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Il parlamento islamico di Tripoli boccia le proposte dell'Onu per metter fine alla crisi in Libia

POLITICA
Il parlamento islamico di Tripoli boccia le proposte dell'Onu per metter fine alla crisi in Libia

Il capo della delegazione del Congresso Nazionale Generale ai colloqui inter-libici sotto l'egida delle Nazioni Unite, Saleh Mohammed Almakhzoum, ha bocciato le proposte dell'inviato dell'Onu per la Libia Bernardino Leon contenute nella la bozza finale dell'Accordo politico per la Libia, definendole ''deludenti''. La bozza definitiva di Leon, distribuita domenica scorsa ai partecipanti dei colloqui sponsorizzati dall'Onu, riconosce il parlamento rivale, ultimo eletto, della Camera dei rappresentanti con sede a Tobruk, come unico organo legislativo del Paese.

Almakhzoum ha sottolineato, in una dichiarazione rilasciata a una Tv locale, che la bozza ''non rispetta la sentenza della Corte Suprema'' di Tripoli, emessa il 6 novembre 2014, che ha dichiarato illegittimo il parlamento di Tobruk. Inoltre, prosegue il membro del Congresso dominato dai Fratelli Musulmani e che controlla Tripoli con le milizie di 'Fajr Libya', ''riteniamo che la bozza non soddisfa le aspirazioni dei rivoluzionari'' che hanno spodestato Muammar Gheddafi.

Almakhzoum, che ha annunciato per oggi una riunione con ''i capi della rivoluzione'', ha accusato Leon di aver proposto un accordo politico ''non equilibrato'', ritenendo che le precedenti sessioni di dialogo erano solo ''per guadagnare tempo'' al fine di ''rafforzare il golpe di Haftar'', il discusso generale nominato due mesi fa dal parlamento di Tobruk "comandante generale" dell'esercito libico.

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