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Libia: attivista, tutto il Paese a rischio, scontri possono estendersi

SICUREZZA
Libia: attivista, tutto il Paese a rischio, scontri possono estendersi

(Aki) - "Gli scontri armati cui si sta assistendo in Libia potrebbero estendersi ulteriormente". A lanciare l'allarme e' Khaled al-Kadiki, docente universitario a Bengasi e attivista della societa' civile libica. In un'intervista ad Aki - Adnkronos International, Kadiki sottolinea come l'attacco al Parlamento di Tripoli da parte di un gruppo di militari dell'esercito libico fedeli al generale in congedo Khalifa Haftar sia "il segnale dell'estrema debolezza del governo e del Congresso nazionale, nonche' dell'instabilita' dello Stato in tutti i suoi apparati".

Cio' cui si sta assistendo in Libia e' il risultato della "grande tensione esistente tra parti riconosciute ufficialmente e quelle che non godono di legittimita' ma che ancora detengono armi a tre anni dalla rivoluzione", situazione "aggravata dall'assenza totale delle istituzioni statali quali polizia ed esercito, dalla mancata integrazione dei rivoluzionari e dalla comparsa dei gruppi islamici sulla scena libica". Le citta' dove la tensione e' maggiore sono "Bengasi, Tripoli, Derna e Sebha", precisa Kadiki.

Quanto alla possibilita' di un intervento delle truppe americane in Libia, Kadiki ritiene che il suo Paese sia "aperto a tutte le possibilita'", alla luce della mancanza di controllo dei valichi terrestri e marittimi e dell'assenza di polizia ed esercito. Questo ha permesso l'emergere dei gruppi estremisti islamici, ma anche - secondo Kadiki - ''l'infiltrazione dei servizi segreti di altri Paesi, di bande del riciclaggio di denaro sporco e contrabbando". "La Libia diventera' terreno fertile per ogni sorta di crimine e - conclude - a soffrirne di piu' sara' il popolo libico".

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