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Internet: Loudemy, piattaforma che dichiara guerra a bufale e odio online/Aki

Da un'idea di Selene Biffi chabot 'intelligenti' per cambiare il mondo

CULTURA E MEDIA
Internet: Loudemy, piattaforma che dichiara guerra a bufale e odio online/Aki

L'idea è tutta italiana. Nome in codice: Loudemy. Obiettivo: contrastare la diffusione online di odio, paura e disinformazione; affrontare l'intolleranza e la cattiva informazione che animano molte conversazioni sui social media e sui forum. Loudemy è una piattaforma che aiuta a costruire chatbot intelligenti per trasformare ogni conversazione online in un'opportunità di dialogo, informazione e cambiamento sociale. E' un progetto pensato e realizzato dall'instancabile Selene Biffi, già fondatrice di Plain Ink. Loudemy è un assistente virtuale che, con fonti di qualità, combatte online contro intolleranza e disinformazione, permettendo agli utenti di contribuire alle conversazioni online su argomenti di loro interesse anche quando non sono di fronte a uno schermo.

"L'idea di Loudemy è nata l'anno scorso in Afghanistan, il Paese dove quattro anni fa ho lanciato la Qessa Academy, una scuola tecnica che utilizza lo storytelling per trasmettere messaggi pratici di sviluppo sociale - racconta Biffi ad Aki - AdnKronos International - A luglio 2016 ci fu un grave attentato, il peggiore fino ad allora mai registrato in termini di morti e feriti dal 2001. Quel giorno passai parecchie ore sui social e online assistendo a commenti piedi di odio, reazioni inconsulte, falsità di ogni tipo sull'Afghanistan, sulla situazione in cui versava e sulla guerra che interessava il Paese. Cominciai a rispondere a tutti quelli che potevo, provando a far capire la complessità di un contesto come quello afghano, ma non potevo ovviamente stare dietro a tutti i commenti. Da qui l'idea di come poter automatizzare il processo".

Loudemy funziona in modo molto semplice: è sufficiente registrarsi (http://loudemy.com), scegliere gli argomenti di maggiore interesse (dall'ambiente ai diritti umani), selezionare le fonti che dovranno utilizzare i chatbot - ad esempio organizzazioni e media internazionali o istituti di ricerca - e collegarle al proprio account Facebook, Twitter, Instagram o YouTube. L'algoritmo individua i contenuti di un certo tipo e Loudemy viene attivata - sostituendosi all'utente - ogni volta che incontra parole o concetti negativi, notizie infondate e intolleranza.

"Loudemy - sottolinea Biffi, vincitrice nel 2012 del Rolex Awards, uno dei principali premi nel settore della scienza e del sociale - è partito come progetto indipendente, totalmente autofinanziato, al momento". La differenza con quello che già esiste online è che Loudemy non blocca gli utenti, non cancella i commenti, non segnala i contenuti inappropriati. Loudemy genera in automatico commenti con dati e informazioni utili a offrire una prospettiva diversa, un'alternativa con testi, audio, immagini e video.

"Volevo che la piattaforma di chatbot potesse essere 'sovversiva' in qualche modo, andando ad amplificare quanto di positivo e inclusivo ci fosse nella rete - spiega ancora Biffi - Ecco perché abbiamo scelto di includere 'Loud' nel nome e utilizzare un megafono come simbolo".

Intanto lei è a Mogadiscio dove per l'Onu lavora per la formazione di aspiranti imprenditori sociali e per l'apertura di un incubatore che possa supportare le startup locali attraverso mentoring, accesso al credito e altri servizi. "E' una sfida - conclude - Ho deciso di affrontarla con entusiasmo per provare a creare opportunità di istruzione e lavoro anche qui".

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