la societa' concessionaria non poteva essere partecipata da societa' di costruzioni. E nel caso di Abertis c'e' appunto la partecipazione della Acs, che e' proprio una societa' di costruzioni di strade. Ecco. Questo è di per sé il motivo dello stop. Quindi, per me, il dossier è chiuso''.
L'Europa, intanto, annuncia di voler analizzare le motivazioni per cui il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa e quello delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, hanno bocciato la fusione Autostrade-Abertis. ''Vogliamo esaminare le ragioni che hanno portato al blocco dell'operazione, prima di commentare'' ha detto il portavoce dell'esecutivo Ue, Mark Gray, interpellato sulla questione. Trattandosi di una fusione di dimensioni comunitarie, spiegano fonti di Bruxelels, è normale che Bruxelles intenda studiare i motivi per cui il governo ha bloccato l'operazione italo-spagnola.
Nelle scorse settimane i gruppi avevano già avviato la fase di prenotifica della fusione a Bruxelles, inviando un memorandum informale con l'auspicio di giungere alla notifica formale dell'operazione entro la prima settimana di settembre.
Intanto, i sindacati appoggiano a pieno la scelta del governo di bloccare l'operazione ital-spagnola. "E' una decisione di buon senso e corrisponde ai dubbi e alle perplessità a suo tempo espressi dalla Cgil'', ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.
"Ottima notizia" anche per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. "E' stata fermata un'operazione poco chiara e trasparente -ha commenato- su una materiale cruciale per i cittadini e per la collettività''.