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Sud Sudan: Onu, crisi umanitaria dilagante, a rischio sicurezza alimentare

POLITICA

(Aki) - E' una ''crisi umanitaria dilagante'' quella che si sta verificando nel Sud Sudan. A denunciarlo è l'Agenzia delle Nazioni Unite per la sicurezza alimentare, il World Food Program, spiegando che ''il popolo hanno un bisogno acuto di aiuti''. Giunta nel Paese per una visita di due giorni, la responsabile dell'Agenzia Onu Ertharin Cousin ha sottolineato che lo spostamento della popolazione su larga scala e la distruzuione dei mercati e delle strade del commercio hanno creato una crisi nella sicurezza alimentare''. Per questo, ha detto, gli operatori umanitari necessitano di un ''accesso sicuro'' per aiutare coloro che sono colpiti dai combattimenti e di maggiori fondi per fornire cibo, medicine e riparo per ''salvare delle vite''. ''Alcuni Paesi hanno contribuito con generosita', ma al livello attuale possiamo solo coprire una parte delle necessita''', ha aggiunto.

L'Onu stima che oltre 800mila persone siano sfollate all'interno del Sud Sudan, mentre almeno 225mila sono fuggite nei Paesi vicini quali Etiopia, Kenya, Uganda e Sudan. “E' straziante vedere che alcune di queste persone che sono fuggite dalla guerra vent'anni fa e che noi abbiamo aiutato a tornare in Sud Sudan dopo l'indipendenza, ora sono dovute fuggire nuovamente per mettersi in salvo, molte tornando negli stessi posti dove avevano vissuto in esilio'', ha detto il capo dell'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di rifugiati, l'Unhcr, Antonio Guterres.

Le violenze sono esplose a Juba il 15 dicembre scorso tra i ribelli fedeli dell'ex vice presidente Riek Machar e le truppe del governo del presidente Salva Kiir. A gennaio è stato firmato ad Addis Abeba un accordo per il cessate il fuoco, ma gli scontri continuano.

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