Caldo record in Pakistan fa 700 morti, dilaga la protesta contro il governo

Governo sotto accusa in Pakistan dopo l'eccezionale ondata di caldo che ha travolto il Paese e ha fatto, da sabato scorso, circa 700 morti. Le opposizioni hanno annunciato per venerdì una giornata di lutto per ricordare le vittime del caldo record che ha colpito Karachi, megalopoli del sud, e altre zone del Sindh. L'annuncio, si legge sul sito web del giornale pakistano Dawn, è arrivato dopo un incontro tra i leader dei blocchi parlamentari all'opposizione.

Per Syed Khursheed Shah, leader dell'opposizione in Parlamento, il governo del premier Nawaz Sharif non ha rispettato le promesse, neanche quella di garantire l'elettricità durante il Ramadan, mese sacro di digiuno per i musulmani. Davanti ai parlamentari dell'Assemblea Nazionale, Shah ha apertamente accusato il governo di essere responsabile per quella che in molti considerano una strage.

A poco sono valse le dichiarazioni del ministro per l'Acqua e l'Energia, Khawaja Asif, che ai parlamentari ha detto che il governo "non ha alcun controllo sulla Karachi Electric", principale fornitrice di energia per gli abitanti di Karachi.

Il Pakistan - un Paese fragile e dotato di armi nucleari, insanguinato da attacchi dei Talebani e altre insurrezioni, con un'economia sull'orlo del baratro - è colpito da tempo da una grave crisi energetica. In situazioni 'normali', Karachi rimane spesso al buio per molte ore ogni giorno poiché la rete elettrica non è in grado di far fronte alla domanda di una città di 20 milioni di abitanti.

Il malcontento cresce per le strade di questa megalopoli dove sono frequenti episodi di violenze politiche e confessionali. Ieri, Pakistan Today, ha riferito di scontri tra polizia e manifestanti, che hanno incendiato copertoni e dato alle fiamme auto delle forze di sicurezza. Oggi, scrive Dawn.com, si registrano proteste in varie zone del Sindh. Sul web la protesta su Twitter corre con l'hashtag #KarachiWeepsGovtSleeps.

Dalle pagine dei giornali nazionali si sono sollevate le polemiche per la gestione inappropriata dell'emergenza da parte del governo. "E' sulle spalle dell'esecutivo che deve ricadere la colpa della risposta inadeguata all'emergenza", ha scritto il quotidiano The Nation. A rincarare la dose il Daily Times, che ha chiesto al premier "decisioni più audaci". E se per The News la vera priorità è sconfiggere la piaga della povertà, il giornale in lingua urdu Ummat ha puntato il dito contro il governo locale di Karachi, che ha rovesciato le accuse sulla Karachi Electric.

Notizie poco confortanti per i pakistani arrivano dal meteorologo Farooq Dar: intervistato da Dawn ha fatto sapere che il caldo record non abbandonerà il Paese e che le temperature resteranno tra i 40 e i 43 gradi. Il governo provinciale del Sindh ha dichiarato lo stato d'emergenza in tutti gli ospedali pubblici. Il ministro capo del governo provinciale, Qaim Ali Shah, ha stabilito oggi la chiusura di tutti gli uffici governativi e delle scuole pubbliche in tutto il Sindh e ha imposto limiti nell'utilizzo dell'aria condizionata negli uffici.

Intanto l'eccezionale ondata di caldo sta rendendo difficile anche la vita degli animali dello storico zoo di Karachi , dove si lavora senza sosta per evitare grandi sofferenze agli animali e non mancano le preoccupazioni dopo la morte, a causa del caldo, di un cervo e due pavoni.

Elefanti, leoni, tigri sono stati colpiti dal caldo "insopportabile", ha detto Tazeem Naqvi, direttore della struttura, citato dall'agenzia di stampa Dpa. Gli animali del bioparco "sono sotto costante monitoraggio - ha assicurato - e le gabbie vengono rifornite con enormi blocchi di ghiaccio".

Le tv locali hanno mostrato immagini di leoni, tigri, zebre, orsi e cervi nelle loro gabbie mentre gli addetti dello zoo cercano di rendere loro il caldo più tollerabile con secchi d'acqua e blocchi di ghiaccio. Il bioparco di Karachi, costruito nel 1878, ospita più di 400 animali e ogni anno attira milioni di visitatori.