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Il generale Khalifa Haftar, l'enigmatico uomo forte della Libia

POLITICA
Il generale Khalifa Haftar, l'enigmatico uomo forte della Libia

Figura controversa, enigmatica, con un senso della lealtà molto flessibile: il 72enne generale libico Khalifa Haftar ha prestato stamani giuramento a Tobruk e si è insediato ufficialmente come comandante delle forze armate libiche che fanno capo al governo di Abdullah al-Thinni. Sicuramente avrà un ruolo di primo piano in Libia per molto tempo.

In passato ha aiutato il defunto Muammar Gheddafi nella sua ascesa al potere, nel golpe del 1969. E' stato capo di Stato Maggiore delle forze libiche fino al 1987, per poi essere scaricato dal colonnello dopo la guerra del Ciad: da prigioniero fu sconfessato da Gheddafi. Ha vissuto negli Usa, dove, si dice, avrebbe collaborato con la Cia. Dalla Virginia è tornato in Libia nel 2011, l'anno della rivolta contro Gheddafi, e presto è diventato uno dei principali comandanti dei ribelli nell'est. Nel maggio dello scorso anno ha lanciato da Bengasi la sua ultima battaglia per il controllo della Libia: l'Operazione Dignità contro le milizie islamiche, la "campagna contro i terroristi", delle forze ribattezzate dal generale Esercito nazionale libico.

"Controverso", lo definisce in un recente articolo la Bbc sul suo sito web. Per Mohamed Madi, giornalista della Bbc esperto di Medio Oriente, è una figura "enigmatica". Ha "un senso della lealtà molto flessibile", ha scritto di recente Jon Lee Anderson per The New Yorker.

I libici lo apprezzano per i suoi tentativi di riportare la calma nel Paese e al contempo lo criticano per l'uso della forza. Salvatore per alcuni, dittatore per altri. Il governo al-Thinni controlla solo una piccola parte della Libia. Tripoli è nelle mani dell'ampia coalizione di milizie 'Alba Libica'. E il governo islamico di Tripoli accusa il generale di voler instaurare una giunta militare in Libia.

"Haftar, dall'aria mite, ha combattuto come alleato e avversario di quasi tutte le più importanti fazioni coinvolte nei conflitti del Paese, conquistandosi la reputazione di grande esperienza militare, con un senso della lealtà molto flessibile", ha osservato Anderson.

Il paragone tra Haftar, che si è formato nelle accademie militari dell'Unione Sovietica degli anni '70, e il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi è facile per molti. Entrambi generali, entrambi hanno promesso di liberare i loro Paesi dai Fratelli Musulmani, ma la differenza cruciale sta nel peso militare che ognuno di loro può mettere in campo. E oggi comunque Il Cairo - dove al potere al-Sisi è salito dopo aver destituito nel luglio 2013 Mohamed Morsi, espressione della Confraternita - ha lanciato un nuovo appello a "offrire ogni forma di sostegno e appoggio al governo legittimo (con sede a Tobruk, ndr) senza esitazioni o condizioni, affinché sia in grado di estendere il suo controllo e la sua sovranità su tutto il territorio libico".

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