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"Generale Haftar è morto"

POLITICA
Generale Haftar è morto

Il generale libico Khalifa Haftar, comandante delle forze armate che fanno capo al Parlamento di Tobruk, sarebbe morto. Lo ha riferito sul proprio account Twitter il sito d'informazione 'Libya Observer', spiegando che la notizia sarebbe stata confermata da "fonti diplomatiche".

Molti media libici, tra cui 'Libyan Express' e 'Alnabaa Tv', stanno rilanciando in questi minuti la notizia della morte dell''uomo forte della Cirenaica'. Tra i primi ad annunciare la notizia del decesso del generale è stato su Twitter il deputato egiziano Mostafa Bakry.

Nei giorni scorsi fonti di stampa francesi e libiche hanno riferito che Haftar sarebbe stato ricoverato in un ospedale di Parigi dal 5 aprile. Secondo il quotidiano francese 'Le Monde', il 74enne generale sarebbe stato vittima di un ictus che avrebbe richiesto il suo rapido trasferimento da Amman, in Giordania, a Parigi.

Sulle condizioni di salute del comandante delle forze di Tobruk si sono diffuse negli ultimi giorni notizie contrastanti. Alcuni siti libici hanno parlato di un peggioramento delle condizioni di salute, mentre fonti vicine al generale hanno smentito che Haftar fosse malato, sostenendo che si trattasse solamente di voci diffuse dagli "islamisti".

Oggi l'emittente al-Arabiya, citando una fonte vicina all'ambasciata libica a Parigi, ha parlato di un "leggero miglioramento" delle condizioni di salute del comandante dell'Esercito nazionale libico, pur precisando che il quadro generale resta "ancora molto critico".

L'account Twitter del Libya Observer riferisce che decine di persone stanno festeggiando nella Piazza dei Martiri a Tripoli la morte del generale.

Una figura controversa, enigmatica, con un senso della lealtà molto flessibile. Così è descritto il generale libico Khalifa Haftar. Diventato comandante delle forze armate che fanno capo al Parlamento di Tobruk, in passato ha aiutato il defunto Muammar Gheddafi nella sua ascesa al potere, nel golpe del 1969.

E' stato capo di Stato Maggiore delle forze libiche fino al 1987, per poi essere scaricato dal colonnello dopo la guerra del Ciad: da prigioniero fu sconfessato da Gheddafi. Ha vissuto negli Usa, dove, si dice, avrebbe collaborato con la Cia. Dalla Virginia è tornato in Libia nel 2011, l'anno della rivolta contro Gheddafi, e presto è diventato uno dei principali comandanti dei ribelli nell'est.

Nel maggio del 2014 ha lanciato da Bengasi l'ultima battaglia per il controllo della Libia: l'Operazione Dignità contro le milizie islamiche, la "campagna contro i terroristi", delle forze ribattezzate dal generale Esercito nazionale libico.