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Flop turismo in Turchia, posticipata riapertura scuole per ridurre perdite

Presenze in calo a causa dei numerosi attentati e della crisi della lira

ECONOMIA
Flop turismo in Turchia, posticipata riapertura scuole per ridurre perdite

Estate nera per il turismo in Turchia. Il settore, a causa delle turbolenze politiche e dell'ondata di attentati che ha interessato anche Istanbul, ha registrato negli ultimi mesi un forte calo. Per ridurre le perdite, stimate a due cifre, il governo ha rinviato di due settimane la riapertura delle scuole, sperando così di spingere le famiglie a cogliere l'occasione per fare nuove vacanze.

Il primo ministro Ahmet Davutoglu, citato dal sito del quotidiano Hurriyet, ha annunciato che quest'anno le scuole riapriranno il 28 settembre, invece che il 14, "in linea con le richieste del settore turistico".

Stando ai dati forniti dal ministero del Turismo turco, che include come fattore determinante per il flop anche la crisi economica in Russia, gli arrivi dall'estero sono scesi a 14.89 milioni nei primi sei mesi dell'anno, in calo del 2,25% rispetto allo stesso periodo del 2014. Ancora più evidente il crollo degli introiti, stimato in - 13,8% nel secondo trimestre del 2015.

A causa dei bassi guadagni estivi, nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli appelli dei sindaci della provincia turistica di Mugla, sul Mar Egeo, per chiedere il rinvio delle scuole di due settimane, in modo da includere nel periodo di vacanza anche il weekend di Eid al-Adha (Festa del Sacrificio), dal 24 al 27 settembre.

Ai vari appelli si è aggiunto di recente anche quello del presidente dell'Associazione turca degli investitori e degli hotel (Turob), Timur Bayindir, che ha parlato di dati "drammatici" per il settore turistico a luglio e agosto. "Secondo le nostre proiezioni - ha dichiarato - la Turchia chiuderà l'anno con un numero di turisti più basso del 2014. E appare improbabile nella situazione attuale che il calo sia a una cifra".

In Turchia si registra da settimane un'escalation di violenze con attacchi quasi quotidiani contro le forze di sicurezza e l'esercito. Ieri oltre 40 persone sono state arrestate in un'operazione antiterrorismo a Istanbul e nella città meridionale di Mersin. Mercoledì il gruppo di estrema sinistra Dhkp-C (Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo) ha rivendicato l'attacco contro la polizia davanti all'ingresso di Palazzo Dolmabahce.

Il paese, inoltre, è bloccato da una crisi politica senza precedenti nella sua storia recente che ha avuto ripercussioni anche sul valore della lira, calato rispetto al dollaro del 10,6% in un mese e del 27,8% da inizio anno. Sono falliti i negoziati per la formazione di un governo di coalizione, con Davutoglu (Akp), che preso atto dell'impossibilità di far nascere un esecutivo, ha rimesso il mandato nelle mani del presidente Recep Tayyip Erdogan. La Turchia sembra ora marciare verso nuove elezioni in autunno.

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