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Il mistero della principessa Latifa

POLITICA
Il mistero della principessa Latifa

Fermo immagine dal video caricato su YouTube da Escape from Dubai

Crescono i timori sulle sorti della principessa Latifa, figlia dell'emiro di Dubai nonché vice presidente e primo ministro degli Emirati, Sheikh Mohammad bin Rashid Al Maktoum. Human Rights Watch (Hrw), organizzazione che si batte per i diritti umani con sede a New York, ha invitato le autorità emiratine a rivelare "immediatamente" dove si trovi, ipotizzando che il suo possa essere un caso di "sparizione forzata".

I fari sulla vicenda della principessa di Dubai si sono accesi a marzo, quando in un video pubblicato su YouTube denunciava di essere tenuta prigioniera dalla sua famiglia e di essere vittima di abusi. Latifa annunciava quindi la sua fuga da Dubai, accusando il padre di maltrattarla.

La causa della principessa, 32 anni, era stata seguita da un gruppo con sede nel Regno Unito, 'Detenuti a Dubai', che sostiene di aiutare le persone che sono state vittime di ingiustizie negli Emirati.

Il gruppo aveva lanciato una campagna mediatica dopo aver denunciato il "fermo" della principessa all'inizio di marzo su una barca al largo della costa indiana a bordo della quale c'erano Latifa e diversi stranieri, tra cui un'amica finlandese, Tiina Jauhiainen e un cittadino franco-americano, Herve Jaubert, con precedenti negli Emirati per "frodi commerciali".

Il 17 aprile, il governo di Dubai ha rotto il silenzio sulla vicenda, tirando in ballo un altro francese, Christian Elombo, accusato di aver aiutato la principessa a fuggire e ora detenuto in Lussemburgo.

Senza entrare nei dettagli, una fonte vicina al governo di Dubai aveva detto che la principessa Latifa era stata "riportata" alla sua famiglia e che stava "bene". Secondo la fonte, il destino della principessa era un "affare privato" e la donna era stata "sfruttata" da una "banda di truffatori".

Hrw, tuttavia, non sembra credere alla versione 'ufficiale'. Le autorità di Dubai "devono permettere (alla principessa, ndr) di mettersi in contatto con il mondo esterno" e chiarire il suo "status legale", ha detto Sarah Leah Whitson, direttrice di Hrw per il Medio Oriente. "Se è tenute prigioniera, deve avere i diritti di tutti i detenuti, incluso quello di essere giudicata da un giudice indipendente", ha affermato in una nota.

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