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Petrolio: arbitrato su oleodotto Iran-Israele, a Teheran 100 mln dollari

E' il primo grado di un caso che risale ai tempi dello Shah e riguarda una joint venture

ECONOMIA
Petrolio: arbitrato su oleodotto Iran-Israele, a Teheran 100 mln dollari

Un collegio arbitrale svizzero ha stabilito un risarcimento a favore dell'Iran fino a un massimo di 100 milioni di dollari su un caso che riguarda una joint venture con Israele per un oleodotto risalente a prima della rivoluzione del 1979. Stando alla sentenza dell'arbitrato, spiega il sito del quotidiano Haaretz, lo Stato ebraico dovrà risarcire la Repubblica islamica per la perdita della partecipazione del 50% nell'Iran Eilat Ashkelon Pipeline Company (oggi Eapc), che negli anni ha perso il termine Iran e che negli ultimi giorni è finita sui giornali per un disastro ambientale provocato da una perdita di greggio da un suo oleodotto nel sud di Israele.

La sentenza, che potrebbe garantire all'Iran una somma tra i 50 e i 100 milioni di dollari, non è definitiva. Si tratta solo del primo giudizio di un lungo e complicato processo tra i due paesi, che possono presentare ricorsi prima che il collegio fissi la somma definitiva. La sentenza in realtà risale a circa un anno fa, ma finora non era mai stata resa pubblica. Israele - precisa Haaretz - si è sempre opposto all'arbitrato, ma alla fine è stato costretto a prendere parte alla procedura.

L'Eapc era stata formata nel 1968, ovvero in un periodo storico in cui l'Iran dello Shah, Reza Pahlavi, e Israele erano alleati. I due paesi realizzarono una joint venture per la costruzione di una pipeline che avrebbe dovuto trasportare il petrolio iraniano dal Golfo al porto israeliano di Eilat, sul Mar Rosso, e da qui ai terminal di Ashkelon, aggirando così il Canale di Suez. Il petrolio iraniano avrebbe dovuto poi essere venduto e inviato in Europa.

Quando nel 1979 in Iran scoppiò la rivoluzione che rovesciò lo Shah, instaurando al suo posto la Repubblica islamica, la pipeline dell'Eapc conteneva circa 800mila tonnellate di greggio iraniano per un valore, ai prezzi di mercato attuali, di 400 milioni di dollari. Secondo le autorità iraniane, metà degli introiti della vendita di quel greggio spetta a Teheran, ma Israele finora non ha mai consegnato il denaro. Solo nella metà degli anni Ottanta l'Iran ha avviato un'azione legale per recuperare il denaro, chiedendo un arbitrato internazionale a Ginevra e Parigi. Nel 2004 Teheran ha denunciato Israele chiedendo un risarcimento di 800 milioni di dollari, una somma che si ritiene pari al valore di tutti gli asset della joint venture.

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