Msf, aiuti entrano ma con difficoltà, aprire confini Gaza

(Aki) - Nella Striscia di Gaza "gli aiuti umanitari entrano, ma non senza difficoltà" ed è "importante che venga garantita l'apertura delle frontiere sia da parte di Israele che dell'Egitto". Lo afferma in un'intervista telefonica con Aki - Adnkronos International Tommaso Fabbri, capo della missione a Gerusalemme di Medici Senza Frontiere (Msf).

"La situazione è sempre preoccupante: da quando sono state avviate le operazioni di terra" israeliane nella Striscia di Gaza "si è registrato un aumento dei feriti, soprattutto civili", prosegue Fabbri esprimendo "estrema preoccupazione". L'ultimo bilancio del ministero della Salute di Gaza parla di almeno 509 palestinesi morti e oltre tremila feriti dall'avvio, l'8 luglio, dell'operazione israeliana contro la Striscia di Gaza. Da parte israeliana si contano due civili uccisi e 18 soldati sono morti e altri 80 militari sono rimasti feriti.

"I civili non possono scappare da nessuna parte e non hanno altra scelta che restare sotto le bombe perché per loro non è possibile rifugiarsi all'estero", sottolinea Fabbri. In alcuni casi, prosegue, "c'è il bisogno di trasferire persone ferite" fuori dal territorio palestinese, ma questo "diventa molto difficile ed è quindi importante l'apertura delle frontiere da parte di Israele ed Egitto", così come è importante che "venga facilitato il nostro lavoro".

Medici Senza Frontiere sta lavorando all'ospedale Al Shifa a Gaza City. Tra le vittime palestinesi delle operazioni israeliane ci sono tante donne e tanti bambini. Dopo la strage di Shujaiyya, Msf chiede a Israele di fermare i bombardamenti contro i civili, bloccati in una striscia di Gaza praticamente sigillata, e di rispettare la sicurezza degli operatori e delle strutture mediche.

Nel territorio palestinese "gli aiuti entrano, ma non senza difficoltà", spiega Fabbri sottolineando come "dalla parte di Rafah" al confine con l'Egitto sia tutto "più complicato". Il capo della missione di Medici Senza Frontiere a Gerusalemme racconta quindi la vicenda di un chirurgo "bloccato per questioni burocratiche" mentre tentava di entrare da Israele nella Striscia di Gaza "durante la tregua umanitaria" e di come il medico sia riuscito a passare il confine solo "ieri". "Domani - conclude - cercheremo di far arrivare dei farmaci, è previsto un cargo che entri via terra".