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Elezioni presidenziali e parlamentari in Sudan, favorito il presidente al-Bashir

POLITICA
Elezioni presidenziali e parlamentari in Sudan, favorito il presidente al-Bashir

Urne aperte in Sudan, dove in tre giornate 13 milioni di aventi diritto potranno votare nei 7.100 seggi per le elezioni presidenziali e parlamentari. Boicottato dai principali parti dell'opposizione, come già nel 2010, il voto sudanese si prefigura come una conferma del presidente sudanese Omar al-Bashir, 71 anni e al potere da 25, ricercato dal 2009 per crimini di guerra, contro l'umanità e genocidio in Darfur dalla Corte penale internazionale.

Sono 15 i candidati contro al-Bashir, ma sono praticamente nulle le possibilità di una loro vittoria. Anche per questo, nei giorni scorsi la comunità internazionale, Unione Europa in testa, ha criticato le elezioni sudanesi, il cui risultato è atteso per il 27 aprile. Per la responsabile della politica estera dell'Ue Federica Mogherini si tratta infatti di elezioni ''non credibili''. Il voto sarà monitorato da 15 organizzazioni internazionali, compresa la Lega Araba, l'Unione Africana (Ua) e l'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad).

Sono 45 i partiti politici presenti con loro candidati alle elezioni che da oggi, e fino a mercoledì, sono in corso in Sudan. 1.072 sono i candidati al Parlamento, mentre 2.235 quelli alle elezioni legislative. Il conteggio dei voti avrà inizio da giovedì 16.

Ingente la presenza di militari tra le strade di Khartoum, mentre negli Stati del Sud Kordofan e del Darfur il voto non potrà svolgersi in tutti i seggi programmati per motivi di sicurezza, come ha annunciato la Commissione nazionale per le elezioni. Le autorità sudanesi hanno annunciato di aver dispiegato 70mila poliziotti nel Paese per garantire lo svolgimento del voto.

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