Emma Marcegaglia, la prima 'quota rosa' di Confindustria 
 Emma Marcegaglia (Infophoto)
Roma - E’ stata la prima donna a varcare il fatidico sesto piano di viale dell’Astronomia, ad appena 30 anni. E’ l’aprile del 96 quando Emma Marcegaglia viene eletta presidente dei giovani industriali e quindi vicepresidente di Confindustria. E’ la prima ‘quota rosa’ del mondo dell’industria guidato allora da Giorgio Fossa. Solo sei anni dopo, con la presidenza di Antonio D’Amato, arrivano altre due ‘colleghe’: Diana Bracco e Anna Maria Artoni. Mantovana doc, e’ una manager che ha saputo conquistare la stima e la fiducia di grandi capitani d’industria, tutti uomini naturalmente, a cominciare dal padre, Steno Marcegaglia, che le ha affidato la gestione del gruppo.
Presidente nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria dal 1996 al 2000, presidente dei Giovani industriali europei dal 1997 al 2000, poi vice presidente di Confindustria per l’Europa fino al 2002, quando lasciò per divergenze con la linea D’Amato, Emma Marcegaglia è oggi vice presidente di Confindustria per Energia e coordinamento politiche industriali e ambientali.
Ma la sua carriera non si esaurisce con i prestigiosi ruoli nella confederazione degli industriali. Marcegaglia rappresenta l’Italia infatti nel gruppo di alto livello creato dalla Commissione Ue su Energia, competitività e ambiente ed è amministratore delegato della società Marcegaglia Spa e di tutte le società controllate, l’azienda di famiglia dove mosse i primi passi a soli 23 anni, subito dopo la laurea in economia aziendale alla Bocconi di Milano. Quando dalla capitale economica tornò a Gazoldo degli Ippoliti, il quartier generale della fabbrica, un posto carico di ricordi, dove aveva trascorso l’infanzia a poche centinaia di metri dal primo stabilimento.
Imprenditrice da sempre, la prima sfida la vince portando i conti da rossi in nero della società Albarella Spa, il centro turistico immobiliare sul Delta del Po che, insieme al resort di Pugnochiuso sul Gargano, rappresenta uno dei due asset della proprietà di Marcegaglia Tourism, piccola divisione del Gruppo Marcegaglia, leader in Europa nella trasformazione dell’acciaio. Un impero costruito in 47 anni dal padre che ne è anche fondatore e presidente. Partito come laboratorio artigianale, il gruppo Marcegaglia produce oggi 5.500 km di tubi al giorno, dai manici delle scope alle serpentine per i frigo, conta 47 insediamenti produttivi in Italia e all’estero e 6.500 dipendenti.
Un’azienda di grandi dimensioni che per Emma è, e continua a essere, il suo vero mondo. Così, anche se da bambina accarezza il sogno di fare la ballerina presto dimentica il mondo dello spettacolo e, gia’ adolescente, guarda all’impresa. Uno sbocco naturale per lei e per il fratello Antonio, di due anni più grande, e per la madre Mira Bazzani Marcegaglia. L’azienda, per i Marcegaglia, è la famiglia stessa, e non e’ un caso che i cda un tempo si svolgevano a colazione o a pranzo.
“Imprenditori poveri di un’azienda ricca” amano definirsi i Marcegaglia che reinvestono gli utili per crescere e rinnovarsi e concepiscono la fabbrica come un patrimonio di tutti, una ricchezza per il territorio mantovano. E Steno, che conosce i suoi dipendenti uno per uno, abitua, fin da piccoli, Emma e Antonio, ad avere una grande attenzione per il sociale, a considerare le risorse umane. Cosi’ Emma, a scuola, frequenta i figli dei dipendenti del padre e sviluppa uno spirito di appartenenza molto forte.
Spirito d’appartenenza ma anche senso del dovere, cui si accompagna un certo rigore morale, d’impronta cattolica. Emma Marcegaglia non ostenta mai e non si concede lussi, neanche oggi. Soprattutto ha una predisposizione all’ascolto che ne fanno una persona attenta, non presuntuosa e avveduta nel confronto dialettico. “Emma non parla a sproposito, si documenta sempre prima e quando non sa, tace e ascolta”, dicono i suoi più stretti collaboratori. Il tutto con una consapevolezza: quella di essere una donna fortunata.
Una manager corretta e rigorosa quindi ma anche una mamma scrupolosa e amorevole con la piccola Gaia, la bimba avuta tre anni fa da suo marito Roberto Vancini, ingegnere informatico. Ed è proprio con Gaia e Roberto che Emma ha scoperto una ‘azienda’ tutta nuova, una proiezione di vita che va oltre la sua professione.
Una maternità che Emma Marcegaglia ha vissuto e vive intensamente e con impegno , anche per la sua battaglia a favore delle cellule staminali, che l’ha vista schierarsi in prima linea per la donazione del cordone ombelicale, in veste anche di presidente della Fondazione Areté onlus per il sostegno dell’attività Vita-Salute San Raffaele. “Una scelta importante che va fatta dalle future mamme due mesi prima del parto - dice - perché avere a disposizione le cellule staminali può voler dire salvare la vita non solo dei propri figli in caso di bisogno, ma anche di altre persone”. Ma l’impegno umanitario di Emma Marcegaglia non si ferma qui. L’imprenditrice raccoglie fondi per la ricerca scientifica come presidente della Fondazione e spesso ospita gruppi di persone disabili nella sua struttura turistica di Albarella.
Non solo impegno e doveri comunque, ma anche piacere e relax. La quarantenne imprenditrice mantovana considera ‘ sacri’ il sabato e la domenica che dedica alla famiglia. Tra i suoi sport preferiti il tennis e lo sci che pratica abitualmente. Nel tempo libero ama ascoltare musica e, quando può, si rilassa girando per mercatini a caccia di orologi antichi per i quali ha un’autentica passione, ma colleziona anche oggetti e mobili d’epoca. E le vacanze? Le trascorre generalmente ad Albarella o a Pugnochiuso, rigorosamente in Italia.

a cura di Cristina Armeni