Human Rights Watch, stop ad attacchi su obiettivi civili

Israele deve porre fine ai suoi "attacchi illegali contro apparenti obiettivi civili", comprese le case delle famiglie di sospetti militanti, e i gruppi armati palestinesi devono porre fine agli attacchi indiscriminati con razzi contro i centri abitati in Israele. E' l'appello che arriva da Human Rights Watch, secondo cui circa la metà dei 1.361 palestinesi rimasti feriti nei raid israeliani contro la Striscia di Gaza fino al 14 luglio scorso sono donne e bambini. Ad oggi le vittime dell'operazione israeliana contro la Striscia di Gaza, secondo il bilancio dei palestinesi, sono 203 e i feriti sono 1.520. In Israele ieri un uomo è morto dopo essere rimasto ferito al valico di Erez, al confine con la Striscia di Gaza, dall'esplosione di proietti di mortaio lanciati dal territorio palestinese.

Secondo un'inchiesta dell'agenzia di stampa Dpa il 30% dei palestinesi morti a causa dei raid israeliani - iniziati nove giorni fa - sono donne e bambini. Secondo Human Rights Watch, che cita un rapporto preliminare delle Nazioni Unite elaborato sulla base di dati forniti dai palestinesi, anche la maggior parte degli uomini rimasti uccisi erano civili, Israele ha sganciato almeno 500 tonnellate di esplosivo contro obiettivi nella Striscia di Gaza, gli attacchi hanno distrutto 1.255 case e gli sfollati sono almeno 7.500. "I recenti casi documentati a Gaza purtroppo sono in linea con la lunga storia di raid aerei illegali da parte di Israele con un alto numero di vittime civili", ha detto il direttore di Hrw per il Medio Oriente, Sarah Leah Whitson.